Video hard studentessa Pozzuoli, Selvaggia Lucarelli: ‘Come Tiziana Cantone’

Video hard studentessa Pozzuoli, Selvaggia Lucarelli: ‘Come Tiziana Cantone’

La battaglia contro il ragazzo autore del post denigratorio su Facebook

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    Video hard studentessa Pozzuoli, Selvaggia Lucarelli: ‘Come Tiziana Cantone’

    Con il video hard della studentessa di Pozzuoli si rischia un nuovo caso Tiziana Cantone. A portare avanti la battaglia è Selvaggia Lucarelli, attraverso post agguerriti su Facebook contro il cyberbullo di turno e una denuncia alla polizia postale. Ecco i protagonisti della storia. Una studentessa di 19 anni di Pozzuoli, provincia di Napoli, che fa sesso con un compagno e poco tempo dopo scopre che il video del rapporto è finito in rete a sua insaputa.

    Il video è diventato virale: partito su whatsapp, è finito caricato su alcuni siti pornografici. La ragazza per la vergogna non sta andando più a scuola e si è cancellata dai social: il cyberbullismo è spietato, come sempre. Uno dei bulli da tastiera è Davide Chello, 21enne di Giugliano reo di aver denigrato sulla sua pagina Facebook la ragazza, pur senza farne il nome, dipingendola come una “zoccola” e contribuendo di fatto alla distruzione virale della sua immagine. Perché l’identità della giovane, a dispetto dell’anonimato pubblico, di sicuro in privato è stata rivelata facendo finire il nome sulla bocca di tutti. E il tipo di commenti potete facilmente immaginarli.

    Perché Chello, uno qualunque, è finito sotto i riflettori? Perché il suo post è stato sgamato da Selvaggia Lucarelli che lo ha punito condividendolo su Facebook. Un pubblico contrattacco al cyberbullismo. Questo lo status della blogger e opinionista.

    Lucarelli su FB

    E questo lo status incriminato di Chello.

    post contro ragazza

    La Lucarelli non si è fermata alla semplice condivisione social della storia, ma è andata a denunciare tutto alla polizia postale, consegnando il video che le era stato segnalato.

    lucarelli fb

    La notizia si è diffusa e, a difesa della vittima, è intervenuto il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia: “Sono stato informato di un avvenimento raccapricciante avvenuto in città. Cyberbullismo e mancanza di rispetto totale hanno preso il sopravvento. Considerando anche le denunce presentate, voglio informare la vittima di questo ennesimo assurdo episodio, e la sua famiglia, di non sentirsi soli. La rete dei nostri Servizi Sociali è pronta a fornire il dovuto supporto”.

    La Lucarelli, in un nuovo post su Facebook, ha quindi paragonato il caso della studentessa di Pozzuoli a quello di Tiziana Cantone, divorata dalla vergogna fino a suicidarsi. “Qualche avvilente aggiornamento sul caso del nuovo video della studentessa di Pozzuoli diffuso senza il suo consenso.

    In realtà ero stata ottimista parlando di una diffusione virale via whatsapp. Il video era già su vari noti siti pornografici da giorni (una ragazza mi ha mandato la sua segnalazione alla polizia postale col link al sito via mail il 23) e a questo punto ci troviamo di fronte, nella sostanza, all’ennesimo caso Cantone. I link non sono stati rimossi e dubito che accadrà qualcosa visto che sono su piattaforme estere e visto che pure la roba della Leotta è ancora tranquillamente online su cartelle dropbox e siti vari”.

    La giornalista è quindi tornata ad attaccare Chello, dopo aver letto l’intervista alla testata locale Cronacaflegrea.it in cui, facendo la parte della vittima e minimizzando quanto fatto, il ragazzo ha minacciato di querelarla. Ecco le dichiarazioni principali. “È un video che hanno tutti, persone grandi, piccole e ora sono io il capro espiatorio di tutto?”, si è difeso Chello, raccontando di aver visto il video per la prima volta dal cellulare di “un tizio” fuori dal bar. Dopo aver giurato di non conoscere la studentessa, con cui c’era stato solo uno scambio di commenti polemici su Facebook, si è giustificato: “Appena sono tornato a casa, in maniera goliardica ho scritto questa cosa su Facebook senza cattiveria e malizia, una mia riflessione forse indelicata. Credo di non aver fatto nulla di sbagliato”. Poi, dopo “essermi ritrovato taggato al post di Selvaggia Lucarelli”, sono arrivati insulti e minacce. “Quello che sto passando io dovrebbe passarlo chi ha messo in giro questo video. Sono stati loro a scatenare questo casino. Io avendo 5mila amici col mio post non avrei mai potuto dare tanto risalto a quel video, sarebbe rimasto circoscritto nel paese in cui viviamo. Invece Lucarelli avendo 1 milione di fan con quello status ha portato questa ragazza all’attenzione di tutta Italia. La mia vita è cambiata in 24 ore da ragazzo anonimo sono diventato una sorta di assassino, stupratore. Vengo trattato come uno che ha commesso chissà quale delitto”. E ancora: “Non sono pentito per aver scritto quel post perché non ho nessuna colpa. Sarò maschilista, bigotto, ma ditemi: quali colpe ho?”. Ha ammesso che riscriverebbe il post, e di essersi sentito vittima di una “crocifissione virtuale” da parte della Lucarelli: “Ho appuntamento con uno psicologo, per la prima volta in vita mia perché voglio farmi aiutare. Aspetto di parlare con un avvocato e se ci sono i presupposti sono pronto a denunciare Selvaggia Lucarelli”.

    Ed ecco la risposta della giornalista, ovviamente su Facebook.

    lucarelli risposta

    Chiudiamo la ricostruzione di questa vicenda con un interrogativo: quante sono le storie simili pronte a esplodere come bombe? Quante sono le potenziali, e ancora inconsapevoli, Tiziana Cantone? Vi lasciamo riproponendovi l’intervista al padre di Carolina Picchio, un’altra giovane vittima di cyberbullismo.

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