Omicidio Fortuna Loffredo: i suoi disegni esprimevano la sua paura

Omicidio Fortuna Loffredo: i suoi disegni esprimevano la sua paura
da in Cronaca, Omicidi, Pedofilia, Violenza sui minori
Ultimo aggiornamento: Martedì 03/05/2016 17:34

    Fortuna Loffredo

    A portare all’arresto di Raimondo Caputo, l’assassino di Fortuna Loffredo, la piccola di 6 anni violentata e poi lanciata dal sesto piano del ‘palazzi degli orrori’ del Parco Verde di Caivano, a Napoli, sono state le bocche innocenti dei bambini. Contro l’omertà degli adulti, la sincerità dei più piccoli è quella che ha permesso di dare un volto all’aguzzino. In realtà, Fortuna viveva da tempo l’incubo della violenza sessuale e dai suoi disegni emergeva tutto il suo disagio, l’aggressività e il senso di abbandono, ma nessuno, neppure la maestra o la madre erano state in grado di rendersene conto. Del resto a far emerge questi dettagli inquietanti, da semplici disegni di una bambina di sei anni, è stata la Dottoressa Sara Cordella, nota grafologa forense incaricata dalla famiglia della vittima, di analizzare i disegni della piccola, realizzati a scuola e a casa. A pubblicarli in esclusiva era stato il settimanale Giallo, già nell’ottobre del 2014. Andiamo a scoprirli uno a uno.

    Disegno uno

    Sia le case che la chiesa hanno il tetto il schiacciato, simbolo di forte aggressività e disagio nell’ambiente familiare. Il tetto compresso è tipico di chi si sente soffocare. La mancanza di camini indica la carenza di rapporti affettivi. Mentre le due grandi porte sull’edificio più grande che sembra una chiesa stanno a indicare la paura di separazione dai genitori. Infine le finestre sbarrate raccontano una bambina che si sente prigioniera e nel contempo abbandonata. Le finestre così bloccate rappresentano sensi di colpa legati alla sessualità, paura di contatti umani e il timore di essere ‘vista’.

    Disegno tre

    Il tratto della bimba cambia quando è a casa. In questo caso disegna un’abitazione con dei fiori, su consiglio di un’amica più grande. La casa è senza finestre e senza porta, ed è circondata da fiori colorati. Qui però i colori e il tratto sono decisamente più marcati. L’utilizzo del fucsia e del verde indicano ambivalenza e collera, il giallo forte tensione, mentre il viola carico di rosso una grande sofferenza. La casa, l’ambiente in cui dovrebbe sentirsi al sicuro, la rende in realtà irritabile e aggressiva.

    Disegno quattro

    In questo insolito disegno, nei riquadri, Fortuna pone gli oggetti in alto, anziché al centro. La zona superiore del foglio sta a indicare il desiderio di fantasticare per evadere dalla realtà, che non può accettare. Inoltre in ogni disegno manca la linea di terra che è quella che rappresenta il piano della realtà.

    Casa in prospettiva

    Questa volta la casa è ritratta in prospettiva, come se fosse destrutturata, avulsa dalle dimensioni reali: è un forte indice di disagio interiore e di sfiducia nelle proprie capacità. Gli alberi collocati intorno alla casa, a mo’ di recinto, indicano il bisogno di affetto, protezione e sicurezza da parte delle figure di riferimento. Il disegno non è curato e ciò indica malessere, un malessere che la maestra non coglie minimamente. Mancano ancora una volta porte e finestre, simbolo di chiusura verso il mondo e di isolamento in se stessi.

    Disegno Fortuna 2

    Secondo quanto dichiarato dalla Dottoressa Cordella, disegnare un albero è un po’ come rappresentare se stessi. E’ una specie di autoritratto simbolico. La chioma solo appoggiata è indice di aggressività repressa, proprio come se alla bambina mancasse la forza o la possibilità di reagire. Il tronco allargato alla base indica forte inibizione e l’inclinazione verso destra è sintomo di bisogno di dipendenza dall’altro. Nel medesimo disegno compaiono anche delle figure umane: indicano l’affettività e la maturità di Fortuna. Le gambe corte sono sintomo di paura di crescere e indica il bisogno di protezione. L’assenza di piedi indica la necessità di difendersi da un pericolo ambientale.

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