Roma, barricate a San Basilio: famiglia marocchina cacciata dalla (legittima) casa popolare

Roma, barricate a San Basilio: famiglia marocchina cacciata dalla (legittima) casa popolare

I residenti: 'Via gli stranieri'. Condanna dal sindaco Raggi, plauso da Forza Nuova

    Roma, barricate a San Basilio: famiglia marocchina cacciata dalla (legittima) casa popolare

    Una famiglia marocchina è stata cacciata dalla casa popolare appena assegnatagli dal Comune dai residenti in rivolta arrivati a innalzare barricate. È successo a San Basilio, periferia est di Roma. Mamma, papà e tre bambini, visto l’astio nei loro confronti e gli insulti razzisti ricevuti, hanno deciso di rinunciare all’appartamento. Nonostante fossero i legittimi assegnatari in mezzo a tante case occupate abusivamente.

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    È successo martedì in via Filottrano, la strada delle case popolari dell’Ater. Un quartiere difficile: San Basilio da anni si è trasformato nel supermarket della droga. Un quartiere dove pusher e sentinelle in stile Gomorra si mischiano a cittadini onesti. Dove tra precari e disoccupati si combatte per arrivare alla fine del mese. Dove le situazioni di disagio sociale e povertà non si contano più. Del resto le barricate innalzate contro gli immigrati non sono altro che l’ennesima battaglia di una guerra tra poveri, finita inevitabilmente con l’assumere contorni di razzismo.

    La rivolta di San Basilio è scoppiata quando l’appartamento al civico 15 è stato sgomberato. E l’uomo che da tre anni l’aveva occupato abusivamente è stato cacciato. “Sono venuti e mi hanno cacciato. Avevo occupato casa perché sono tre anni che vivo in un camper, che dovevo fare”, si è giustificato lui a Repubblica. La rabbia dei residenti si è scatenata quando hanno scoperto che i legittimi assegnatari non avevano la pelle bianca. Sono scesi in strada e hanno fatto muro davanti all’ingresso della palazzina, per evitare che i marocchini entrassero. La rivolta è durata un paio d’ore. Quando alla polizia locale non restava altro che sfondare le barricate con la forza, la tensione si è allentata di colpo. Non per la resa dei rivoltosi, ma per quella della famiglia marocchina: madre disoccupata, operaio edile e tre bambini. Spaventati dall’idea di vivere in un contesto di odio, hanno preferito rinunciare alla casa che spettava loro di diritto.

    I marocchini erano stati accolti infatti da attacchi razzisti: “Non vogliamo negri né stranieri qui, ma soltanto italiani”, “non vogliamo i negri”, “andate via con i gommoni”. “Non siamo razzisti, ma pensate prima agli italiani, poi a chi vi pare. Non devono entrare persone straniere”, ha spiegato una residente. Insomma, “prima gli italiani”. Dietro alla rivolta razzista e alla guerra tra poveri, potrebbero esserci anche il racket delle occupazioni abusive e la volontà delle famiglie che gestiscono lo spaccio, ipotizza la polizia municipale.

    “Un gesto vergognoso per Roma e per i cittadini romani”, ha commentato il sindaco Virginia Raggi, che ha fatto sapere di voler incontrare Mourad e Fatya, 35 e 27 anni. Gli assessori Laura Baldassarre (Comunità solidale) e Andrea Mazzillo (Bilancio e Patrimonio) si sono espressi in una nota congiunta: “La vicenda di oggi rappresenta un episodio di profondo degrado morale e civile, una grande sconfitta per la nostra città. Ci attiveremo perché la legalità venga garantita, anche in questo caso. È stato vergognoso dover assistere alla scena di tre bambini in lacrime e di una famiglia che ha diritto a un alloggio popolare cacciata via dopo aver ricevuto ripetute minacce da un gruppo di residenti. La nostra amministrazione sta lavorando duramente sullo scorrimento delle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi, per rispondere alle esigenze di chi è senza casa. Allo stesso modo è impegnata nell’affrontare la questione delle occupazioni abusive: l’intenzione è di ristabilire la legalità e, allo stesso tempo, analizzare caso per caso le situazioni per tutelare chi è in condizione di particolare disagio sociale”.

    Di parere opposto Forza Nuova. Questo il commento di Alessio Costantini, responsabile romano del movimento di estrema destra: “Stavolta le barricate sono state innalzate a San Basilio, domani potrebbe accadere in un’altra borgata. Semplificare il tutto parlando di razzismo a noi sembra fuorviante. Siamo, anzi, al cospetto dell’ennesimo tentativo di criminalizzazione, politica e mediatica, di cittadini italiani stanchi ed esasperati dai continui soprusi compiuti da una classe politica negligente e colpevolmente assente. Alla luce di quanto accaduto quest’oggi, possiamo sostenere, senza paura di smentita, che il vero razzismo è quello perpetrato contro gli italiani. Forza Nuova sosterrà con forza la rivolta popolare per la difesa di Roma contro chi vuole farci diventare minoranza a casa nostra”.

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