Processo Fabrizio Corona: Belen tra i 200 testimoni

I difensori: «Soldi di provenienza assolutamente lecita»

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    Processo Fabrizio Corona: Belen tra i 200 testimoni

    Saranno circa 200 i testimoni a difesa di Fabrizio Corona, a processo per intestazione fittizia di beni, frode fiscale e violazione delle norme patrimoniali sulle misure di prevenzione. Tra loro anche Belen Rodriguez, la sorella Cecilia e altri familiari della showgirl argentina, oltre ad alcune ex fidanzate e a «tutte le persone che conoscono bene Fabrizio e che hanno lavorato con lui».

    Il fotografo dei vip è tornato in carcere a ottobre, mentre era in prova ai servizi sociali, per i 2,6 milioni di euro in contanti trovati in parte in Austria (840mila euro) e in parte nel controsoffitto della casa (1,7 milioni) della storica collaboratrice Francesca Persi, imputata anche lei per gli stessi reati.

    LaPresse

    L’udienza del 16 febbraio, presso la prima sezione penale del tribunale di Milano, ha visto da una parte il pm Alessandra Dolci, dall’altra i legali di Corona, Ivano Chiesa e Luca Sirotti. Nel pubblico la fidanzata di Corona, Silvia Provvedi, insieme alla sorella gemella. I giudici hanno vietato «l’uso dei cellulari in aula, non avendo autorizzato le riprese televisive e fotografiche del dibattimento», e hanno chiesto ai carabinieri di controllare che nessuno facesse foto o immagini. Evidente, nelle foto che pubblichiamo, la reazione infastidita degli agenti che scortavano l’imputato in aula alla presenza dei fotografi.

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    I difensori: «Soldi di provenienza assolutamente lecita»

    «Non siamo qui a citare 190 testi perché vogliamo perdere tempo – ha spiegato l’avvocato difensore Ivano Chiesa – ma perché ciascuno di loro testimonierà su un singolo episodio. È nostro dovere verso i nostri assistiti dimostrare due cose: a quando risalgono le somme di denaro e da chi provengono. Noi dimostreremo euro per euro da dove arrivano gli 1,7 milioni di euro trovati nel controsoffitto della casa della collaboratrice di Corona, Francesca Persi, e gli altri 840mila euro depositati in Austria».

    La tesi dei difensori di Corona è che quei soldi siano «di provenienza assolutamente lecita» e siano stati guadagnati con le serate in discoteca, le ospitate e le inaugurazioni di locali di tutta Italia. Anche se un’inchiesta delle Iene mostra come alcuni di quei pagamenti avvenissero in nero. Per provarlo convocheranno in aula amici, collaboratori, ex compagne di Corona, oltre a tanti gestori di locali che ricostruiranno davanti ai giudici della prima sezione penale di Milano date e cifre versate all’ex re dei paparazzi per la sua presenza alle serate. «Ciascun teste dovrà riferire su uno specifico episodio di dazione di denaro a Corona», ha spiegato in aula l’avvocato Sirotti.

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    Nel corso dell’udienza, durata circa un’ora, sia il pm che i legali di Corona hanno chiesto di acquisire alcune intercettazioni e dei documenti, tra cui le dichiarazioni dei redditi del fotografo, accusato anche di evasione fiscale. «Abbiamo dimostrato che le tasse sulle somme sono state tutte pagate, compresa l’Iva», ha assicurato Sirotti. Entro fine marzo, poi, verranno versate anche le imposte relative ai contanti trovati nel controsoffitto di Francesca Persi, che per i difensori sarebbero parte degli incassi della Fenice Srl, società di Corona poi fallita, e sarebbero antecedenti al 2012.

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