Rifiuti Roma, caso Muraro: indagata per abuso d’ufficio con l’uomo di Mafia Capitale

Rifiuti Roma, caso Muraro: indagata per abuso d’ufficio con l’uomo di Mafia Capitale
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    Rifiuti Roma, caso Muraro: indagata per abuso d’ufficio con l’uomo di Mafia Capitale

    Paola Muraro è stata indagata per abuso d’ufficio insieme al direttore generale di Ama, Giovanni Fiscon, già imputato nel processo “Mafia Capitale“. Si aggrava dunque la posizione dell’ex assessore all’Ambiente capitolina voluta dal Movimento Cinque Stelle e indagata dalla Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sulle consulenze alla municipalizzata.

    La svolta è arrivata con l’ascolto delle nuove telefonate inserite nel fascicolo d’indagine sull’organizzazione guidata da Salvatore Buzzi e Massimo Carminati, ossia nel processo di ”Mafia Capitale”. Le conversazioni erano state considerate ‘irrilevanti’ e quindi non trascritte. I carabinieri del Ros, alla fine del 2014, hanno quindi intercettato 16 contatti telefonici tra Muraro e Fiscon, ma anche con Franco Panzironi, altro ex vertice di Ama.

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    Fu Fiscon, riporta il Corriere, “a siglare i contratti di Paola Muraro con la municipalizzata, e la scelse anche come consulente giudiziario nei suoi processi; per questo è adesso indagato con lei per il reato di abuso d’ufficio, sospettato di aver aggirato le norme pur di favorirla“.

    All’attenzione dei pm, riporta il Messaggero, c’è in particolare una consulenza della Muraro: “un contratto che Fiscon ha stipulato con lei per averla come consulente giudiziario nei processi contro l’azienda e lui stesso“. Un “accordo che per i pm è illecito, in quanto il contratto nazionale dei dirigenti prevede che le consulenze possano essere pagate dall’azienda pubblica solo nel caso in cui si tratti di difendersi da un reato compiuto nell’esercizio delle funzioni, quindi senza il dolo“.

    Dopo che le trascrizioni sono state consegnate ai pm, secondo gli investigatori sono la prova di un rapporto d’amicizia tra i due che avrebbe aiutato l’attuale assessore a ottenere consulenze dall’Ama.

    Ma come è corretto sottolineare, l’abuso di ufficio è tutto ancora da dimostrare.

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