Vatileaks 2: Monsignor Vallejo Balda, Francesca Chaouqui, Nicola Maio e gli altri protagonisti del processo

Vatileaks 2: Monsignor Vallejo Balda, Francesca Chaouqui, Nicola Maio e gli altri protagonisti del processo
da in Chiesa cattolica, Cronaca, Processi, Scandali, Vaticano
Ultimo aggiornamento: Martedì 15/03/2016 17:23

    Vatileaks 2

    Lo Scandalo Vatileaks 2 si arricchisce di nuovi racconti e confessioni dei principali protagonisti di questa vicenda. Tutto comincia lo scorsos ottobre 2015, quando nelle librerie arrivano due volumi che ”indagano” sugli affari e i malaffari (anche finanziari) all’interno del Vaticano. I due libri sono Via Crucis di Gianluigi Nuzzi (Chiarelettere) e Avarizia di Emiliano Fittipaldi (Feltrinelli), scritti facendo riferimenti a documenti top secret. In seguito a questi eventi la magistratura vaticana ha rinviato a giudizio per ”concorso in reato” i due giornalisti che hanno redatto i libri, e altri 3 funzionari: mons. Lucio Angel Vallejo Balda, il suo collaboratore Nicola Maio e Francesca Chaouqui, e li ha accusati di aver ”rivelato notizie e documenti concernenti gli interessi fondamentali della Santa Sede e dello Stato” pontificio. Sfogliamo nelle pagine di seguito chi sono i protagonisti di Vatileaks 2 e che cosa hanno fatto per finire indagati e accusati di avere fatto trapelare all’esterno documenti che sarebbero dovuti restare segreti e interni al Vaticano.

    Gianluigi Nuzzi

    Giornalista, scrittore e conduttore tv, Gianluigi Nuzzi lo scorso 4 novembre 2015 ha pubblicato il suo terzo libro-inchiesta sul Vaticano, intitolato Via Crucis, dove sono riportate registrazioni e cartelle inedite della Cosea (la Commissione referente dei tagli di spesa istituita da Bergoglio) attraverso le quali spiega la difficile lotta di Papa Francesco per cambiare la Chiesa. Imputato nel processo con l’accusa di avere reso pubblici documenti top secret, ha dichiarato ”Noi non siamo martiri, siamo solo giornalisti, cronisti, ma ci sono dei principi che devono essere difesi. È una situazione assurda e kafkiana”. E ancora, per sostenere la sua decisione di non presentarsi in aula durante le udienze, ha scritto: ”In Vaticano non è prevista la “non punibilità” che deriva dall’esercizio di un diritto, come in Italia. Né è riconosciuta la possibilità di manifestare liberamente il pensiero come sancisce espressamente l’articolo 21 della nostra Costituzione. Per loro chi fa cronaca è punibile”. ”La divulgazione di notizie segrete non è per il giornalista una medaglia, come accade per la libera stampa in tutto il mondo democratico, ma è sempre e comunque un reato. Non essendoci, perciò, reciprocità tra il nostro ordinamento e il loro, manca quella tutela che le nostre leggi, oltre che la Convenzione europea, garantiscono al giornalista. Quindi non mi presento. Non mi presento in uno Stato in cui il codice di procedura penale è più o meno fermo al 1913 quindi al tempo del re ed applica il Codice penale Zanardelli, in vigore in Italia fino al 1930. Non mi presento in uno Stato che nemmeno mi contesta il reato per il quale sono indagato, non mi dice come e quando lo avrei commesso, eventualmente con chi, come al contrario, prevede il nostro codice quando la magistratura intende interrogare qualcuno. Non mi presento - aggiunge – in uno Stato dove negli ultimi anni il 75% delle persone detenute è stata tratta in arresto per aver passato delle notizie vere a giornalisti che le hanno divulgate. Se il Vaticano intende delegare e sentirmi per rogatoria davanti all’autorità giudiziaria italiana, valuterò ovviamente se presentarmi e cosa dire, se mi presenterò“. “Se, in definitiva il Vaticano intende investigare su chi racconta le malefatte e non su chi le commette, se intende portare a processo un giornalista che fa il proprio mestiere e non indaga su ciò che denuncia, su chi cioè gode di privilegi illegittimi, chi ruba nei magazzini dei negozi del Vaticano, chi gonfia gli appalti, chi concede case a canone zero, chi si appropria di somme per le cause dei santi, da parte mia continuerò a fare il mio lavoro di cronista, giornalista e testimone di ciò che non si vuol che sia raccontato“.

