Incendio a Genova, cessata l’emergenza è caccia ai colpevoli

Vigili del fuoco: 'Per ora non brucia più niente'

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    Incendio a Genova, cessata l’emergenza è caccia ai colpevoli

    A Genova è finalmente cessata l’emergenza incendi. Dopo giorni di battaglie dei vigili del fuoco contro le fiamme , divampate da lunedì da Levante a Ponente del capoluogo ligure, l’attesa notizia è arrivata: “Per ora non brucia più niente”. Adesso è caccia ai colpevoli. Nei giorni scorsi sono stati centinaia gli evacuati, a causa della vicinanza del fuoco alle case.

    Tutto è cominciato lunedì, quando il primo incendio è divampato sulle alture genovesi sopra Sant’Ilario, a Nervi, a Levante. Le fiamme si sono propagate anche in località Apparizione. I residenti hanno bagnato giardini e tetti per fronteggiare l’eventuale arrivo del fuoco. Tredici le persone evacuate che, dopo aver trovato ospitalità presso amici e parenti, sono rientrate a casa verso mezzanotte. Altre famiglie hanno preferito passare comunque la notte dai parenti, per la vicinanza delle case alle fiamme. Un uomo, intervistato da Sky Tg24 mentre lasciava la sua villetta, lambita dalle fiamme, ha attaccato duramente il Comune di Genova, lamentando tra l’altro l’assenza di idranti in una zona da sempre a rischio. I vigili del fuoco, supportati dai colleghi di Alessandria e Torino e da un canadair, hanno fronteggiato l’incendio per tutta la notte, mentre alcuni tratti autostradali venivano chiusi al traffico.

    Video dell’incendio a Sant’Ilario

    Nuovi incendi a Ponente

    L’allarme non è cessato nella giornata di martedì, quando le fiamme sono divampate anche a Ponente, tra Voltri e Pegli, coinvolgendo le zone di Vetta, Pegli2, la Pineta e il parco storico di Villa Pallavicini. Trecento gli sfollati. “Stiamo suonando porta a porta in via Salgari per informare i cittadini in merito alla possibilità di evacuare alcuni di loro” ha detto Gianni Crivello, assessore comunale alla protezione civile. Il vento di burrasca, con raffiche fino a 140 chilometri orari, continua a rendere molto complesse le operazioni dei pompieri. Chiusi altri tratti autostradali e traffico in tilt.

    Video dell’incendio a Pegli

    Le testimonianze

    Ecco alcune testimonianze rilasciate al quotidiano Secolo XIX da alcuni abitanti del Ponente genovese. “Mio marito è uscito di casa presto come al solito, poi però è tornato indietro e ci ha detto di scappare via per il fuoco – racconta una dottoressa residente in zona Orizzonte – Ho preso i vestiti di mio figlio di cinque anni e siamo fuggiti dai suoceri. Lui non voleva separarsi dai suoi amici, i peluche. Alla fine siamo andati via mentre i pompieri continuavano a cercare di spegnere l’incendio. Dalla nostra cucina si vedeva tutta la collina bruciare”.

    “Stanotte abbiamo tremato, sembrava di essere tornati di nuovo al 2005, quando qui è andato tutto a fuoco – racconta una sua vicina – Non siamo stati evacuati perché nella nostra zona le fiamme ci avevano circondato e il vento le spingeva da ogni parte. Siamo stati svegliati da mia nipote poco dopo le 4 e abbiamo subito iniziato a bagnare i giardini e gli alberi, proprio come nel 2005. Lo dicevamo da tempo che questi arbusti erano troppo vicini, che andavano tagliati. Abbiamo avuto paura”.

    “La situazione è molto critica – spiega il presidente del Municipio Ponente Mauro Avvenente – perché le fiamme sono arrivate a minacciare da vicino alcune abitazioni. Per fortuna la macchina dei soccorsi approntata dalla Protezione Civile è stata tempestiva. E grazie ai voli del Canadair le fiamme vengono tenute sotto controllo. Purtroppo il vento forte rende tutto più difficile”.

    Attivato il numero verde 800177797

    Queste le dichiarazioni di Crivello nella mattinata di martedì: “Al momento la situazione più critica è a Pegli, per un incendio divampato all’alba. Siamo davanti a una comunicazione di allarme, e abbiamo fatto partire 110mila sms e attivato il numero verde 800177797. Abbiamo chiuso tre scuole, la Mazzini, la Alessi e la Varenna. Le maggiori difficoltà le abbiamo in via Salgari, dove stiamo facendo il giro con i megafoni per avvisare le persone e invitarle a lasciare le case. I canadair sono entrati in funzione sia a levante sia a ponente, e stiamo monitorando attentamente, minuto per minuti, la situazione”.

    Mercoledì è ancora emergenza incendi

    La situazione non è migliorata mercoledì, anzi. Dopo un’altra notte di straordinari per i vigili del fuoco, in mattinata si sono aperti nuovi focolai in altre zone di Genova. Oltre a Pegli, fiamme anche Davagna, Neirone, Sestri Ponente e Moconesi, dove si sta verificando la situazione più critica. “La situazione degli incendi è decisamente peggiorata”, spiegano i pompieri. Questo un video diffuso sulla pagina twitter dei vigili del fuoco.

    Vigili del fuoco: “Per ora non brucia più niente”

    Dopo tre giorni di emergenza, il peggio sembra essere passato. Gli incendi di Genova sono finalmente sotto controllo (qualche problema permane nella provincia di Imperia), grazie anche al calo dei venti che ha favorito le operazioni di spegnimento degli ultimi focolai. “Per ora non brucia più niente”, informano i vigili del fuoco, ma l’allerta resta alta. Adesso è caccia ai colpevoli, con il sindaco Marco Doria che ha annunciato che il Comune si costituirà parte civile contro i piromani: “È un danno alla comunità tutta, ai beni comuni, al nostro territorio, alla nostra vita. È giusto difendersi e far pesare una condanna totale, quale che sia l’iter giudiziario. Penso si possa valutare l’ipotesi di costituzione di parte civile del Comune di Genova, la sto prendendo in seria valutazione. C’è il fondato sospetto che ne siano responsabili persone irresponsabili con comportamenti assolutamente inqualificabili e che devono essere perseguiti con la massima durezza”.