Strage di Bologna: storia, vittime e colpevoli

Strage di Bologna: storia, vittime e colpevoli

Anche una mostra fotografica per ricordare una delle pagine più buie della storia d'Italia

da in Cronaca, Cronaca Nera, Ergastolo, Stragi, Terrorismo in Italia
Ultimo aggiornamento:

    La strage di Bologna, con la sua storia, le vittime e i colpevoli, continua a far parlare di sé. Bologna non dimentica e come ogni anno da quel due agosto 1980, si ferma e ricorda la strage alla stazione ferroviaria in cui restarono uccise 85 persone mentre 200 restarono ferite. Alle puntuali commemorazioni, insieme ai parenti delle vittime, non possono mancare anche gli uomini delle istituzioni che ciclicamente prendono parte alla giornata dedicata al ricordo, nonostante la stagione terroristica di quegli anni sia finita. Purtroppo però cinque gradi di giudizio non hanno ancora permesso di fare piena luce sulle responsabilità della strage che, come racconta Pietro Giurdanella, presidente della fondazione bolognese Ipasvi: ”fu il nostro 11 settembre”.


    Il 2 agosto fu il nostro 11 settembre. All’epoca l’Italia non era preparata a gestire un così alto numero di feriti, non c’era il 118, che nacque proprio in seguito alla strage”, sottolinea Giurdanella. ”Sì, avevamo qualche ambulanza, ma fu l’imponente opera di solidarietà messa in atto da soccorritori e cittadini volontari ad avere un ruolo chiave in quella tragedia. Ed è questo ciò che vogliamo tramandare tramite la mostra, soprattutto in un momento in cui l’Europa si trova a fare i conti con fatti altrettanto drammatici”. E in occasione del 36° anniversario della strage di Bologna, il Collegio Ipasvi di Bologna inaugura una mostra per non dimenticare.


    “Due minuti dopo”, si intitola così la mostra fotografica organizzata dal Collegio Ipasvi in collaborazione con il Collettivo Artisti Irregolari, per ricordare la strage della stazione del 1980. L’evento si inserisce in una cornice di quattro manifestazioni condivise da sei realtà associative bolognesi. La sede del Collegio ospiterà fotografie ed opere d’arte dedicate alla memoria dei soccorsi del 2 agosto 1980, sottolineando il prezioso e sostanziale contributo degli infermieri. Resterà aperta fino al due settembre, il lunedì e mercoledì ore 9-12. Martedì, giovedì e venerdì ore 14-17, in via Zaccherini Alvisi 15/i- 15/B. La mostra sarà il primo evento di un percorso annuale che si concluderà il 2 agosto 2017.


    Bologna ricorda la strage

    Era il 2 agosto del 1980. Alle 10:25 nella sala d’aspetto della stazione di Bologna c’erano molte persone, perché la sala era affollata di turisti e di persone che partivano o ritornavano dalle vacanze. All’improvviso ci fu l’esplosione di una bomba contenuta in una valigia abbandonata. La detonazione determinò il crollo dell’ala ovest dell’edificio. Ancora oggi è possibile vedere lo squarcio nel muro del primo binario, dove una lapide ricorda i nomi di tutte le vittime.

    Lo scoppio investì anche il treno Ancona-Chiasso, che, nel momento dell’esplosione, si trovava fermo sul primo binario. In tutto ci furono 85 morti, mentre più di altre 200 persone restarono ferite o mutilate. I cittadini si mobilitarono nel prestare i primi soccorsi alle vittime e aiutarono ad estrarre le persone sepolte sotto le macerie.

    Per trasportare la grande quantità di feriti verso gli ospedali, furono impiegati anche degli autobus, auto private e taxi. Furono riaperti i reparti chiusi a causa delle ferie, i medici e il personale ospedaliero fecero ritorno, in modo da poter prestare le cure a tutti i pazienti. Nei giorni successivi alla strage ci furono molte manifestazioni di protesta da parte della popolazione, che rivolse aspre critiche nei confronti dei membri del Governo, che, il giorno 6 agosto, parteciparono ai funerali delle vittime. I funerali furono celebrati nella basilica di San Petronio. Differente comunque fu il comportamento del Presidente Sandro Pertini, che alle 17:30 del giorno della strage, arrivò a Bologna con un elicottero e si lasciò andare alle lacrime di fronte ai giornalisti.


    Mambro e Fioravanti

    La storia processuale della strage è stata lunga, costellata di depistaggi, malumori e scontri politico-giudiziari. A portare avanti la battaglia in tribunale l’associazione dei familiari delle vittime, che non hanno mai smesso di chiedere la verità. Le prime risposte definitive arrivano con la sentenza della Corte di Cassazione il 23 novembre 1995: Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, neofascisti dei Nar (sempre autoproclamatisi innocenti) vengono condannati all’ergastolo, perché esecutori materiali; condannati per il depistaggio delle indagini Licio Gelli (ex capo della P2), Francesco Pazienza (ex agente del SISMI), Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte (ufficiali del servizio segreto militare).

    Il 9 giugno del 2000 arrivano nuove condanne: 9 anni per Massimo Carminati, estremista di destra, 4 anni e mezzo a Federigo Mannucci Benincasa, ex direttore del SISMI di Firenze, e a Ivano Bongiovanni, delinquente comune legato alla destra extraparlamentare; infine 30 anni comminati a Luigi Ciavardini, esponente del gruppo neofascista NAR.

    Gli ex terroristi neri Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro (in foto) sono stati condannati definitivamente nel 2014. In base a ciò che ha disposto il tribunale civile, i due devono risarcire con 2 miliardi, 134 milioni e 273mila euro la Presidenza del Consiglio e il Ministero dell’Interno. I due ex Nar sono stati riconosciuti colpevoli di essere gli esecutori materiali, ovvero di avere piazzato la bomba alla stazione di Bologna quel 2 agosto del 1980, ma ancora oggi mancano ancora le risposte: i nomi dei mandanti, i volti di chi volle questa infame strage.

    1069

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN CronacaCronaca NeraErgastoloStragiTerrorismo in Italia
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI