Terremoto in Centro Italia, le lacrime dei sindaci: ‘Abbiamo perso tutto’

Terremoto in Centro Italia, le lacrime dei sindaci: ‘Abbiamo perso tutto’

I primi cittadini dei centri più colpiti raccontano la loro disperazione

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    Terremoto in Centro Italia, le lacrime dei sindaci: ‘Abbiamo perso tutto’

    Il terremoto che ha devastato il Centro Italia ha cancellato interi paesi. I sindaci dei comuni più colpiti non riescono a trattenere le lacrime: Amatrice e Accumoli, epicentro e ipocentro del sisma in provincia di Rieti, hanno il centro cittadino completamente devastato: interi edifici, costruiti in epoche passate e senza criteri antisismici, sono crollati al suolo, portandosi via anche le vite di chi è stato colto nel sonno dalla scossa di terremoto. La tragedia che ha colpito questi piccoli centri è enorme e gli stessi sindaci non sono riusciti a trattenere la commozione nel raccontare quanto è avvenuto. “Il paese non c’è più“, ha ripetuto il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. “È un dramma, ci sono dei morti, ci sono persone sotto le macerie, è un macello. Ho girato per il paese e per le sue frazioni, è tutto un crollo, a vista tutte le case sembrano inagibili, serviranno tendopoli per tutta la popolazione“, fa sapere dalle telecamere di RaiNews24.

    Anche il sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci, non riesce a trattenere le lacrime. Davanti alle telecamere di SkyTg24 parla con la voce rotta dal pianto: il piccolo comune, epicentro del terremoto, è completamente devastato. “Ci sono crolli e ancora persone sotto le macerie. Il paese è distrutto. Non riesco a pensare al futuro: oltre alle vite perse, tutto il patrimonio edilizio è andato“, dice a SkyTg24. “Siamo in piena emergenza e c’è molta paura.

    . C’è bisogno di solidarietà l’uno con l’altro, ora dovremo allestire le tendopoli e sperare nella ricostruzione. Penso a L’Aquila: una grande città ancora non è stata ricostruita, Non so cosa succederà a noi che siamo un piccolo paese: mi auguro che non saremo dimenticati“, ricorda il primo cittadino.

    Il paese non c’è più, la caserma, la chiesa, le case: tutto crollato. La situazione è drammatica: non sappiamo neanche quante persone ci sono sotto le macerie“, aveva già detto nelle prime ore dopo il sisma.

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