NanoPress Allaguida Pourfemme Tecnocino Buttalapasta Stilosophy Tantasalute DesignMag QNM MyLuxury

Napoli, punita la pasticceria Poppella per aver portato gente al rione Sanità

Napoli, punita la pasticceria Poppella per aver portato gente al rione Sanità

Spari contro la pasticceria che, inventando i Fiocchi di neve, ha portato turisti e napoletani a scoprire il rione Sanità

Giornalista, scrittore e conduttore radiofonico in Camorra, Cronaca, Cronaca di Napoli
Segui autore:
Giovedì 23/02/2017 in Camorra, Cronaca, Cronaca di Napoli
    Napoli, punita la pasticceria Poppella per aver portato gente al rione Sanità

    Fiocco di neve è una palla morbida con all’interno una misteriosa crema alla panna. Ai meridionali è facile descriverla, almeno dall’esterno, perché ricorda la palla che c’è sopra alle brioche. I settentrionali, invece sono ancora convinti che la brioche sia il cornetto e, quindi, immaginano con maggiore difficoltà questa palla di pasta e crema. Da cosa sia precisamente composta la crema non so dirlo, ma – ahimè – so che oggi sarà possibile trovarci qualche proiettile all’interno.

    Proiettili sparati dalla camorra nell’ennesima stesa. Una stesa le cui immagini mi ricordano una scena de “La mafia uccide solo d’estate”, il film di Pif che racconta la criminalità organizzata come solo lui saprebbe fare. È la scena del giovanissimo protagonista che, ogni mattina, si ferma a comprare le Iris con la ricotta, un dolce non così diverso dai fiocchi di neve, per l’amata compagna di scuola, finché una mattina quella pasticceria non è inaccessibile perché vi hanno ucciso Boris Giuliano, il capo della Squadra Mobile di Palermo.

    E allora, per quanto questa volta non ci sia fortunatamente scappato nessun morto, i fiocchi di neve sembrano oggi ancora più simili alle Iris: entrambi dovrebbero essere un’attrattiva per i turisti, così come dovrebbe esserlo ogni eccellenza del settore agro-alimentare, e invece diventano una fonte di paura.

    Eppure Fiocco di neve e soprattutto la pasticceria Poppella hanno, per diverso tempo, avuto l’importantissimo merito di aver portato persone al rione Sanità, un rione escluso volutamente dal resto della città. Infatti, quando dico “persone”, non intendo solo turisti, ma anche e soprattutto napoletani: napoletani che, pur vivendo a Napoli, alla Sanità non ci erano mai stati.

    Nessun altro motivo, infatti, avrebbero mai avuto i napoletani per andare in quel quartiere che, pur non essendo affatto periferico, è ai confini della città per via di un ponte che lo sovrasta e ne rende inutile perfino il passaggio.

    Certo ci sarebbero le catacombe di San Gaudioso e la chiesa del “Monacone” da vedere in quel pezzo di città abbandonato a se stesso, ma – si sa – le cose vecchie non attirano certo come un buon pasticcino!

    E così la domenica mattina davanti a Poppella c’era la fila di napoletani, della Sanità e non, che attendevano il proprio turno per comprare le soffici palle di briosce alla crema. Napoletani che scoprivano il rione Sanità, iniziavano a viverlo, a frequentarlo e, forse, così a toglierlo alla camorra.

    La camorra, però, è ingorda e i fiocchi di neve, così come il rione Sanità, non vuole dividerli con nessuno. Il rione Sanità gli serve così com’è: escluso e abbandonato.

    468

    SCRITTO DA Fabrizio Capecelatro Giornalista, scrittore e conduttore radiofonico Segui autore:
    PUBBLICATO IN CamorraCronacaCronaca di Napoli
    PIÙ POPOLARI