Fratello le spara alle gambe perché porta la minigonna

Fratello le spara alle gambe perché porta la minigonna

E' accaduto a Nicotera, in Calabria

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    Fratello le spara alle gambe perché porta la minigonna

    Nicotera, Vibo Valentia, nel cuore profondo della Calabria: una giovane donna, all’improvviso si è ritrovata con un fucile puntato addosso, poco dopo, alcuni colpi avevano raggiunto inesorabilmente le sue gambe. E’ la tragica storia di Marisa Putortì, 21 anni, che è stata aggredita dal fratello soltanto perché portava la minigonna.

    Da anni ormai tra i due non correva buon sangue, si parlavano a stento, a lui non andava bene il comportamento della sorella: non sopportava che fumasse, che si intrattenesse in paese con uomini più grandi di lei e che indossasse quelle gonne corte che mettevano in bella mostra le sue gambe.

    Marisa Putortì, che dopo l’aggressione è stata ricoverata d’urgenza in ospedale, ha raccontato la terribile vicenda a La ’27esimaora’, sulla versione online del Corriere della Sera.

    E’ successo tutto venerdì notte: lei si è vista puntare addosso il fucile e subito dopo una raffica di colpi l’ha raggiunta nel bar, in cui lavorava. Immediatamente è caduta a terra a occhi chiusi, per via del dolore intenso.

    Marisa è rimasta impressionata dagli occhi del fratello: ‘Sembrava un diavolo’ e poi ha confidato che ormai tra loro non c’era più alcun rapporto: ‘Era ormai da anni che non andavamo d’accordo. Neanche ci salutavamo più. A lui dava fastidio ogni cosa che facevo… Se mi truccavo o andavo in giro con la minigonna, se fumavo o mi fermavo in paese a parlare con uomini più grandi. Chissà cosa gli raccontavano di me i suoi amici’.

    La giovane racconta che mentre la stavano trasportando in ospedale era lucida e sentiva i paramedici parlare tra loro della sua arteria femorale: se fosse stava lesa non sarebbe mai nemmeno arrivata al nosocomio. E così tra sé e sé si domandava se sarebbe sopravvissuta.

    Fortunatamente Marisa è stata ricoverata e quando le Forze dell’Ordine le hanno domandato chi fosse il suo aggressore, lei non se l’è sentita di confessare: ‘Pensavo ci arrivassero da soli. Non l’ho fatto per proteggere mio fratello. Lui è uno schizofrenico.

    Non lo odio però, provo solo indifferenza’.

    Ora il fratello Demetrio, si è costituito e si trova in stato di fermo. Marisa non pensa al perdono: ‘Non me la sento proprio. Voglio che paghi per quello che ha fatto e quando lui uscirà di prigione io me ne andrò da Nicotera’, ora questa giovane donna intende solo ricostruirsi una vita normale e tranquilla: ‘Non ho vissuto l’adolescenza perché il destino e l’amore hanno voluto che diventassi improvvisamente grande. Non ho finito gli studi tecnici, e mi sono pentita. Ora però che grande sono diventata veramente, voglio vivere come vivono le mie coetanee. Lavorare, andare a ballare, avere un sacco di amici, ma anche uscire con il mio Carmelo ed essere fiera di lui. Tutto questo volevo fare. Voglio farlo, senza essere controllata’.

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