Trasferiti gli agenti che uccisero Amri, il terrorista della strage di Berlino

Si tratta di un premio di riconoscimento per la brillante operazione svolta

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    Trasferiti gli agenti che uccisero Amri, il terrorista della strage di Berlino

    Luca Scatà e Christian Movio, i due agenti di polizia del commissariato di Sesto San Giovanni che lo scorso 23 dicembre 2016, fermarono e uccisero Anis Amri, l’attentatore della strage di Berlino, sono stati trasferiti in una destinazione segreta.

    A distanza di circa un mese e mezzo dalla sparatoria in cui è rimasto ucciso il killer di Berlino, ai due agenti è stata assegnata una nuova sede lavorativa: per loro sono previsti nuovi incarichi.

    Le ragioni del trasferimento dei due agenti

    Alcuni quotidiani e agenzie di stampa sostengono che la decisione del Viminale, confermata dal Commissariato di Sesto San Giovanni, avrebbe uno scopo precauzionale. Una spiegazione nettamente smentita da fonti vicine al ministero dell’Interno, secondo le quali il trasferimento dalla sede milanese sarebbe in realtà un premio, ‘il riconoscimento per un’azione straordinaria ed è stato deciso sulla base delle loro legittime aspirazioni’.

    Una fonte all’agenzia Adnkronos ha spiegato: ‘Si è trattato di una brillante operazione e dunque si sono avviate le procedure per riconoscimenti premiali nei loro confronti e proprio in ragione della loro straordinaria capacità che hanno dimostrato nell’occasione, sono stati assecondati nelle loro aspirazioni, tra cui quella di essere trasferiti ad altri incarichi e altri uffici, come ulteriore segno di gratificazione e di gratitudine nei loro confronti’.

    I due agenti dopo la morte di Amri

    Dopo il fermo e l’uccisione di Anis Amri, Scatà ha trascorso un periodo di convalescenza e un periodo di congedo sotto scorta insieme alla famiglia, a Canicattini Bagni, prima di tornare al lavoro: una volta rientrato, a scopo precauzionale, era stato tenuto in ufficio.

    Movio invece è ancora in convalescenza per la ferita alla spalla riportata durante la sparatoria.