Piacenza, operaio investito e ucciso da un tir durante picchetto

Piacenza, operaio investito e ucciso da un tir durante picchetto

'Non si può morire per difendere i propri diritti'

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    Piacenza, operaio investito e ucciso da un tir durante picchetto

    Nella notte un operaio della Seam, ditta in appalto della Gls, è morto a Piacenza durante un picchetto davanti ai magazzini dell’azienda logistica per cui lavorava. A dare la notizia è l’Usb, l’Unione sindacale di base, che ieri sera aveva indetto un’assemblea. L’operaio iscritto al sindacato, egiziano 53enne padre di 5 figli e impiegato nell’azienda dal 2003, è stato travolto e ucciso da un tir mentre scioperava. L’autista di 43 anni è poi fuggito per evitare il linciaggio degli operai.

    La dinamica della protesta degenerata in tragedia è al vaglio delle forze dell’ordine, che stanno visionando i filmati delle telecamere di sorveglianza e quelli girati dai facchini con i loro cellulari. “Non si può morire per difendere i propri diritti. Questo assassinio è la tragica conferma della insostenibile condizione che i lavoratori della logistica stanno vivendo da troppo tempo: violenza, ricatti, minacce, assenza di diritti e di stabilità sono la norma inaccettabile in questo settore – dichiarano i sindacalisti Usb – Il picchetto era stato organizzato per discutere del mancato rispetto degli accordi sottoscritti sulle assunzioni dei precari a tempo determinato”..

    “È stato assassinato da un camion in corso che ha forzato il blocco”, è la denuncia dell’Usb, che alle 11 di giovedì 15 settembre terrà una conferenza stampa davanti al magazzino di Piacenza, in via Riva località Montale. “Ammazzateci tutti”, è il grido dei lavoratori della logistica e del sindacato di base Usb a cui era iscritto l’operaio investito e ucciso da un camion che, secondo la prima ricostruzione, avrebbe forzato un picchetto di protesta davanti ai magazzini della Gls di Piacenza.

    Dure le parole di Riccardo Germani, rappresentante sindacale Usb: “Il conducente del camion che ha investito e ucciso il nostro lavoratore è stato incitato a forzare il picchetto da un preposto dell’azienda”, ha detto il rappresentante sindacale a LaPresse. “Gli urlavano di partire, senza pietà, e lui ha schiacciato l’acceleratore investendolo e ammazzandolo”, racconta Germani. Gli aderenti al sindacato stanno partendo da diverse città d’Italia per raggiungere il presidio permanente che si è formato a Piacenza, in via Riva località Montale.

    “Un nostro compagno, un nostro fratello è stato assassinato durante il presidio e lo sciopero dei lavoratori. Il gravissimo fatto è l’epilogo di una serata di gravi tensioni”, è la versione dell’Usb.
    “Di fronte al comportamento dell’azienda i lavoratori, che erano rimasti in presidio davanti ai cancelli, hanno iniziato lo sciopero immediato. Proprio durante azione di sciopero, un lavoratore, padre di 5 figli e impiegato nell’azienda dal 2003, è stato assassinato, sotto lo sguardo degli agenti di polizia da un camion in corso che ha forzato il blocco. Questo assassinio – conclude il sindacato di base – è la tragica conferma della insostenibile condizione che i lavoratori della logistica stanno vivendo da troppo tempo.

    L’Usb si impegna alla massima denuncia dell’accaduto: violenza, ricatti, minacce, assenza di diritti e di stabilità sono la norma inaccettabile in questo settore”.

    L’autista è stato fermato ma poi rilasciato dopo poche ore dalla polizia. “Quando è avvenuto l’incidente non era in atto alcuna manifestazione all’ingresso della Gls”, ha precisato il capo della procura di Piacenza Salvatore Cappelleri. “Quando il Tir è uscito dalla ditta, dopo le regolari operazioni di carico, ha effettuato una manovra di svolta a destra. Inoltre escludiamo categoricamente che qualche preposto della Gls abbia incitato l’autista a partire. Davanti ai cancelli in quel momento non vi era alcuna manifestazione di protesta o alcun blocco da parte degli operai, che erano ancora in attesa di conoscere l’esito dell’incontro tra la rappresentanza sindacale e l’azienda. Allo stato attuale delle indagini riteniamo che l’autista non si sia accorto di aver investito l’uomo che è stato visto correre da solo incontro al camion che stava facendo manovra. Per questo si è deciso di rilasciare l’autista che, tra l’altro, è anche risultato negativo ai test di accertamento per le sostanze stupefacenti e l’alcol”.

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