Legalizzazione dell’eutanasia, il 60% degli italiani si dichiara a favore

Legalizzazione dell’eutanasia, il 60% degli italiani si dichiara a favore

In Parlamento si discute per il diritto all'autodeterminazione

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    Legalizzazione dell’eutanasia, il 60% degli italiani si dichiara a favore

    Sono quattro le proposte di legge sull’eutanasia presentate in Parlamento e che le Commissioni Giustizia e Affari Sociali della Camera stanno esaminando, mentre l’Italia resta in attesa di una norma che chiarisca finalmente i diritti di ciascuno a proposito di un argomento spinoso come il ‘fine vita’. Nel nostro Paese non si parla tanto della ‘dolce morte’ perché è un tema di cui molti hanno letteralmente paura, oltre al fatto che la presenza del Vaticano influenza e addirittura condiziona inevitabilmente la politica, che spesso arriva comunque in ritardo rispetto alle esigenze della società. Ricordiamo infatti che secondo il Rapporto Eurispes Italia 2016, l’eutanasia incontra il favore del 60% degli italiani (+4,8% rispetto al 2015).

    Cosa c’è scritto nei testi presentati a Montecitorio?

    • La proposta di legge di iniziativa popolare depositata a Montecitorio nel 2013 con oltre 100 mila firme raccolte dall’Associazione Luca Coscioni, insieme a Exit Italia, Uarr, Amici di Eleonora Onlus e con il sostegno dei Radicali, prevede che il paziente maggiorenne – affetto da una malattia all’origine di gravi sofferenze, inguaribile o con prognosi inferiore a diciotto mesi di vita, e che sia stato informato delle ‘possibili alternative terapeutiche’ – possa ‘rifiutare l’inizio o la prosecuzione di trattamenti sanitari, nonché ogni tipo di trattamento di sostegno vitale o di terapia nutrizionale‘. Inoltre il medico che non rispetti la volontà del paziente di morire è tenuto, al di là delle possibili conseguenze penali e civili, al risarcimento del danno materiale e morale.
    • Sinistra Italiana (prima firmataria Marisa Nicchi) e Partito Democratico ripropone in sostanza testo di 12 articoli di Titti Di Salvo, passata nel frattempo nel Pd. All’interno si chiarisce la non punibilità del medico che esegue la pratica al paziente ‘grave e incurabile’ in fase terminale, maggiorenne e capace di intendere e di volere al momento della richiesta scritta (che può essere revocata in ogni momento) effettuata fino a cinque anni prima dall’eventuale impossibilità di una sua manifestazione cosciente di volontà.
    • Alternativa Libera-Possibile, la pdl di Eleonora Bechis ha un unico articolo che prevede l’obbligo del medico di rispettare la volontà del paziente e il divieto di obiezione di coscienza, la cui violazione lo esporrebbe al risarcimento del danno.

    La politica è pronta per affrontare serenamente un dibattito sull’eutanasia? I dubbi sono tanti dato che, notoriamente, su questo tema destra e sinistra stanno su posizioni diversissime, per cui ciò che è impensabile per gli uni (‘la vita è un dono di cui la persona non può disporre‘) è una mancanza di libertà e di diritto alla dignità per altri. Le vicende che hanno coinvolto Piergiorgio Welby (al quale furono negati i funerali cristiani) ed Eluana Englaro hanno lasciato dei ricordi vividi negli italiani, molti dei quali si sono scandalizzati a pensare invece come sono stati accolti nelle chiese (persino con tumulazioni: vedi la storia di Renatino De Pedis nel caso Emauela Orlandi), molti mafiosi di cui si sono celebrati funerali in pompa magna.

    La mancanza di una norma adeguata è anche alla base di tanti suicidi che in realtà sono ‘eutanasie fai da te’. Ricordiamo una per tutta quella di Mario Monicelli, il regista – malato di tumore alla prostata – che a 95 anni si è buttato giù dal quinto piano dell’ospedale San Giovanni di Roma nel 2010, per via ”della sua grande dignità e del suo desiderio di essere sempre indipendente e autonomo – commentava Aurelio De Laurentiis – Non tollerava l’idea di poter dipendere da qualcuno”. Leggi qui come funziona l’eutanasia dal punto di vista medico

    E proprio ora che il dibattito si fa vivo in Parlamento, la moglie di Monicelli Chiara Rapaccini, la compagna di Lucio Magri (Luciana Castellina), il figlio di Carlo Lizzani, Francesco e il dirigente della Associazione Luca Coscioni Carlo Troilo, in memoria del fratello Michele, hanno chiesto al presidente dell’Istat Giorgio Alleva, di rendere noti alla Camera dei deputati i dati da cui risulta che per più di 1.000 degli oltre 3mila suicidi che ogni anno si registrano in Italia il ‘movente’ è la malattia, fisica o psichica.

    Il professore Umberto Veronesi recentemente intervenne al proposito commentando: ”Al malato terminale che negli ultimi giorni di vita con dolori violentissimi chiede l’iniezione per morire serenamente, viene negata.

    Se il medico la fa può essere accusato di omicidio, ma molti la fanno, è un movimento sott’acqua che lavora in maniera clandestina. Tutti parlano di una soluzione ma al povero Monicelli, che aveva chiesto ripetutamente in ospedale una puntura letale per un trapasso dolce, è stata negata e si è buttato dalla finestra; questa è civiltà?”.

    Ed in effetti l’eutanasia clandestina c’è, anche se non se ne parla perché in Italia è tabù: in base a studi di accreditati centri di ricerca, ogni anno sarebbero 20mila i malati terminali che trovano il modo di non soffrire più inutilmente grazie a medici pietosi (e coraggiosi). Dunque dietro i silenzi ufficiali ci sono molti medici che non solo parlano, ma che agiscono.

    Non dimentichiamo che nel mondo esistono tanti Paesi dove è possibile scegliere l’eutanasia, e spesso anche gli italiani preferiscono varcare la frontiera e andare in una clinica Svizzera per porre fine alla vita in maniera dignitosa, ma è chiaro che si tratta di una scelta che solo chi ha i soldi può fare. E per tanto chi la fa non può non essere definito un privilegiato.

    La speranza è che – comunque vada – la discussione parlamentare porti, se non proprio al fulcro della questione sulla libertà di morire senza inutili sofferenze, a qualcosa che vada incontro ai malati e alle famiglie, per esempio più cure palliative da subito per tutti i malati che lo richiedono.

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