Ciro Esposito e Daniele De Santis, cosa successe il 3 maggio 2014 allo Stadio Olimpico?

Ciro Esposito e Daniele De Santis, cosa successe il 3 maggio 2014 allo Stadio Olimpico?
da in Cronaca, Cronaca Nera, Processi
Ultimo aggiornamento: Martedì 29/11/2016 17:09

    Morte Ciro Esposito

    Il 3 maggio 2014 allo stadio Olimpico di Roma è in programma la finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli. Mentre i tifosi affluiscono verso lo stadio, su viale di Tor di Quinto si verificano violenti scontri durante i quali Daniele De Santis, 48 anni, ex ultrà romanista, ferisce il tifoso napoletano Ciro Esposito, 30 anni, che muore 50 giorni dopo, il 25 giugno. L’accusa ha chiesto che De Santis venga condannato all’ergastolo mentre ha chiesto tre anni per i due ultrà del Napoli, Gennaro Fioretti e Alfonso Esposito, accusati di rissa aggravata per aver aggredito De Santis. Ma vediamo chi sono i protagonisti di questa triste e vergognosa vicenda di cronaca nera.

    Domenica 3 maggio 2014, poco prima dell’inizio della finale Fiorentina-Napoli valevole per la Coppa Italia, un corteo di tifosi napoletani percorre viale di Tor di Quinto in direzione dello stadio Olimpico, scortato dalla polizia. In pochi attimi si scatena la guerriglia urbana, vengono sparati diversi colpi di pistola. A terra rimane Ciro Esposito, tifoso napoletano di 30 anni che per vivere lavora in un autolavaggio. Trasportato in condizioni disperate nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Gemelli di Roma, Esposito muore dopo 53 giorni di agonia, e dopo essere entrato in coma, il 25 giugno del 2014. Il 27 giugno 2014 si celebrano i funerali a Scampia.

    Daniele De Santis è l’ultrà romanista simpatizzante dell’estrema destra che il 3 maggio 2014 a Roma, nel prepartita della finale di coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, sparò dei colpi di pistola contro un gruppo di tifosi del Napoli, provocando la morte di Ciro Esposito. La cronaca sportiva ricorda che nel 2004 fu proprio Daniele De Santis a convincere Francesco Totti a non disputare il derby tra Roma e Lazio dopo la diffusione, poco prima dell’inizio del match, della notizia (falsa) che un bambino era stato investito e ucciso da un veicolo delle forze dell’ordine. L’uomo, dipendente delle Poste, viveva insieme ai suoi cani nell’area di Tor di Quinto dove ci sono degli impianti sportivi comunali in disuso, teatro degli atti di violenza che sono culminati con la morte di Esposito e con il ferimento dello stesso De Santis. Dopo la morte del giovane napoletano e la fine dell’inchiesta, il 14 aprile 2015 De Santis è stato incriminato ed è stato chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di lesioni, porto abusivo d’arma e omicidio aggravato, anche se lui ha sempre sostenuto di avere esploso il colpo per legittima difesa. Il giudice per lui ha chiesto l’ergastolo.

    Gennaro Fioretti

    Il tifoso napoletano Gennaro Fioretti, 32 anni all’epoca dei fatti, viene arrestato subito dopo il ferimento nella sparatoria durante gli scontri tra romanisti e napoletani nel prepartita della finale di Coppa Italia, e viene piantonato in ospedale prima di poter tornare a Mugnano, la frazione a 10 chilometri da Scampia, dove viveva con la famiglia. Per lui le accuse sono di rissa aggravata e lesioni, così come per Alfonso Esposito, l’altro tifoso napoletano rimasto ferito e accusato – come Fioretti – di aver aggredito De Santis. Il giudice per loro ha chiesto tre anni di reclusione.

    genny carogna 150x150

    Genny ‘a Carogna, all’anagrafe Gennaro De Tommaso, è l’ultrà napoletano salito alle cronache durante i fatti violenti accaduti prima e durante la partita finale di Coppa Italia del 3 maggio 2014 a Roma tra Napoli e Fiorentina, indagato per gli scontri che sono sfociati nell’accoltellamento del tifoso romanista Daniele De Santis, che ha poi sparato uccidendo il tifoso napoletano Ciro Esposito, e per la presuntatrattativa con i tifosi sull’opportunità di giocare il match. Il capo degli ultrà del Napoli risultava già indagato per essere salito sulla recinzione che delimita il campo di gioco dal pubblico, cioè per aver violato la legge sullo scavalcamento e invasione di campo in occasione di manifestazioni sportive, e gli era stata contestata la violazione delle norme su striscioni o cartelli incitanti la violenza o recanti ingiurie o minacce, anche per avere indossato una T-shirt con la scritta ‘Speziale libero’ (Speziale è l’ultrà del Catania condannato per l’assassinio dell’ispettore capo di polizia Filippo Raciti durante il derby Catania-Palermo del 2 febbraio 2007). Per i fatti dell’Olimpico gli sono stati dati 5 anni di Daspo.

    Presentazione del libro su Ciro Esposito

    Concludiamo questo speciale con la mamma di Ciro Esposito, Antonella Leardi, che si è schierata in prima linea per far emergere la verità sui fatti che hanno portato alla morte del figlio. Piccola di statura (Ciro la chiamava la nanetta) ha saputo dimostrare una grande dignità e un coraggio che ha commosso l’Italia, affermando di avere perdonato l’assassino di suo figlio e continuando a parlare di calcio e a favore dei tifosi nonostante l’esposizione di striscioni offensivi e diffamatori contro di lei.

    1137

    Referendum costituzionale 2016

    PIÙ POPOLARI