Ventimiglia: tensione con i no borders per migranti, poliziotto morto di infarto

Ventimiglia: tensione con i no borders per migranti, poliziotto morto di infarto

Gli attivisti si difendono ('morte naturale') e annullano corteo

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    Ventimiglia: tensione con i no borders per migranti, poliziotto morto di infarto


    A Ventimiglia è tensione tra la polizia e gli attivisti no borders. Sabato sera un agente è morto di infarto, non a causa di un contatto fisico con i manifestanti, ma questo ha scatenato polemiche e creato allarmismo per la manifestazione prevista domenica pomeriggio. Alla fine annullata dagli stessi attivisti che resteranno fermi in piazza in presidio per evitare scontri: “Noi non c’entriamo con la sua morte, avvenuta per cause naturali mentre i suoi colleghi ci inseguivano e picchiavano”, hanno detto.

    In mattinata erano stati arrestati due no borders per gli scontri di sabato sera: si tratta di un giovane di 29 anni e di una ragazza 27enne. Tre francesi erano inoltre stati fermati con mazze e coltelli in auto, alla frontiera francese di Ponte San Ludovico.

    Le tensioni di sabato sono esplose durante lo sgombero della ex caserma dei pompieri, vicino al centro di accoglienza allestito a Parco Roja, occupata da decine tra migranti e no borders, attivisti che si battono per l’abbattimento delle frontiere, dalla parte dunque dei rifugiati che tentano di entrare in Francia. Sono scoppiati dei tafferugli anche durante la perquisizione della sede degli antagonisti nella vicina Camporosso.

    L’agente morto si chiamava Diego Turra, era originario di Albenga e prestava servizio presso il reparto mobile di Genova Bolzaneto. Il cinquantenne si è accasciato colpito da un infarto. È deceduto in ospedale. Secondo le prime ricostruzioni non è stato coinvolto direttamente nei tafferugli. Secondo alcune testimonianze stava pattugliando i binari, luogo scelto dai migranti per scappare oltre il confine francese, quando ha avuto il malore.

    Non sono mancate le polemiche politiche. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha espresso profondo cordoglio per la morte di Diego Turra: “La Polizia di Stato, ancora una volta paga un alto tributo per garantire i principi di sicurezza e legalità dei cittadini e dello Stato, anche a rischio della vita.

    Sono vicino ai suoi familiari e ai suoi cari in questo momento di immenso dolore”. Il commento di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, non si è fatto attendere su Facebook: “La notizia della morte dell’agente di polizia Diego Turra a Ventimiglia nel centro per gli immigrati, nel quale stava prestando servizio, dopo una sassaiola sferrata dai ‘no borders’ è di una gravità inaudita. A nome mio e di Fratelli d’Italia esprimo cordoglio e piena vicinanza alla famiglia Turra e alle forze dell’ordine. Chiediamo chiarezza e trasparenza su quanto accaduto e ci aspettiamo un segnale chiaro dal governo italiano perché di certo non può bastare una telefonata di Renzi da Rio de Janeiro”.

    I no borders hanno intanto deciso di stemperare la tensione, annullando il corteo di domenica pomeriggio, e promettendo di restare tranquilli in piazza: “Oggi abbiamo deciso di tenere un profilo tranquillo e statico. Se andiamo alla frontiera verremo caricati e se andiamo verso il centro verremo caricati. Resteremo nella piazza”. Uno degli attivisti: “Chi è stato portato in questura è stato minacciato. Ma ora non è che la morte per cause naturali di un poliziotto possa diventare la causa per cui la polizia minaccia la gente di andare a prenderla casa per casa. Questa minaccia va valutata bene e noi l’abbiamo valutata bene. Abbiamo deciso di non cascare in un trappolone della polizia”. E ancora: “Resta evidente che la baraonda mediatica avrà allontanato un po’ di gente. Oggi saremo tanti o saremo pochi, non importa, non c’è problema. Per fortuna in Europa c’è ancora tanta gente solidale. Potranno fare altri cento fogli di via, ma noi resteremo perché non si può girare la faccia rispetto a quello che sta avvenendo in Europa e qui al confine”.

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