    Emiliano Fittipaldi presenta il suo ultimo libro Avarizia

    Il giornalista Emiliano Fittipaldi è finito sotto inchiesta in Vaticano e poi accusato di avere reso pubbliche informazioni strettamente riservate pubblicando il libro dal titolo Avarizia. Le carte che svelano ricchezza, scandali e segreti della Chiesa di Francesco. Come il suo collega Nuzzi, anche Fittipaldi ha ribadito la sua posizione di giornalista libero e ha chiarito di non aver pubblicato ”notizie false o diffamatorie, ma semplicemente di aver pubblicato notizie: attività protetta e garantita dalla Costituzione italiana, dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”. ”Ai giudici dirò la verità: che ho fatto solo il mio lavoro. E che se tornassi indietro lo rifarei di nuovo”, ha scritto sul profilo Facebook prima di presentarsi in tribunale.
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    Città del Vaticano riapre il processo Vatileaks

    Nicola Maio, ex collaboratore della Commissione referente sulle strutture economiche e amministrative della Santa Sede (Cosea) è stato rinviato a giudizio in questo procedimento. Della stessa commissione Cosea facevano parte Vallejo Balda, che ne era segretario, e Chaouqui; Maio era segretario particolare di Vallejo Balda. A Vallejo Balda, Chaouqui e Maio viene contestato anche il reato di associazione per delinquere, e saranno chiamati a rispondere ”perché all’interno della Prefettura per gli affari economici e di Cosea associavano tra loro formando un sodalizio criminale organizzato, dotato di una sua composizione e struttura autonoma, i cui promotori sono da individuarsi in Angel Lucio Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui, allo scopo di commettere più delitti di divulgazione di notizie e documenti concernenti gli interessi fondamentali della Santa Sede e dello Stato”.

    Monsignor Balda

    Monsignor Lucio Vallejo Balda è il principale indagato nel processo Vatileaks 2, e fin da subito si è mostrato pronto a confessare le sue confidenze fatte ai giornalisti, ma gettando sugli altri le responsabilità della fuga di notizie: ”Sì, ho passato documenti ai giornalisti”, ha affermato, e alla domanda: “Ha dato a Nuzzi l’elenco di 5 pagine con 87 password della sua mail alla Commissione Cosea?“, ha risposto “Sì, ma avevo la netta sensazione che le possedesse già“. Poi Vallejo Balda ha detto di avere subito pressioni da Francesca Chaouqui, che temeva in quanto credeva appartenesse ai servizi segreti “lei mi aveva detto di essere il numero due dei servizi segreti italiani“. Nel corso della seconda udienza del processo al Tribunale del Vaticano, l’imputato Vallejo Balda ha consegnato ai giudici un memoriale in cui ha pure confessato di aver avuto un rapporto sessuale con la Chaouqui. Il monsignore si è dichiarato pentito ma gli intrecci di questa vicenda sono ancora troppo oscuri. Anche perché è emerso lo scambio di messaggi di un certo tipo tra Balda e Chaouqui, messaggi torbidi dal chiaro contenuto sessuale.

