Terremoto in Centro Italia: cosa fare per dare aiuto e non essere d’intralcio

Alcune semplici regole da tenere sempre presente

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    Quando si verificano sismi disastrosi come il terremoto che ha colpito il centro Italia i sentimenti di solidarietà e il desiderio di offrire aiuto spingono molte persone a mettersi spontaneamente a disposizione delle autorità. Ma un aiuto non richiesto e non organizzato rischia addirittura di complicare situazioni già drammatiche e caotiche. E’ fondamentale in momenti come questi evitare di creare ulteriori disagi e intoppi alle Forze dell’Ordine, al personale della Croce Rossa e della Protezione Civile, con decisioni improvvisate: cosa succederebbe se un manipolo di aspiranti soccorritori accorresse in massa verso una zona terremotata congestionando le vie di comunicazione? Cosa accadrebbe se un volenteroso entrasse in un edificio pericolante con il rischio di peggiorare la stabilità dell’immobile fino a causarne la frana? E cosa avverrebbe se un aspirante eroe cercasse di portare in salvo dei feriti senza possedere la minima cognizione sanitaria e peggiorandone l’entità di fratture ed emorragie?

    Ecco cosa fare realmente per trasformare se stessi in una risorsa piuttosto che essere d’intralcio.

    DONARE IL SANGUE

    Innanzitutto, se siete idonei alla donazione di sangue, mettetevi a disposizione di chi effettua le raccolte. Il modo migliore per sapere chi sta effettuando una raccolta straordinaria di sangue è seguire gli appositi hashtag che in situazioni di emergenza si diffondono su Twitter. Dopo avere verificato l’esistenza di un hashtag, andate sul profilo ufficiale delle Asl o degli ospedali in questione per verificare che non si tratti della bufala di un mitomane. Telefonate alle strutture sanitarie se continuate a nutrire dubbi solo dopo avere compiuto questa verifica preliminare per evitare di intasare i centralini.

    DONARE SOLDI

    Se avete intenzione di aiutare materialmente le zone colpite dal sisma, potete utilizzare le seguenti informazioni:

    E’ inoltre attivo il numero solidale 45500, a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto, grazie al protocollo d’intesa in essere tra Dipartimento della Protezione Civile e operatori di telefonia fissa e mobile. Grazie agli operatori Tim, Vodafone, Tre, Fastweb, Coopvoce, Wind e Infostrada, è possibile donare due euro inviando un sms, oppure effettuando una chiamata da rete fissa al 45500. L’intera somma raccolta, senza alcun ricarico, verrà trasferita direttamente al Dipartimento della Protezione Civile, che a sua volta provvederà a redistribuirla nelle zone colpite dal sisma.

    Segnaliamo anche la raccolta Un aiuto subito di La7, Corriere della Sera, Tim e Starteed

    EVITARE IL VOLONTARIATO SPONTANEO

    Se avete intenzione di offrire il vostro aiuto alle zone terremotate, evitate partenze spontanee. L’invito arriva direttamente da Carlo Rosa, responsabile della Protezione Civile del Lazio, in occasione del sisma di agosto 2016: ‘Ci sono migliaia di volontari che fanno capo alle tante organizzazioni sul territorio. E in questo momento tutte sono coordinate dalla protezione civile. Quello che bisogna evitare è di mettersi in moto da soli, spontaneamente‘.

    LASCIARE LIBERE STRADE, LINEE TELEFONICHE E WI FI

    Un altro importante appello arriva dalla Croce Rossa Italiana: ‘Lasciate libere le strade e le linee telefoniche’. E’ infatti fondamentale che le strade che portano alle zone colpite dal sisma rimangano libere e a disposizione dei mezzi di soccorso.

    Inoltre si raccomanda di evitare di utilizzare le linee telefoniche, per consentire a chi ne ha reale bisogno di utilizzarle. Infine liberate il wifi dalle password, cosicché chi ha necessità lo possa sfruttare.

    RALLENTARE SUI VIADOTTI LESIONATI

    A causa dei terremoti, alcuni viadotti possono rimanere lesionati: per esempio dopo il terremoto in centro Italia al km 136 della statale 4, a circa 4 km dal Comune di Accumoli, un viadotto si è mosso, con un dislivello di circa 15 centimetri. Un problema analogo è stato registrato su un altro viadotto, il ‘Tronto secondo’, due chilometri più avanti.

    IL VADEMECUM IN CASO DI TERREMOTO

    A questo punto la domanda che inevitabilmente si genera nella nostra mente, per colpa della paura è: come sopravvivere a un terremoto? Cosa è importante fare? La Croce Rossa ha pubblicato un vademecum con alcune semplici regole da adottare in circostanze simili. Lo trovate nel tweet qui sotto: