Bambino annegato a Maccarese: è giallo sulle cause della morte

Bambino annegato a Maccarese: è giallo sulle cause della morte

'Mi ammazzo!' avrebbe urlato il piccolo Alessandro all'assistente educativa

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    Bambino annegato a Maccarese: è giallo sulle cause della morte

    Lunedì pomeriggio, un bambino è morto annegato in un canale di irrigazione di Maccarese, nelle vicinanze di Roma. Il nonno, Gino Righetti, tra le lacrime, ha dichiarato: ‘Alessandro non si sarebbe mai allontanato da solo. Me lo hanno portato via e lo hanno ammazzato’. La madre Simona invece, in preda al dolore ha detto: ‘Mio figlio era un bambino sereno. Non posso credere che sia morto’. E’ giallo nella Capitale: gli investigatori stanno lavorando da 48 ore ininterrottamente per comprendere cosa realmente sia accaduto in quelle maledette tre ore, dalle 13 alle 16, in cui Alessandro è sparito e morto annegato.

    Dalle prime ricostruzioni sono emerse due ipotesi. La prima sostiene che il piccolo si sia allontanato volontariamente da casa, per poi finire nel canale profondo tre metri, per una tragica fatalità. Una volta finito in acqua non sarebbe più riuscito a risalire e quindi sarebbe morto annegato. A sostegno di questa tesi ci sarebbe anche la perizia dei medici legali, che avrebbero trovato delle escoriazioni sulle ginocchia del bimbo, riconducibili alla caduta.

    Una seconda ipotesi invece, ritiene che sia possibile che Alessandro sia stato spinto da qualcuno ad abbandonare la casa dei nonni e una volta fuori, la stessa persona l’abbia spinto nel canale.

    Il dirigente Laura Petroni, ha dichiarato che ‘solo i risultati dell’autopsia ci forniranno gli elementi necessari per far chiarezza’. Nel frattempo sono stati interrogati amici e familiari, così da poter ricostruire un realistico quadro familiare.

    Ciò che è noto è che il piccolo viveva con la mamma, perché i suoi genitori si erano separati. Il padre non si è mai preso cura di lui e a detta del nonno: ‘Quell’uomo è stata la nostra rovina’.

    Ad Alessandro era stato diagnosticato, quando ancora era molto piccolo, un quadro di iperattività e autismo. Era seguito da un’assistente educativa, che proprio lo scorso febbraio, aveva chiesto un intervento del Tribunale dei minori. Durante una crisi, il bambino avrebbe urlato in presenza della donna: ‘Mi ammazzo!’.

    Tuttavia dalle prime indagini sul conto della madre non sarebbe emersa alcuna responsabilità della donna.

    Si attendono ulteriori sviluppi sulla vicenda.

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