Seregno, sindaco contro l’elemosina: «Basta dare soldi agli accattoni»

Secondo Edoardo Mazza il problema non sono i clochard ma i rom: «Utilizzano metodi che sfiorano l’intimidazione»

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    Seregno, sindaco contro l’elemosina: «Basta dare soldi agli accattoni»

    Basta elemosina a Seregno. A lanciare l’appello ai cittadini del comune brianzolo è il sindaco di centrodestra Edoardo Mazza: «Invito la popolazione a non aiutare gli accattoni. Basta dare soldi a chi chiede l’elemosina. Chi ha davvero bisogno è già aiutato dal Comune». Queste le sue parole, riportate dal Corriere. Il primo cittadino ha poi incalzato: «Gli accattoni sono una delle piaghe che affliggono la nostra città. Sono ovunque e non sappiamo più come trovare una soluzione».

    I mendicanti a Seregno sono tanti: chiedono spiccioli in centro, dal portico della Basilica collegiata di San Giuseppe all’ingresso dell’abbazia di San Benedetto, dalle vetrine di piazza Risorgimento al Comune. Ma a chi si riferisce l’esasperato sindaco Mazza? In un primo momento si pensava che il suo bersaglio fossero i clochard, sempre più in aumento in una città in cui i senzatetto ogni giorno ricevono l’assistenza di servizi sociali e Caritas.

    In un’intervista al Fatto Quotidiano il sindaco ha invece chiarito che non ce l’ha con i clochard ma con alcuni rom che chiederebbero l’elemosina in modo troppo insistente, arrivando quasi a minacciare gli anziani che si rifiutano di metter mano al portafogli. «Non se ne può più, ogni giorno fuori dalle nostre chiese o dai nostri negozi rom e zingari, con insistenza e talvolta utilizzando metodi che sfiorano l’intimidazione, chiedono soldi soprattutto agli anziani. È una situazione inaccettabile». Mazza spiega che il problema sono in particolare «una decina di rom del campo nomadi della vicina Sesto San Giovanni, che ogni mattina prende il treno senza pagare il biglietto» arrivando, attraverso la questua, a racimolare «centinaia di euro al giorno». Il sindaco aggiunge che «quotidianamente ricevo decine di segnalazione da parte dei cittadini esasperati, per questo ho deciso di appellarmi a loro chiedendo di non fare più l’elemosina perché il Comune provvede già ad assistere chi ha bisogno».

    Niente razzismo, assicura: «Seregno è una cittadina tradizionalmente accogliente e solidale». Immediata però arriva la polemica politica, con il consigliere cittadino del Pd William Viganò che lo accusa invece di essere razzista: «Le sue sono dichiarazioni sconcertanti e schizofreniche, visto che il sindaco sostiene che Seregno non è una città razzista. Certo, se ci sono situazioni di illegalità bisogna intervenire, ma non è con la repressione che si risolvono questi tipi di problemi. Va rispettata la libera scelta dei cittadini che vogliono dare l’elemosina a chi la chiede. Così come vanno rispettate quelle persone che per dignità e senza commettere reati scelgono di non rivolgersi alle istituzioni per avere un aiuto».

    Cosa ne pensano i cittadini di Seregno? Molti di coloro che hanno commentato la notizia sulla pagina Facebook del sindaco sono d’accordo con lui. «Nel Canton Ticino ci sono cartelli con foto di bambini rom con su scritto: “Se gli dai i soldi continuerai a farlo rimanere in strada”», scrive Mauro. «Concordo, questuanti sfruttati a loro volta da persone senza scrupoli. Chi li difende se li porti sotto casa», aggiunge una signora.