Mafia, arrestato imprenditore membro dell’antiracket

Mafia, arrestato imprenditore membro dell’antiracket

L'operazione della Dda di Palermo ha portato all'arresto del capo famiglia di Castellamare del Golfo

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    Mafia, arrestato imprenditore membro dell’antiracket

    Una doppia vita quella di Vincenzo Artale, imprenditore impegnato in prima linea nell’antimafia, ma in affari con i boss, tanto che è stato arrestato all’alba nell’operazione antimafia “Cemento del Golfo” condotta dai carabinieri di Alcamo nel quadro delle attività investigative finalizzate alla ricerca di Matteo Messina Denaro. Oltre all’imprenditore “onesto” i carabinieri della Compagnia di Alcamo e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trapani hanno arrestato il capo della famiglia mafiosa di Castellamare del Golfo, Mariano Saracino.

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    L’inchiesta, coordinata dalla Dda di Palermo e guidata dal procuratore Francesco Lo Voi, era iniziata nel 2013 e ha portato al blitz antimafia “Cemento del Golfo” che ha visto impegnati più di 100 militari dell’arma. L’accusa è di associazione mafiosa, frode nella pubblica fornitura, furto, estorsione aggravata e danneggiamento aggravato.
    Insospettabile Vincenzo Artale, l’imprenditore membro del Collegio probiviri dell’Associazione antiracket di Alcamo.
    Vittima del pizzo, Vincenzo Artale era proprietario di una betoniera distrutta da un incendio nel 2006, nello stesso periodo anche la profumeria gestita dalla moglie aveva subito delle minacce.

    Negli ultimi mesi Artale è stato protagonista di una protesta sui giornali contro la burocrazia della prefettura per i mancati supporti chiesti in modo da favorire appalti pubblici al suo gruppo. In sua difesa era intervenuto anche il presidente della stessa Associazione antiracket, l’ispettore di polizia in pensione Vincenzo Lucchese. In realtà Vincenzo Artale era ben protetto e faceva affari con Mariano Saracino il nuovo capo della famiglia mafiosa di Castellamare del Golfo, anche lui in passato imprenditore di calcestruzzo e vittima del pizzo, già condannato per associazione mafiosa. Il capo famiglia imponeva la fornitura di calcestruzzo dalla Inca, l’azienda di Vincenzo Artale, a tutti gli imprenditori impegnati in lavori pubblici o privati in zona.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AntimafiaCronacaCronaca NeraMafiaProcura Antimafia Ultimo aggiornamento: Lunedì 20/06/2016 18:33
     
     
     
     
     
     
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