Omicidio Varani, il padre di Foffo: ‘Mio figlio non è gay, a noi piacciono le donne’

Omicidio Varani, il padre di Foffo: ‘Mio figlio non è gay, a noi piacciono le donne’

Tutte le dichiarazioni di Valter Foffo

    Omicidio Varani, il padre di Foffo: ‘Mio figlio non è gay, a noi piacciono le donne’

    Valter Foffo, padre di uno degli assassini di Luca Varani, sta diventando un personaggio mediatico. I giornalisti lo cercano, lui risponde. Continuando a rimanere dalla parte del figlio, pur condannandolo per ciò che ha fatto. Il signor Foffo, il giorno dopo aver appreso della volontà di Manuel di ucciderlo, ha parlato della presunta omosessualità del figlio: “Non è vero che è gay, a noi Foffo piacciono le donne”. Ripercorriamo cronologicamente le sue dichiarazioni principali, tra comparsate in tv e interviste.

    Il 7 marzo il signor Foffo è ospite di Bruno Vespa nel salotto di Porta a porta. Sono passati appena tre giorni dal delitto del Collatino, in cui Varani è stato massacrato dopo un festino a base di cocaina, alcol e sesso estremo. L’uomo ha ricordato il momento in cui il figlio gli ha rivelato quanto successo: “Era in macchina con me e lo vedevo strano, gli ho chiesto perché dal giorno prima non mi rispondeva. Ho insistito nella domanda e mi ha confessato l’uso di cocaina, ma mi ha anche detto di aver fatto qualcosa di peggio, di aver ucciso una persona insieme ad un amico”. Dopo aver appreso dell’omicidio non ha tentato di coprire tutto ma ha convinto il figlio a costituirsi.

    A Bruno Vespa ha anche parlato di Manuel come di un “ragazzo modello, autodidatta, contro la violenza, molto buono, forse eccessivamente buono. E riservato, con un quoziente intellettivo sopra la norma”. Dopo la puntata sono divampate polemiche sui social che hanno attaccato la trasmissione, accusandola di sciacallaggio. Critiche anche al signor Foffo, reo di sembrare troppo distaccato dalla tragedia. Quel che appare esternamente, però, non sempre corrisponde allo stato interiore.

    Il 15 marzo l’uomo viene intercettato dai cronisti di Repubblica e si sfoga così: “Chi ci vede per strada ormai ci grida dietro ‘assassini’. È una vergogna. Io ora, però, voglio solo incontrare la famiglia di quel ragazzo. Voglio chiedere scusa ai Varani per quello che è successo. Ci sono tre famiglie che hanno visto la loro esistenza andare in frantumi.

    Siamo tutti disperati. Il dolore è tanto, glielo assicuro”. Scuse rispedite al mittente dai genitori di Varani che vorrebbero la pena di morte per gli assassini, negando il perdono.

    “Non è vero che mio figlio voleva uccidermi”, ha detto Valter Foffo dopo aver appreso di questa terribile indiscrezione. In uno dei primi interrogatori Manuel aveva infatti raccontato al pm che una delle cause scatenanti del raptus omicida è stato il rapporto difficile con il padre, e che aveva pensato di ucciderlo. Il signor Foffo si è dovuto ricredere, ricevendo l’ennesima coltellata al cuore, durante il successivo incontro con il figlio in carcere. Manuel gli avrebbe detto: “Papà, è vero, volevo ucciderti”.

    In un’intervista uscita il 18 marzo sul Messaggero, l’uomo ha negato che suo figlio fosse gay, nonostante la storia non riveli un’eterosessualità totale. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti e le dichiarazioni degli imputati, tra Manuel Foffo e Marco Prato c’era stato un rapporto orale; durante il delitto Prato si era vestito da donna; Varani era stato contattato per una prestazione sessuale in cambio di denaro. Sia ben chiaro: l’omosessualità non è un’aggravante, è solo un contorno del delitto. Valter Foffo ci ha tenuto però a difendere la virilità di famiglia: “A noi Foffo non piacciono i gay, ci piacciono le donne vere. E mio figlio non è da meno. Mio figlio non è gay ed è stato ricattato da Marco Prato“. Il riferimento è al presunto video del loro rapporto orale con cui Prato avrebbe ricattato Foffo: “Ha registrato tutto col cellulare, minacciandolo poi di diffondere il video; mio figlio si è sentito stretto in un angolo, me lo ha detto, anche per questo ha accettato di rincontrare Prato, per cercare di convincerlo a cancellare quel filmato”.

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