Piombino, bar sequestrato alla mafia riparte con giovani dipendenti

L'attività trova una nuova gestione grazie all'Agenzia Nazionale per i beni confiscati

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    Piombino, bar sequestrato alla mafia riparte con giovani dipendenti

    Foto Facebook

    Il bar Mirò si trova al centro di Piombino. Quattro mesi fa il locale è stato sequestrato dalla Finanza: era tra i beni confiscati al boss Giuseppe Ruocco. Un’attività che rischiava di non rivedere mai la luce è invece tornata a vivere grazie all’Agenzia Nazionale per i beni confiscati che gli ha affidato una nuova gestione.

    Il bar Mirò è entrato nel progetto “#RestartAntimafia” che reinserisce nel mondo del lavoro i dipendenti estranei alle vicende che ha portato al sequestro. A lavorare nel bar sono dei professionisti che non hanno mai avuto a che fare con il Mirò, giovani ragazzi che con coraggio fanno ripartire un’attività che ha rischiato di morire e che oggi è invece il simbolo del riscatto e delle nuove opportunità che si possono creare dai beni sottratti alle mafie.

    Tutti assunti con contratto regolare, e a ispezionare l’operato dei dipendenti l’occhio vigile dell’Agenzia che è grata a questi giovani che si sono messi in gioco e che rappresentano un modello da seguire. I ragazzi del Mirò sono pronti ad accogliere nuovi e vecchi clienti.