    Vaticano Vatileaks 2

    Francesca Immacolata Chaouqui è l’altro ”corvo” dello scandalo Vatileaks, pierre cosentina già controversa consulente della commissione vaticana Cosea (Commissione della Santa Sede per gli affari economici, incarico datole direttamente da papa Francesco). La Chaouqui ha provato a difendersi dichiarando apertamente la sua volontà di querelare l’avvocato del monsignore, Antonia Zaccaria, per la fuga di notizie e la consegna del memoriale ai giudici: “Per come è fatto, non ha alcun piacere a venire a letto con me e io, conoscendo miliardari ed emiri, se volessi tradire mio marito non mi metterei con un vecchio prete a cui non piacciono le donne“, ha detto proseguendo: “Se avessi dovuto distribuire delle carte, avrei diffuso non certo quelle pubblicate. I documenti di cui sono in possesso sono ben altri“. Imputata in Vaticano per sodalizio criminale organizzato e concorso in diffusione di documenti riservati, ha assicurato ai giornali che racconterà la verità su quanto accaduto senza fare sconti a nessuno: “L’unica cosa che mi dispiace è il danno che si sta facendo alla Chiesa“, ha commentato la Chaouqui, mentre suo marito, Corrado Lanino, ingegnere informatico accusato di aver hackerato documenti riservati, dichiara, a proposito di Balda: “Si commenta da sé. È una persona di infimo livello che infanga gli altri con cose false per migliorare la sua posizione. Dopo essere stato accolto in casa nostra con la mamma. Userò tutti gli strumenti processuali per assicurarmi che paghi”.

    Gli imputati dunque sono cinque Nicola Maio, Monsignor Balda, Francesca Chaouqui, Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, . Ma di fronte alle novità che riguardano Vallejo Balda e la pierre cosentina, il gossip ha preso il sopravvento sulla cronaca. Sempre nel memoriale, che costituisce la confessione di Monsignor Balda, viene riportato anche il tentativo dell’uomo di stanare la sua collaboratrice: Sono andato a parlare con il capo dei servizi segreti, lui neanche la conosceva, rimasi sorpreso, iniziai così a chiedere informazioni e tutte le volte scoprivo sempre truffe diverse”. Ma il punto forte sono i messaggini piccanti che i due si scambiavano. Eccone un estratto:
    Chaouqui: “Senti scrive ora che vai a San Sosti (il paese in Calabria di cui è originaria) mia mamma ti porta da Silvana… è perfetta, ed è una mia cugina, così può anche essere salvato il patrimonio genetico. Poi mi dici che ne pensi. 36 anni. Morbida”. Monsignor Balda: “Hmmmmm”. Chaouqui: “Martedì sera viene a casa tua a trombare. Ok?”. “Silvana vuole trombare. Che facciamo?”. Monsignor Balda: “Io no” Chaouqui: “Tu sei perfetto, Silvana è morbidissima. Perché non va bene?”. Monsignor Balda: “Lassa perdere. È bruta” Chaouqui: “Ha detto lo psichiatra che devo farti divertire. Lunedì Negroni fino alla morte”.

    Ad un certo punto la Chaouqui comincia a percepire che qualcosa non va e fa delle pressioni al monsignore: “Se continui a fare di testa tua con noi hai chiuso Io sono stanca di farti da badante. Pietro serve perché gli altri vedano che sei protetto“, e ancora, “Se fai casino… con la tua sicurezza e la tua protezione hai chiuso“. Oppure “Io ti conosco. So bene quando vuoi mettere distanze. Ora vuoi mettere distanza perché qualcosa ti fa male o ti dà fastidio. Ma come al solito non me lo dici e ci resto male. Sai quanto ci tengo e ti voglio bene… ma è per te che lo faccio. Ma perché vuoi abbandonarmi?“. Vallejo replica: Ho bisogno de un po’ de tranquillità. Te priego”. Poi arrivano i ricatti: ”tu sei un egoista del cazzo, la gente perde ore appresso a te e poi quando tu devi fare qualcosa per qualcuno non ti va. Non sei stanco e depresso solo tu“, scrive la donna: “Avevo messo mesi a sistemare le cose con la Segreteria di Stato e hai rovinato tutto con quella boccaccia che non sai tenere chiusa. Ora mandi tutto a puttane perché sei triste. Vaffanculo. Ma seriamente vaffanculo“, e ancora, “Sei depresso? Scopa, che ti passa la tensione“.
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