Omicidio Pordenone: chi sono Giosuè Ruotolo, Rosaria Patrone, Teresa Costanza e Trifone Ragone

Omicidio Pordenone: chi sono Giosuè Ruotolo, Rosaria Patrone, Teresa Costanza e Trifone Ragone
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Ultimo aggiornamento: Martedì 08/03/2016 12:21

    Per l’uccisione di Teresa Costanza e Trifone Ragone è stato posto in carcere Giosuè Ruotolo, militare collega ed amico nonché coinquilino del giovane ucciso. Insieme a Ruotolo è stata arrestata anche la sua fidanzata Maria Rosaria Patrone, con l’accusa di favoreggiamento. I due fidanzati di Pordenone erano appena usciti dalla palestra lo scorso 17 marzo 2015, quando si sono ritrovati faccia a faccia con il loro killer che ha scaricato sui loro corpi il caricatore di una semiautomatica 7,25. L’assassino ha premuto il grilletto sei volte, mentre i due stavano entrando nella loro automobile, nel parcheggio della palestra: ha mirato direttamente alla testa , uccidendo entrambi sul colpo. La coppia di fidanzati era stata descritta da tutti come molto affiatata: lui, fisico scultoreo, aveva 29 anni ed era un soldato, caporal maggiore del 132° Reggimento carri; lei, laureata alla Bocconi, 30 anni, bionda con gli occhi azzurri, era assicuratrice. Vediamo nelle pagine seguenti il profilo di tutti i protagonisti di questo episodio di cronaca nera italiana.

    Caporalmaggiore dell’esercito di Somma Vesuviana (Napoli) con l’ambizione di entrare nella Guardia di Finanza, 26 anni, Giosuè Rutolo è stato commilitone di Trifone Ragone e, secondo gli investigatori, è lui il responsabile del duplice omicidio di Teresa e Trifone. L’uomo, dalle ricostruzioni fatte dagli inquirenti, pochi minuti dopo aver sparato ai due fidanzati d Pordenone, gettò una pistola Beretta 7.65 “modello 20″ nel laghetto del parco San Valentino, che si trova a poca distanza dal parcheggio in cui Trifone e Teresa furono uccisi da sei colpi, sparati a bruciapelo. A incastrare Ruotolo, secondo la procura, sarebbero state alcune immagini riprese dalle telecamere di sicurezza delle vie cittadine, che inquadrerebbero la sua auto nei pressi del luogo del delitto. Il movente del duplice assassinio sarebbe da ricercare nel rapporto pieno di dissapori tra i due colleghi militari. Resta al centro della vicenda l’utilizzo di un profilo Facebook servito per comunicare con Teresa Costanza. Pare, infatti, che il profilo sia stato creato da uno dei computer della caserma De Carli di Cordenons, e che sia stato utilizzato da lì. La difesa di Ruotolo punta a sostenere che chiunque abbia avuto accesso alle postazioni informatiche potrebbe aver creato il profilo.

    Grazie alle testimonianze dei residenti la polizia aveva anche ricostruito questo identikit del presunto assassino di Trifone e Teresa.

    Rosaria Patrone

    Nata a Somma Vesuviana, Maria Rosaria Patrone, brillante studentessa di giurisprudenza, è la fidanzata di Giosuè Ruotolo. Il loro rapporto (otto anni di fidanzamento, cinque dei quali vissuti a distanza) è stato passato al setaccio dagli inquirenti che durante le indagini ipotizzavano per lei le accuse di false informazioni ai pm, istigazione all’omicidio o favoreggiamento. E’ stata posta agli arresti domiciliari con quest’ultimo capo di imputazione. A proposito dell’amore contrastato tra Rosaria e Giosuè, il legale della 24enne, Costantino Catapano, ha affermato di avere ricevuto dei delle confidenze a proposito ”di qualche sciocchezza che ha scritto o detto per attirare l’attenzione di questo ragazzo che non sembrava particolarmente affettuoso. Giosuè era il tipo che, da quanto dice Rosaria, magari per tre o quattro giorni non si faceva sentire e così era lei a chiamare. Da qui la necessità di raccontare qualche frottola per sentirsi importante e attirare l’attenzione”.

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    Trifone Ragone aveva 29 anni, era sottufficiale carrista e coltivava la passione per il fisico scolpito e la palestra. La sua ambizione era passare il concorso per la Guardia di finanza e sperava di partecipare al campionato italiano di sollevamento pesi. E’ stato ucciso con tre colpi calibro 7 e 65 mentre si trovava in auto insieme alla sua ragazza, poco dopo essere usciti dalla palestra dove l’uomo faceva pesistica, e dove Teresa era andata a prenderlo. Secondo gli inquirenti Ruotolo lo avrebbe ucciso dopo una violenta lite (che Ruotolo ha sempre negato), quando a Teresa giunsero dei messaggi da un falso profilo Facebook in cui la si avvertiva dei presunti tradimenti del fidanzato.

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    Teresa Costanza, 30 anni, originaria della Sicilia, laureata alla Bocconi e impiegata alla Zurigo assicurazioni di Pordenone, era la ragazza di Trifone Dragone. La coppia viveva un momento idilliaco: per tutti loro due erano il simbolo dell’amore, uniti, affiatati, sereni e innamorati. Il passato della ragazza è stato scandagliato a fondo dagli inquirenti, fin da quando il padre (imprenditore edile) si era trasferito a San Donato Milanese, dopo che suo fratello Antonio Costanza, nel 1995 era stato ucciso dalla mafia perché sospettato di aver fatto arrestare il boss Salvatore Fragapane di Santa Elisabetta in provincia di Agrigento. La pista mafiosa però non ha portato a nulla, dunque per gli inquirenti lei sarebbe stata uccisa perché avrebbe potuto smascherare Ruotolo.

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