Knockout game, cos’è il gioco che uccide

Knockout game, cos’è il gioco che uccide
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    Knockout game, cos’è il gioco che uccide

    Il fenomeno del knockout game arriva dagli Stati Uniti ed ha purtroppo raggiunto anche l’Italia. Quello che gli stupidi definiscono semplicemente un ‘gioco’ è in realtà una perversa iniziativa che consiste nel prendere a pugni uno sconosciuto mentre cammina per strada, per gustare il brivido della violenza o per riprendere il tutto col cellulare per poi vantarsi con gli amici.
    L’ultimo caso si è verificato a Milano: un ragazzo spagnolo di 23 anni è stato accusato di essere il ‘turista picchiatore’, il giovane che per settimane ha spaventato e picchiato inermi cittadini a Milano e provincia.

    Il knockout game imperversa soprattutto tra gli adolescenti con l’obiettivo di dimostrare ai propri amici di potersi spingere oltre ogni limite. L’obiettivo è far cadere il passante, dunque spesso basta anche un solo e violento pugno per atterrare il malcapitato.
    Negli Stati Uniti si ritiene che alla base del knockout game possa esservi una matrice di carattere razzista. Ad alimentare il fenomeno, anche i video. La Polizia di New York ha sempre sospettato che ci possa essere dell’odio razziale alla base di questi episodi. Secondo ciò che riferisce la stampa americana, le aggressioni in America sarebbero avvenute soprattutto in una zona di Brooklyn in cui c’è un’alta concentrazione di ebrei. Esistono delle vere e proprie gang “specializzate” nel commettere questo tipo di azioni violente.

    Molti sono i filmati postati su Youtube che registrano chi compie il violento gioco alla cui base c’è ‘il divertimento’, o meglio, un perverso piacere nell’aggredire le persone per futili motivi. Sul noto sito di condivisione video si vedono persone di ogni età, che finiscono improvvisamente a terra, perdendo i sensi. Sono spesso gli amici del bullo a riprendere questi filmati con i telefonini e a commentare.

    I rischi sono alti, anche un solo pugno in una parte delicata del corpo può essere fatale e portare addirittura alla morte. Il rischio è concreto e reale: un pugno alla mascella può scuotere il cervello nella scatola cranica e causare un’emorragia cerebrale mortale.

    Se invece la malcapitata vittima dovesse cadere sbattendo la nuca rischierebbe il coma o la morte. Si pensi ai recenti fatti di Fermo e alla vittima, il nigeriano Emmanuel Chidi Namdi, morto dopo la caduta per un pugno.

    I rischi per chi pratica il knockout game sono elevati. A seconda del danno inferto a chi viene colpito, l’autore dell’aggressione può essere incriminato per lesioni, aggravate dalla premeditazione e dai futili motivi. Nella peggiore delle ipotesi si rischia anche l’accusa di omicidio preterintenzionale.

    Nel 2014 una ragazza italiana di 30 anni è stata aggredita con un pugno mentre camminava per le strade di Milano. I bulli le hanno rotto il setto nasale con un colpo molto violento. La giovane era stata assalita in Piazzale Loreto, all’improvviso ha visto un’ombra venire fuori dalle automobili parcheggiate e si è ritrovata a terra.
    Più recente il caso del “turista picchiatore”, un probabile knockout gamer seriale che ha aggredito più di un passante. Il 23enne spagnolo attirava i cittadini nella trappola fingendo di aver bisogno di informazioni.

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