Persone scomparse malate di Alzheimer in Italia: facciamo il punto della situazione

Persone scomparse malate di Alzheimer in Italia: facciamo il punto della situazione

la malattia di Alzheimer provoca demenza, una sindrome caratterizzata da una progressiva perdita di memoria

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    Persone scomparse malate di Alzheimer in Italia: facciamo il punto della situazione

    In Italia le persone malate di Alzheimer sono tra le 600mila e le 700mila, con una media di 80mila nuovi casi registrati all’anno. Si calcola che la lista dei malati aumenta in maniera molto veloce: in pratica ogni 10 minuti c’è un nuovo malato. Questi numeri, a causa dell’invecchiamento della popolazione, sono purtroppo destinati ad aumentare esponenzialmente. E di conseguenza sono destinate ad aumentare anche le cifre che si riferiscono alle persone scomparse: un esercito di centinaia di persone affette da Alzheimer o da altre malattie neurodegenerative, che si allontanano dalle loro case lasciando nell’angoscia figli, genitori, parenti e amici a cui non resta che continuare a cercare le loro tracce, nella speranza di trovarli ancora vivi.

    I dati forniti dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza si riferiscono a un arco temporale che va dal 1° gennaio 1974 al 31 dicembre 2015, nel quale le persone scomparse in Italia e non ancora trovate ammontano a 34.562 (8.705 italiani e 25.857 stranieri), di cui 11.983 maggiorenni (5.687 italiani e 6.296 stranieri) e 21.240 minorenni (1.912 italiani e 19.328 stranieri), mentre 1.339 scomparsi (1.106 italiani) hanno un’età superiore ai 65 anni. Gli uomini sono 25.186 (5.644 italiani e 19.542 stranieri) e 9.376 sono le donne. Di queste, 3.061 sono italiane e 6.315 sono straniere. Gli italiani scomparsi all’estero sono 190, dei quali 23 minorenni, 136 maggiorenni e 23 over 65. Le regioni più colpite dal fenomeno sono Lazio (7.089), Sicilia (6.362), Lombardia (3.562), Campania (3.398) e Puglia (3.177).

    I dati Censis rilasciati a febbraio 2016 di una ricerca realizzata insieme all’Aima (Associazione italiana malattia di Alzheimer) con il contributo di Lilly, mostrano che in Italia i malati di Alzheimer sono in media 650.000. Quasi il 18% (17,7%) di essi vive da solo con la badante, il 34,3% vive in casa propria con il coniuge. Ad assistere i malati sono soprattutto figli e operatori/badanti.

    I costi diretti della loro assistenza sono per il 73% a carico delle famiglie e ammontano a oltre 11 miliardi di euro (costo medio annuo per paziente pari a 70.587 euro).

    Il carattere peculiare della malattia di Alzheimer è che provoca demenza, una sindrome caratterizzata da una progressiva perdita di memoria che porta all’incapacità di riconoscere persone, luoghi o altri oggetti familiari, ma anche difficoltà a pensare chiaramente, confusione, irritabilità e aggressività, sbalzi di umore, difficoltà nel linguaggio e progressive disfunzioni sensoriali. E’ facile capire perché siano così tanti i casi di anziani scomparsi nel nulla che non riescono a tornare a casa: perché, essendo affetti da tale patologia non ricordano più niente.

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    Chi soffre di questa malattia, quindi, mentre si trova fuori casa può improvvisamente perdere l’orientamento e infine perdersi, può restare a camminare anche per ore senza avvertire fame o sete, con la conseguenza di trovarsi esausto e la possibilità aumentata di mettersi in pericolo. Le pagine di cronaca sono piene di casi di anziani che si allontanano da casa o da istituti di ricovero senza farvi più ritorno. Ad esempio, nella banca dati del ministero dell’Interno sulle persone scomparse – come si legge nel rapporto redatto dal Commissario straordinario Vittorio Piscitelli a gennaio 2016 – risultano 1.339 scomparsi di età superiore ai 65 anni (di cui gli italiani sono 1.106) mentre alla categoria degli scomparsi per ‘possibili disturbi psicologici’ sono stati ascritti 503 casi (11 minorenni, 377 maggiorenni e 115 over 65). Per quanto riguarda gli adulti di quest’ultimo gruppo si tratta quasi sempre di malati di Alzheimer o di persone affette da altre malattie neurodegenerative (dati 2015).

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    Alla data del 31 dicembre 2015, da un censimento realizzato in collaborazione con le Prefetture, risultavano 1.819 corpi non ancora identificati, 1.118 dei quali appartenenti a migranti naufragati nel Mediterraneo. Purtroppo molti anziani malati di Alzheimer scomparsi in Italia vengono ritrovati senza vita e spesso finiscono proprio negli obitori come cadaveri non identificati. Ecco perché iniziare tempestivamente le ricerche di un anziano scomparso malato di Alzheimer può significare salvargli la vita. Letteralmente.

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