Portafoglio perso trovato e restituito da ragazzi rom

Portafoglio perso trovato e restituito da ragazzi rom

Conteneva banconote, bancomat e documenti che sono stati riconsegnati al proprietario

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    Portafoglio perso trovato e restituito da ragazzi rom

    Una notizia che va contro ogni luogo comune sui nomadi arriva da San Vito al Tagliamento, dove due ragazzi di una famiglia rom ha trovato e poi restituito un portafoglio che era stato perduto per terra. I due ventenni che hanno preso il portafoglio – che conteneva circa 15 euro, un bancomat e vari documenti personali – hanno immediatamente raggiunto la caserma locale per consegnarlo direttamente ai carabinieri.

    Il portafoglio in questione era stato ritrovato in via Stazione, a San Vito, la scorsa settimana. Era stato perso da un uomo residente in un paese vicino, Casarsa della Delizia.

    Dopo averlo rintracciato, i carabinieri gli hanno restituito il portafogli, dal quale – ha confermato – non mancava nulla.

    In passato la numerosa famiglia rom dei due ventenni, composta da 12 persone di origine kosovara (anche se in 7 sono nati in Italia), era stata al centro di polemiche scatenate dai residenti dei palazzi del Consorzio Ponte Rosso, in località Comunali, che avevano protestato per il loro trasferimento lì.

    La notizia è stata diffusa dal Gazzettino, che sulla pagina Facebook ha ricevuto diversi commenti da parte di utenti: ”aspetto un articolo anche io che nel lontano 2012 restitui un portafoglio con 120 E RIPETO 120 E”, oppure ”Devi essere rom altrimenti non esci sul giornale w l italia”, al quale fa eco un’altra utente che chiosa: ”Ben detto quanti italiani onesti ci sono già ma non contano nulla”, e infine ”Quindi quando nella stragrande maggioranza dei casi riempiono le cronache per furti, rapine, violenze, campi nomadi con allacciamenti abusivi, bollette mai pagate e truffe non bisogna generalizzare. Per un portafoglio restituito con 15€ dentro invece, è consentito fare di tutta l’erba un fascio e riabilitiamo per magia tutta la categoria…”.

    Luoghi comuni a parte, di fronte alla manifesta onestà delle persone ci si chiede se sia proprio necessario, ovvero se sia il caso di continuare a parlare di categorie o generalizzare, nel bene e nel male, sull’essere rom.

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