Trento, padre uccide i figli di 2 e 4 anni a martellate e si suicida: aveva mentito sui debiti

A trovare i piccoli la madre, salva la figlia maggiore di 13 anni: all'origine della tragedia i debiti che aveva contratto all'insaputa della famiglia

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    Uccide a martellate i figli di 2 e 4 anni e poi si suicida, lanciandosi nel vuoto. La tragedia agghiacciante si è registrata nel quartiere delle Albere a Trento, dove Gabriele Sorrentino, 43 anni, ex carabieniere romano e consulente finanziario, ha ucciso i figli più piccoli e si è tolto la vita gettandosi in una scarpata a Sardagna, a pochi chilometri dalla città. A trovare i corpi dei bimbi è stata la madre, al rientro dal lavoro: i piccoli erano in soggiorno, nel bell’appartamento comprato dall’uomo nel complesso residenziale di lusso, la casa perfetta per la famiglia perfetta, come li descrivono i vicini. La figlia maggiore, di 13 anni, si è salvata perché in gita con la scuola. Gli inquirenti stanno indagando sul movente: in una prima conferenza stampa indetta dagli inquirenti, gli investigatori hanno parlato di un possibile movente economico alla base del folle gesto. Gabriele avrebbe contratto debiti e mentito sulle reali condizioni economiche, costruendo un castello di bugie di cui anche la moglie era all’oscuro.

    Una vera e propria tragedia e una famiglia distrutta per motivi che ancora oggi appaiono poco chiari. Il quadro di quanto accaduto sembra invece stabilito: l’ex carabiniere ha ucciso i figli di 2 e 4 anni colpendoli con un martello, poi ha preso la macchina, un SUV, si è diretto fuori città e si è lanciato nel vuoto da una roccia. Il suo cadavere è stato ritrovato qualche ora dopo.

    Tragedia familiare a Trento: due bambini uccisi in casa nel quartiere delle Albere
    LaPresse

    Non sono state trovare lettere che spiegano il folle gesto, i rapporti con la moglie erano normali, quelli di una coppia felice: il giorno della tragedia, all’ora di pranzo, sarebbero dovuti andare dal notaio per perfezionare l’acquisto del lussuoso appartamento, dal valore di milioni di euro. Invece, l’ex carabiniere era in piena crisi finanziaria, senza più soldi e con enormi debiti contratti senza motivo, dicono gli inquirenti: da mesi non riusciva a pagare le rate del “rent to buy” per un totale di 36mila euro, affitto con riscatto al termine del quale avrebbe acquistato la casa, al versamento di una cifra consistente, circa 500mila euro.

    Gli inquirenti hanno parlato di un “gesto sorprendente, incontrollato, disperato, dovuto a difficoltà di varia natura“. Tra tutte, spicca il movente finanziario, anche perché “i rapporti con la moglie erano assolutamente normali, nessun dissidio o conflitto“.

    Chi lo conosce – aggiungono gli inquirenti – parla di evento sorprendente. Si dicono sorpresi e increduli. Anche su questo faremo verifiche per capire se ci siano state eventuali avvisaglie magari non percepite“.

    Non ci sono stati tentativi di inquinare la scena del delitto, hanno spiegato gli investigatori: tutto si è svolto in una normale giornata, con la moglie uscita per andare al lavoro come sempre, la figlia più grande in gita scolastica, e lui con i figli piccoli e a lavorare, come consulente finanziario, cosa che gli permetteva di rimanere a casa per badare ai piccoli di 2 e 4 anni.

    Chi era Gabriele Sorrentino

    Gli inquirenti stanno passando al setaccio i conti dell’uomo per capire di quanto e con chi si era indebitato. Il ritratto che emerge dal suo curriculum e dai racconti di chi lo conosceva non coincide con l’immagine di un uomo capace di uccidere a martellate i figli più piccoli.

    Ex carabiniere, romano, era arrivato al Nord a seguito dell’Arma, alla stazione di Riva del Garda: i colleghi lo ricordano come un elemento più che valido, ottimo investigatore tanto da passare al nucleo operativo. La passione del volo e il brevetto da elicotterista, lo avevano portato nel reparto aereo di Bolzano. Era poi passato ad Alitalia, finendo tra i tagli del 2008, e riciclandosi come broker finanziario.

    Qualcosa però è andato storto: investimenti sbagliati, debiti forse contratti con le persone sbagliate: la realtà è che Gabriele aveva perso molti soldi, anche i 60mila euro di liquidazione ricevuti da Alitalia. “Non avrei mai pensato che avrebbe potuto fare una cosa del genere, sembravano la famiglia del Mulino Bianco“, ha detto il vicino di casa. “Qualche volta ci si incontrava sulla strada e Gabriele sembrava una bellissima persona, una persona che adorava i suoi bambini“. Cosa è scattato nella sua mente, rimane ancora in mistero.