Legalizzazione droghe leggere, anche Raffaele Cantone è favorevole

Da Franco Roberti a Roberto Saviano: chi è favorevole alla cannabis legale

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    Legalizzazione droghe leggere, anche Raffaele Cantone è favorevole

    Anche Raffaele Cantone è favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere. Il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione si aggiunge così alla lista di procuratori e uomini della giustizia che auspicano questa strada per contrastare la criminalità organizzata. Cantone, intervenendo al forum web Agi “Viva l’Italia”, ha toccato la questione che da sempre divide l’opinione pubblica.

    LEGALIZZAZIONE DELLA MARIJUANA IN ITALIA: I PRO E I CONTRO

    «Mi pongo una domanda, anche se non sono in grado di dare una risposta: una legalizzazione di una droga controllata, anche nelle modalità di vendita, non potrebbe avere effetti migliori rispetto allo spaccio che avviene alla luce del giorno nella totale e assoluta impunità e che riguarda amplissime fasce della popolazione giovane? – ha detto il numero uno dell’Anac -. È un po’ un’ipocrisia all’italiana, ci nascondiamo dietro il proibizionismo sapendo che quelle norme sul proibizionismo servono a riempire le carceri, di extracomunitari in gran parte, e nessuno si preoccupa del perché il fenomeno cresce».

    Da Roberti a Saviano: chi è favorevole alla cannabis legale

    La presa di posizione di Cantone arriva pochi mesi dopo quella di Franco Roberti, il superprocuratore antimafia e antiterrorismo. Secondo lui legalizzare le droghe leggere consentirebbe, tra l’altro, di battere i talebani che in Afghanistan si finanziano coltivando il papavero da oppio: «La produzione di cannabis è una delle fonti di finanziamento del terrorismo». Per sconfiggere terroristi, ma anche mafia e narcotrafficanti che al momento «hanno saldamente in mano il monopolio del traffico di cannabis», la soluzione sarebbe una: far produrre la marijuana sotto il controllo dei Monopoli di Stato come si fa attualmente con il tabacco, e venderla nelle tabaccherie. Come le sigarette, insomma.

    D’accordo con lui anche Andrea Padalino, sostituto procuratore a Torino: «Sul contrasto alla diffusione delle cosiddette droghe leggere abbiamo perso la partita. Mi rendo conto che è un discorso che fa rabbrividire. Ma conosciamo gli effetti sulla salute di sostanze lecite come alcol e tabacco, e non dobbiamo nasconderci dietro un dito. In tutta Europa otto sequestri di droga su dieci sono di cannabis e derivati. Il nostro procuratore nazionale antimafia parla di battaglia persa. Una battaglia che però continua a richiedere un enorme impegno delle forze dell’ordine».

    Favorevole alla legalizzazione anche Roberto Saviano, scrittore da sempre impegnato nella denuncia alla criminalità organizzata, che ha trattato anche la questione della droga: «Le droghe leggere sono merce di scambio tra terroristi e organizzazioni criminali. I terroristi vendono droghe alle mafie che in cambio danno denaro o armi. E in Europa il mercato delle armi, che è illegale, lo gestiscono le organizzazioni criminali. Per questo la legalizzazione indebolirà le mafie».