Giovanni Falcone: frasi famose e citazioni dell’eroe che sfidò la mafia

Giovanni Falcone: frasi famose e citazioni dell’eroe che sfidò la mafia
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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 18/05/2016 17:38

    Falcone pensieroso

    Giovanni Falcone, l’eroico magistrato che osò sfidare la ferocia e la potenza organizzativa di Cosa Nostra, è morto il 23 maggio 1992, ucciso due volte: dallo Stato che non ha saputo proteggerlo e dal nemico contro cui stava lottando. Con lui morirono la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta, nell’indimenticabile strage di Capaci. Sempre al fianco dell’amico e compagno di lavoro, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone è stato il primo magistrato a comprendere Cosa Nostra e il suo modo di attaccarla è stato rivoluzionario.

    E’ stato e sarà sempre un uomo di grande valore, il simbolo della lotta contro un male che in Italia è potuto crescere perché ‘intorno il tessuto era già compromesso’. Oltre alle sue mirabili gesta, anche le sue parole sanno essere illuminanti: ecco le le citazioni e le frasi più famose di Giovanni Falcone.

    Falcone g

    È tutto teatro. Quando la mafia lo deciderà, mi ammazzerà lo stesso.

    Falcone g

    L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio, è incoscienza.

    Falcone g

    La mafia [...] già da molto tempo funge da modello per la criminalità organizzata. Ne consegue che questa sostanziale unitarietà del modello organizzativo consente di utilizzare il termine mafia in senso ampio per tutte le più importanti organizzazioni criminali.

    Falcone g

    Orlando ormai ha bisogno della “temperatura” sempre più alta. Sarà costretto a spararla ogni giorno più grossa. Per ottenere questo risultato, lui e i suoi amici, sono pronti a tutto, anche a passare sui cadaveri dei loro genitori.

    Falcone g

    Confondi indipendenza con arbitrio, è questo il problema: chi è indipendente deve sempre rispondere. [l'avvocato Alfredo Galasso: 'I magistrati no'.] Ah no? Come no? C’è una bellissima legge sulla responsabilità civile e dici no?

    Falcone g

    [Alla domanda di un giornalista 'Ma chi glielo fa fare?'] Soltanto lo spirito di servizio.

    Falcone g

    Certo dovremo ancora per lungo tempo confrontarci con la criminalità organizzata di stampo mafioso. Per lungo tempo, non per l’eternità: perché la mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine.

    Falcone g

    Credo che Cosa Nostra sia coinvolta in tutti gli avvenimenti importanti della vita siciliana, a cominciare dallo sbarco alleato in Sicilia durante la seconda guerra mondiale e dalla nomina di sindaci mafiosi dopo la Liberazione. Non pretendo di avventurarmi in analisi politiche, ma non mi si vorrà far credere che alcuni gruppi politici non siano alleati a Cosa Nostra – per un’evidente convergenza di interessi – nel tentativo di condizionare la nostra democrazia, ancora immatura, eliminando personaggi scomodi per entrambi.

    Falcone g

    Il quadro realistico dell’impegno dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata. Emotivo, episodico, fluttuante. Motivato solo dall’impressione suscitata da un dato crimine o dall’effetto che una particolare iniziativa governativa può esercitare sull’opinione pubblica.

    Falcone g

    La mafia, lo ripeto ancora una volta, non è un cancro proliferato per caso su un tessuto sano. Vive in perfetta simbiosi con la miriade di protettori, complici, informatori, debitori di ogni tipo, grandi e piccoli maestri cantori, gente intimidita o ricattata che appartiene a tutti gli strati della società. Questo è il terreno di coltura di Cosa Nostra con tutto quello che comporta di implicazioni dirette o indirette, consapevoli o no, volontarie o obbligate, che spesso godono del consenso della popolazione.

    Falcone g

    Lo stesso meccanismo di espulsione, praticamente, che si ritrova tra gli eschimesi e presso altri popoli che abbandonano i vecchi, i malati gravi, i feriti perché intralciano il loro cammino in una terra ostile, mettendo in pericolo la sopravvivenza di tutti. In un gruppo come la mafia, che deve difendersi dai nemici, chi è debole o malato deve essere eliminato.

    Falcone g

    Nei momenti di malinconia mi lascio andare a pensare al destino degli uomini d’onore: perché mai degli uomini come gli altri, alcuni dotati di autentiche qualità intellettuali, sono costretti ad inventarsi un’attività criminale per sopravvivere con dignità? (cap. II).

    Falcone g

    Perché rievoco questo episodio? Perché dimostra ancora una volta quanto siano abili, decisi, intelligenti i mafiosi, e quanta capacità e professionalità è necessaria per contrastare la violenza mafiosa. La mia grande preoccupazione è che la mafia riesca sempre a mantenere un vantaggio su di noi.

    Falcone g

    Per vent’anni l’Italia è stata governata da un regime fascista in cui ogni dialettica democratica era stata abolita. E successivamente un unico partito, la Democrazia cristiana, ha monopolizzato, soprattutto in Sicilia, il potere, sia pure affiancato da alleati occasionali, fin dal giorno della Liberazione. Dal canto suo, l’opposizione, anche nella lotta alla mafia, non si è sempre dimostrata all’altezza del suo compito, confondendo la lotta politica contro la Democrazia cristiana con le vicende giudiziarie nei confronti degli affiliati a Cosa Nostra, o nutrendosi di pregiudizi: ‘Contro la mafia non si può far niente fino a quando al potere ci sarà questo governo con questi uomini’.

    Falcone g

    Possiamo sempre fare qualcosa: massima che andrebbe scolpita sullo scranno di ogni magistrato e di ogni poliziotto.

    Falcone g

    Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.

    Falcone g

    Temo che la magistratura torni alla vecchia routine: i mafiosi che fanno il loro mestiere da un lato, i magistrati che fanno più o meno bene il loro dall’altro, e alla resa dei conti, palpabile, l’inefficienza dello Stato.

    Falcone g

    Un’affermazione del genere mi costa molto, ma se le istituzioni continuano nella loro politica di miopia nei confronti della mafia, temo che la loro assoluta mancanza di prestigio nelle terre in cui prospera la criminalità organizzata non farà che favorire sempre di più Cosa Nostra.

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