Trattativa Stato-Mafia: Totò Riina accetta di parlare in aula

A sorpresa, il boss corleonese ha annunciato la sua intenzione di rispondere alle domande dei pm

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    Trattativa Stato-Mafia: Totò Riina accetta di parlare in aula

    Decisione a sorpresa per il boss Totò Riina, che ha fatto sapere, tramite il suo legale, l’avvocato Giovanni Anania, che ha intenzione di rispondere alle domande dei pm e degli avvocati, nell’ambito del processo sulla trattativa Stato-mafia. Il colpo di scena è avvenuto a udienza chiusa, mentre la corte stava abbandonando l’aula: non era mai accaduto prima che il sanguinario boss accettasse di rispondere direttamente. Si ritiene tuttavia, che non saranno svelate novità sostanziali, circa il presunto patto tra i boss e alcuni esponenti delle istituzioni. L’interrogatorio di Riina dovrebbe tenersi nell’udienza del 16 febbraio. Nell’udienza del 10 febbraio invece, sono previste le dichiarazioni spontanee del senatore Nicola Mancino, ex ministro dell’Interno, anche lui imputato insieme ai boss.

    Nell’ambito di questo maxi processo, in cui la Procura di Palermo sta cercando di provare l’esistenza di un patto criminale tra la mafia e lo Stato, sancito dopo le stragi del ’92, con il celebre papello di richieste che il boss corleonese avrebbe fatto recapitare ai vertici delle istituzioni, servendosi del vicecomandante dei Ros, Mario Mori, è evidente che la testimonianza di Riina acquisisce notevole importanza. A maggior ragione se si considerano le numerose intercettazioni ambientali in carcere, prodotte dal pm Nino Di Matteo, in cui Riina avrebbe confidato al suo compagno di ora d’aria, importantissime rivelazioni circa l’intero sistema della mafia.

    LE DOMANDE RIMASTE SENZA RISPOSTA

    Alla luce dell’ultima dichiarazione di Riina, una domanda sorge spontanea: come mai il boss corleonese ha deciso di parlare soltanto ora? Risponderà alle domande salienti che rappresentano il fulcro del maxi processo? Ovvero, chi c’è realmente dietro le stragi? Si nasconde solo la mano di Cosa Nostra o anche quella dello Stato? Il famoso papello di richieste stilato da Riina, in cui si chiedeva di ammorbidire le condizioni dei detenuti, degli indagati, delle loro famiglie, la cancellazione della legge sui pentiti e la revisione del processo stesso, è esistito realmente? E poi ancora, quali erano i suoi referenti politici della DC?