Cos’è la Consip e perché gestisce tutti questi soldi

Come è nata l'inchiesta che ha coinvolto anche il padre di Renzi?

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    Cos’è la Consip e perché gestisce tutti questi soldi

    Negli ultimi tempi si parla tanto di Consip per un’inchiesta che ha coinvolto, tra gli altri, il padre di Matteo Renzi. Facciamo un po’ di chiarezza spiegando cos’è la Consip e perché gestisce tutti questi soldi. Quando girano tanti milioni diventa automatico il rischio di imbattersi in reati. Ecco perché la procura di Roma ha aperto un’inchiesta in cui è finito Tiziano Renzi e che, il primo marzo, ha portato all’arresto per corruzione dell’imprenditore Alfredo Romeo.

    Cos’è la Consip? La Concessionaria Servizi Informativi Pubblici dal 1997 è la centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana. Si tratta di una società per azioni in house (quindi totalmente pubblica) del ministero dell’Economia e delle Finanze, che ne è l’azionista unico, incaricata dell’acquisto di beni e servizi per le amministrazioni pubbliche. Il presidente è Raffaele Ferrara mentre l’amministratore delegato è Luigi Marroni.

    Come funziona la Consip?

    La Consip è una sorta di centrale di committenza che realizza il programma di razionalizzazione degli acquisti, e supporta le singole amministrazioni su tutti gli aspetti del processo di approvvigionamento. Gli obiettivi sono semplificare e rendere più veloci e trasparenti le procedure degli acquisti pubblici e razionalizzare e ottimizzare la spesa pubblica, migliorando la qualità degli acquisti e riducendo i costi.

    La Consip, ad esempio, assegna appalti pubblici a società private per ottenere l’esecuzione di lavori, la prestazione di servizi verso la pubblica amministrazione o la fornitura di prodotti come energia elettrica, benzina, gas, contratti telefonici, servizi di pulizia ecc. Insomma, tutti i servizi di cui la macchina pubblica, dallo Stato centrale agli enti locali, ha bisogno per funzionare.

    Se ad esempio negli uffici di un ministero servono computer o stampanti, la Consip organizza l’acquisto, scegliendo modi e costi mirando al miglior rapporto qualità-prezzo. Da qui la razionalizzazione della spesa pubblica. Fissa il tetto massimo di spesa, per evitare che i privati poi gonfino i preventivi, e istituisce una gara d’appalto per scegliere l’azienda che offra i migliori requisiti per l’acquisto.

    Il cosiddetto modello Consip nel 2014 ha generato per lo Stato risparmi fino a 7,5 miliardi di euro, ed è per questo che la sua struttura è stata ampliata. Oggi la Consip si occupa anche di altre attività, dall’attuazione dei processi di privatizzazione al supporto al ministero dell’Economia nel programma per la dismissione dei beni mobili dello Stato.

    Com’è nata l’inchiesta sulla Consip?

    Gli appalti pubblici milionari fanno gola a tutti gli imprenditori, e alcuni sono disposti a corrompere pur di ottenerli. Ed è questa l’accusa mossa nei confronti dell’imprenditore campano Alfredo Romeo che, secondo la procura di Roma, avrebbe pagato le mazzette a un dirigente della Consip (Marco Gasparri, anche lui indagato per corruzione) per ottenere un appalto dal valore complessivo di 2,7 miliardi di euro (suddiviso in una serie di lotti). Nell’inchiesta sono finiti altri personaggi tra cui Tiziano Renzi, padre dell’ex premier, accusato di traffico illecito di influenze. Secondo l’accusa Renzi senior sarebbe stato il mediatore dell’accordo corruttivo. In pratica, tramite l’amico imprenditore toscano Carlo Russo, avrebbe messo in contatto Romeo e Gasparri.

    Gli altri protagonisti dell’inchiesta sono Italo Bocchino, ex parlamentare Pdl e consulente di Romeo, indagato per traffico di influenze come Russo e il padre di Renzi. Luca Lotti, ministro dello Sport e fedelissimo di Matteo Renzi, il comandante generale dei Carabinieri Tullio Del Sette e il comandante della legione Toscana dei Carabinieri Emanuele Saltalamacchia sono invece indagati per rivelazione di segreto d’ufficio.