Morte Bernardo Provenzano, le reazioni

Morte Bernardo Provenzano, le reazioni

Antonio Ingroia: 'Molti misteri di Stato e di mafia non troveranno mai giustizia e verità'

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    Morte Bernardo Provenzano, le reazioni

    Il Boss di Cosa Nostra, Bernardo Provenzano è morto questa mattina dopo una lunga malattia. Corleonese doc è deceduto per un cancro alla vescica. Zu Binnu è stato tra i più spietati criminali italiani e braccio destro di Totò Riina. Alla notizia della sua morte diverse sono state le reazioni nel mondo della politica e non solo.

    “Bernardo Provenzano porta con sé tanti misteri, pezzi di verità che abbiamo il dovere di continuare a cercare perché il bisogno di verità e giustizia non muore mai” sono le parole del capo del Senato Pietro Grazzo nonché ex magistrato.

    Antonio Ingroia, ex pm antimafia parla di due Provenzano,“‘u tratturi, detto così per la facilità con cui spianava, uccidendoli, i propri avversari, interni ed esterni alla mafia, e il Provenzano ‘ragioniere’, così soprannominato in quanto raffinato stratega mafioso che sapeva usare la violenza ma anche le arti della diplomazia bellica e della politica. Entrambi hanno sulla coscienza tante donne e uomini innocenti, vittime della violenza mafiosa”.
    Durissimo il suo commento, “Bernardo Provenzano non è stato solo un sanguinario capomafia ma è stato anche un abile uomo dello Stato, di quell’altro Stato che volle la trattativa e che per salvare se stesso scese a patti scellerati con Cosa Nostra macchiandosi insieme alla mafia di Provenzano di delitti e stragi. Non mi stupirei se qualcuno di quest’altro Stato pensasse oggi che Provenzano meriti funerali solenni, funerali di Stato”.

    Spera in una presa di posizione da parte delle istituzioni anche Giuseppe Lumia, capogruppo Pd in commissione Giustizia e componente della commissione Antimafia: “Provenzano è morto. Mi auguro che adesso non venga santificato o trasformato in un mito, un ‘capo dei capi’ da celebrare. Sono sicuro che lo Stato impedirà un sontuoso funerale, magari proprio a Corleone”. Lumia parla anche della mancanza di un ‘Provenzano Collaboratore’, “con i miei occhi e con le mie orecchie nel carcere di Parma a 30 centimetri di distanza ho colto in Provenzano un’apertura senza precedenti. Un’apertura che lo Stato doveva verificare fino in fondo, piuttosto che scatenare polemiche, fughe di notizie e divisioni”.

    “Nonostante la morte di Provenzano – conclude il senatore Pd – Cosa Nostra continua, va avanti con lo stesso Riina, Matteo Messina Denaro e i tanti boss ‘fine pena’ che sono ritornati ad ‘infestare’ il territorio”.

    “È morto il boss mafioso Bernardo Provenzano. Devo dire che mi dispiace? Proprio no.Le mie preghiere le conservo per i morti del disastro pugliese, e mi domando: come è possibile che nel 2016 ci siano ancora ferrovie così?” scrive Matteo Salvini sul suo profilo Facebook.

    “Oggi per Corleone non è un giorno di lutto, ma di festa” così Leoluchina Savona, la sindaca del comune siciliano commenta la morte del boss.
    “Ci siamo liberati di un personaggio che, visti i fatti di cronaca, era una presenza molto ingombrante per Corleone. Bernardo Provenzano era un mafioso, e la sua morte sarà seguita da quella delle persone che come lui hanno fatto del male alla nostra terra, personaggi di cui non si può fare altro che parlarne male perché con le loro azioni hanno distrutto l’onestà, che col tempo abbiamo riacquistato”. Con decisione la sindaca ha promesso che si opporrà a qualsiasi tipo di cerimonia pubblica a Corleone.

    “La morte di Provenzano non rappresenta la fine di un’epoca, perché la mafia non è ancora vinta”. Così Gianni Tonelli, segretario Generale del Sap, sindacato Autonomo della Polizia, in un tweet. “Non è il momento di abbassare la guardia nei confronti della criminalità organizzata”.


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