Sardegna, condannato a 18 anni il paese si mobilita per la sua liberazione

Sardegna, condannato a 18 anni il paese si mobilita per la sua liberazione

Domenico Fadda si sarebbe sacrificato per la sorella vera colpevole dell'omicidio del cognato

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    Sardegna, condannato a 18 anni il paese si mobilita per la sua liberazione

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    A Busachi, paese di 1.300 abitanti vicino Oristano (Sardegna) gli abitanti si mobilitano e scendono in piazza per difendere l’allevatore Domenico Fadda, in carcere per l’omicidio del cognato Giovanni Cossu e condannato in Cassazione a 18 anni di carcere. “Domenico è innocente, si è preso 18 anni di carcere per non infangare la memoria della sorella“; a urlarlo sono più di 2.000 persone accorse sabato scorso nel paese sardo. Giovanni Cossu, agente di polizia era stato ritrovato morto sul suo letto in un mare di sangue dopo essere stato colpito all’addome e al collo. Domenico Fadda avrebbe visto la sorella e moglie della vittima con un coltello in mano e avrebbe così deciso di sacrificarsi per lei, costituirsi e dichiararsi dunque colpevole.

    Successivamente al delitto era stata proprio la sorella Isabella, che aveva problemi psichici e soffriva di depressione, a dichiarare che il fratello era intervenuto in sua difesa durante un litigio con il marito e aveva ucciso Giovanni. Pochi giorni dopo l’omicidio Isabella si è suicidata.
    I difensori di Domenico Fadda hanno sempre sostenuto la sua innocenza: l’assistito avrebbe coperto la sorella vera colpevole dell’assassinio del marito e si sarebbe sacrificato.

    Lo stesso Domenico Fadda si dichiara innocente, in Corte d’assise ha raccontato: “Sul momento non potevo accusare mia sorella. Ora posso dirlo è stata lei, io sono arrivato dopo e le ho tolto di mano il coltello“. Successivamente all’assoluzione, la situazione si è ribaltata in corte d’appello con la richiesta di 18 anni di carcere confermata a febbraio in Cassazione.

    A sostenere l’innocenza di Domenico è anche la figlia della vittima.

    Nel 2011 Antonella era una bambina, ora è un’adolescente: “Lui non l’ha ucciso, semmai è stata mamma. Scriverò al Papa. Voglio che zio Domenico ritorni in famiglia“. Diversi i testimoni che hanno raccontato la situazione di difficoltà psichica vissuta da Isabella Fadda, moglie della vittima: “Dormiva con un coltello sotto il cuscino“. Anche il sindaco Giovanni Orrù prende le difese dell’allevatore: “Tutti gli siamo vicini. Coraggio! Anche la magistratura è fatta di uomini che possono sbagliare“. Domenico Fadda è ora in carcere, ma fuori le mura che lo circondano sono nati comitati e assemblee in sua difesa e una raccolta firme per la sua liberazione.

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