Processo Olivetti, Carlo De Benedetti condannato a 5 anni

Processo Olivetti, Carlo De Benedetti condannato a 5 anni

All'ex ministro Corrado Passera un anni e 11 mesi

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    Processo Olivetti, Carlo De Benedetti condannato a 5 anni

    A Ivrea si conclude il processo di primo grado per le morti di amianto in Olivetti. Tra i 17 imputati, il giudice ha condannato per omicidio colposo Rodolfo e Carlo De Benedetti a 5 anni e 2 mesi di detenzione e l’ex ministro Corrado Passera a 1 anno e 11 mesi di carcere. Assolto invece Roberto Colaninno.

    L’inchiesta riguardava la morte di tredici operai ex dipendenti che tra la fine degli anni ’70 e ’90 avevano lavorato nelle sedi Olivetti di Ivrea. L’accusa aveva chiesto per Carlo De Benedetti 6 anni e 8 mesi per omicidio colposo e lesioni. La richiesta è stata accolta solo in parte.
    “Sono stupito e molto amareggiato per la decisione del Tribunale di Ivrea di accogliere le richieste manifestamente infondate dell’accusa. Sono stato condannato per reati che non ho commesso” Carlo De Benedetti ha così commentato la sentenza.

    Nei confronti dell’imprenditore sono anche stati disposti ulteriori accertamenti per le morti da amianto, a ordinarli è stata la giudice Elena Stoppini che, come avevano chiesto i pm, ha disposto la trasmissione degli atti in procura per tre decessi attribuiti a un tumore polmonare e non, come accaduto in un primo tempo, a un mesotelioma.
    Esulta Laura D’Amico, avvocato della Fiom-Cgil: “Esprimiamo una grande soddisfazione perché dopo un dibattimento molto duro e combattuto, soprattutto da parte delle difese, è emersa la verità ed è stata data giustizia alle vittime. La soddisfazione è data anche dal fatto che il giudice ha condannato gli imputati al risarcimenti dei danni ai privati e alle associazioni, tra cui anche la Fiom-Cgil”.
    Il giudice Elisa Stoppini ha anche disposto che gli indennizzi – a titolo provvisorio – alle parti civili ammonteranno a una cifra vicina ai due milioni di euro.
    Soddisfatto anche Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom-Cgil: “Nulla può restituire ai propri famigliari i lavoratori scomparsi ma almeno questo processo ha fatto giustizia ed è significativo che le pene più severe siano state comminate alle figure di grado più elevato, che avevano le maggiori responsabilità nel dirigere l’impresa. Questa sentenza è però solo la chiusura di capitolo, non solo perché le statistiche dicono che purtroppo le persone continueranno a ammalarsi e morire anche nei prossimi anni, non solo perché sicuramente le difese ricorreranno in appello, ma anche perché sono già in stato avanzato i lavori istruttori di processi per altre morti di amianto in Olivetti”.

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