Omicidio Rosboch, i protagonisti del caso che sta sconvolgendo l’Italia

Omicidio Rosboch, i protagonisti del caso che sta sconvolgendo l’Italia
da in Cronaca, Cronaca Nera, Omicidi
Ultimo aggiornamento: Giovedì 31/03/2016 15:16

    rosboch defilippi

    L’omicidio di Gloria Rosboch ha sconvolto l’opinione pubblica, non solo per la ferocia e la freddezza con cui la professoressa di Torino è stata uccisa, ma anche per i dettagli inquietanti che si celano dietro la sua morte. Gabriele Defilippi, l’ex alunno di 22 anni; sua madre Caterina Abbatista; l’amante di lui, Roberto Obert: sono loro i protagonisti di questa vicenda da tratti oscuri. Intorno, una serie di personaggi, secondari per l’omicidio ma che tracciano un quadro più chiaro della personalità di DeFilippi e dei suoi complici: donne circuite dal giovane, come la professoressa ospite a Sanremo, ma anche Sofia, la giovane fidanzata di 20 anni con cui il ragazzo ha avuto una relazione nel periodo precedente all’omicidio. Le indagini dipingono un quadro dalle tinte sempre più fosche: Gloria Rosboch sarebbe stata gettata via nel pozzo ancora viva, secondo quanto confessato da Defilippi, uccisa da Obert. Diversa la versione dell’uomo che avrebbe aiutato il giovane a disfarsi del cadavere “per pietà”. Al centro, la morte di una donna che ora attende giustizia.

    gloria rosboch

    Una donna colta, che amava la letteratura francese, insegnante precaria caduta nel tranello di Gabriele Defilippi, suo ex alunno che le ha fatto credere di essere qualcosa di più di un amico. Gloria Rosboch, 49 anni, è l’insegnante di Castellamonte (Torino), scomparsa il 13 gennaio 2015, il cui corpo è stato trovato il 19 febbraio in una discarica in disuso a Rivara, a pochi km da casa. Gloria è stata uccisa dopo essere stata raggirata: aveva dato 187mila euro a DeFilippi credendo nelle sue parole e, quando ha capito la truffa, lo aveva denunciato. Forse proprio quella denuncia le è costata la vita.

    gabriele defilippi

    Uno, nessuno e centomila. Gabriele Defilippi, arrestato con l’accusa di aver ucciso Gloria Rosboch, è il 22enne ex alunno della donna. Di lui esistono molteplici versioni, come certificano i tanti profili Facebook che si era creato, da uomo e da donna. Tante le personalità che convivono in lui, sottolinea anche il suo avvocato. Gli inquirenti sospettano che altre donne siano cadute nelle sue grinfie: fece credere alla professoressa di Castellamonte che tra loro c’era più di una semplice amicizia e che avrebbero vissuto insieme in Francia, riuscendo a estorcerle oltre 180mila euro. Davanti agli investigatori ha ammesso l’omicidio, con una versione che non convince ancora del tutto.

    Roberto Obert

    Roberto Obert era il “servo” di Gabriele Defilippi, il suo amante, nella versione omosessuale del giovane. Nonostante la differenza d’età (Obert ha 50 anni, Gabriele 22 anni), l’uomo si è definito proprio “il servo” del giovane, che ha conosciuto 6 anni fa e di cui da allora è innamorato. Di professione parrucchiere, Obert ha raccontato agli inquirenti come hanno ucciso la donna, strangolandola con un laccio per stendere i panni. “Mi comportavo come un servo, sia perché affascinato, sia perché impaurito. Ho aiutato Defilippi a sbarazzarsi del cadavere per pietà“, ha dichiarato davanti al gip.

    Caterina Abbattista

    Caterina Abbattista è la madre di Gabriele Defilippi. Il suo ruolo nella vicenda è ancora poco chiaro, ma il giudice ha confermato il fermo in carcere. Infermiera all’ospedale di Ivrea, agli inquirenti aveva detto di aver lavorato in ospedale il giorno della scomparsa della professoressa, alibi smontato dalle perizie sul cellulare. Di certo si sa che accompagnò Gabriele all’appuntamento con Obert, mentendo sull’alibi del figlio. Quando Gloria Rosboch denunciò la truffa, fu lei a parlarle, chiedendole di rinunciare.

    Sofia Sabhou

    Gabriele non aveva solo un amante più grande di quasi 30 anni; c’era anche una fidanzata di 20 anni nella sua vita, una “ragazza dei misteri”. Si tratta di Sofia Sabhou, giovane 20enne residente a Romano di Montalenghe, 16 chilometri da Castellamonte, che, dal 31 marzo 2016 risulta iscritta nel registro degli indagati. Il padre della giovane ha parlato del rapporto con Defilippi a La Stampa a ridosso dell’arresto del ragazzo: non gli era mai piaciuto, parlava sempre di soldi e non sa se il 13 gennaio il giovane si vide con lei. I due si erano frequentati per due anni, Sofia era”come stregata” da Gabriele, ha raccontato un’amica. Non si sa se abbia avuto un ruolo nell’organizzare la truffa; gli inquirenti sospettano che la madre del giovane la volesse usare per costruire un alibi per il figlio. Di certo c’è che il cellulare di Caterina Abbattista agganciò la cellula di Montalenghe, dove la giovane abita, la sera del 13 gennaio, forse in un momento di pausa dal turno in ospedale. Quando è stata trovato il cadavere della professoressa, Sofia è partita per il Marocco, da parenti, per quella che il padre definì “una vacanza“. Al rientro, la ragazza è stata interrogata dagli inquirenti: Defilippi le confessò, in preda ai fumi dell’alcol, di voler uccidere la professoressa perché il suo piano non venisse scoperto. Lei non disse mai nulla di tutto questo e preferì allontanarsi per il famoso viaggio in Marocco, probabilmente condannando a morte Gloria Rosboch.

    Efisia Rossignoli facebook vert

    Foto da Facebook

    Altra protagonista, o almeno così sospettano gli inquirenti, è Efisia Rossignoli. La donna, 45 anni, sposata e madre di due figli, ha una relazione con Gabriele, ne era innamorata perdutamente. Poco importa che avesse provato a truffarla, tentando di farsi dare 100mila euro. Per quel ragazzo Efisia perde la testa e, quando Defilippi organizza la stessa truffa ai danni di Gloria Rosboch, si finge direttrice di banca, la chiama e la rassicura sull’investimento che stava per fare. La sera dell’omicidio, il 13 gennaio, lo chiama sul cellulare almeno 10 volte, in diversi orari, dal mattina al pomeriggio: riceve una sola risposta, intorno alle 11, e Defilippi le dice che è dal veterinario. Agli investigatori spiega il perché di tutte quelle chiamate. Sospettava che il marito la tradisse e, saputo che era fuori a pranzo, voleva coglierlo sul fatto, supportata dal suo giovane amante: una versione che convince davvero poco gli inquirenti.

    1266