Martina Levato e Alexander Boettcher: la coppia dell’acido, i complici e le vittime

Martina Levato e Alexander Boettcher: la coppia dell’acido, i complici e le vittime
da in Aggressioni, Alexander Boettcher, Cronaca, Cronaca di Milano, Cronaca Nera, Martina Levato, Processi, Reati
Ultimo aggiornamento: Venerdì 07/10/2016 07:17

    Tribunale di Milano, Stefano Savi testimonia sul caso Boettcher Levato

    E’ in corso il processo ad Alexander Boettcher, accusato di aver preso parte a una serie di aggressioni ai danni di alcuni giovani con i quali la sua amante Martina Levato aveva avuto relazioni intime. La Levato e il loro compliceAndrea Magnani, sono già stati giudicati colpevoli per le aggressioni con l’acido a Milano, ma i due avevano scelto il rito abbreviato, mentre il procedimento nei confronti di Boettcher segue il rito ordinario. Per avere aggredito con l’acido lo studente Stefano Savi, Martina Levato è dunque stata condannata a 16 anni di reclusione e tre anni di libertà vigilata, mentre per Andrea Magnani è stata decisa una pena di 9 anni e sei mesi. In precedenza Martina Levato e Alexander Boettcher erano già stati condannati a 14 anni nel processo per l’agguato a Pietro Barbini. Il giudice ha riconosciuto anche un risarcimento da un milione di euro a Barbini e Stefano Savi, più 100 mila euro ai loro familiari oltre a 50 mila euro per le altre due vittime, Giuliano Carparelli e Antonio Margarito. Nelle pagine seguenti vediamo chi sono stati tutti gli attori in gioco in questa drammatica vicenda.

    processo a Martina Levato e Alexander Boettecher

    A 23 anni Martina Levato si è trasformata da studentessa bocconiania modello a mente della cosiddetta banda dell’acido. Figlia unica di due insegnanti, si è unita in un sodalizio criminale insieme all’amante Alexander Boettcher e al complice Andrea Magnani per sfregiare i suoi ex in una sorta di ”rito purificatore”. Voleva ”purificarsi da esperienze sessuali negative perché avevo scoperto di essere incinta”, ha detto. Quando prese di mira l’ex compagno di liceo Pietro Barbini e lo colpì con l’acido, lei era infatti già incinta di Boettcher, verso il quale aveva una sorta di morbosa devozione. ”Non è giusto, non riesco a capire perché 16 anni a me e 9 anni e 4 mesi a Magnani, anche questa volta si sono accaniti su di me”, ha commentato scoppiando a piangere dopo la lettura della sentenza di condanna a suo carico.

    Milano, processo a carico di Alexander Boettcher e Martina Levato

    Alexander Boettcher, immobiliarista e broker 30enne, è l’amante di Martina Levato, e padre di suo figlio Achille. E’ però sposato da 10 anni, anche se la moglie era totalmente all’oscuro della relazione che lui aveva con la studentessa. Boettchersi è sempre dichiarato innocente e inconsapevole degli attacchi con l’acido, che econdo i suoi legali sarebbero stati organizzati esclusivamente dalla sua amante. ”Ciao – scriveva alle amiche – sono l’uomo Diavolo, deve ancora nascere la ragazzina che mi prende in giro, occhio per occhio, dente per dente, non contrastare il malvagio”, per poi inviare una foto con il viso della Levato scarnificato dalla ”A” di Alexander (e al proposito dicendo di se stesso che lui marchia le donne come il bestiame). Faccia d’angelo, il bravo ragazzo che sa esercitare il suo fascino sugli altri è però, secondo i giudici un ”soggetto pericoloso” e non gli viene permesso di lasciare la gabbia dell’aula di tribunale durante il processo. Dopo una prima condanna a 14 anni per l’aggressione a Pietro Barbini, ha preferito non seguire Martina e Magnani sulla strada del rito abbreviato nel processo per i blitz organizzati per dare una lezione agli altri ex di Martina.

    Andrea Magnani

    Il bancario Andrea Magnani è stato definito il complice ”gregario” e succube della Levato e di Boettcher, arrestato un mese dopo di loro, è stato condannato a una pena di nove anni e sei mesi. Del suo rapporto con la coppia ha raccontato più volte di essere stato minacciato lui stesso con l’acido dalla Levato, ma che eseguiva quello che gli veniva chiesto da Boettcher perché di lui si fidava ciecamente, era ”lo stratega – ha detto – e io, diciamo pure, che ero il soldato”.

    Pietro Barbini

    Pietro Barbini è lo studente sfregiato con l’acido il 28 dicembre 2014 a Milano, la vittima della banda dell’acido muriatico che ha subito danni permanenti all’occhio destro per via delle ustioni, una necrosi al naso e lo sfregio permanente del viso. Al liceo era stato compagno di classe di Martina e avevano avuto una storia. E’ grazie a lui se con l’aiuto del padre e di un passante riuscì a bloccare Alexander Boettcher portando all’arresto dei responsabili. Pietro ora è tornato in America, dove studiava Economia, e il fatto di aver ripreso a seguire le lezioni lo aiuta molto, ha raccontato il suo legale.

    Tribunale di Milano, Stefano Savi testimonia sul caso Boettcher Levato

    Stefano Savi è un’altra delle vittime della banda dell’acido. Lo studente di Economia alla Bicocca fu aggredito con l’acido sotto casa sua nella notte tra il 1 e il 2 novembre 2014 probabilmente per errore, perché somigliante al giovane fotografo Giuliano Carparelli, vero obiettivo di Martina, Alexander e del complice Andrea Magnani. Le conseguenze dell’acido ricevuto addosso sono ben tangibili: “Devo indossare una maschera protettiva 15 ore al giorno, posso fare poco”, ha raccontato.

    Giuliano Carparelli

    Lo stesso Giuliano Carparelli fu poi aggredito con le stesse modalità il 15 novembre, ma riuscì a ripararsi dal lancio di acido usando un ombrello. Carparelli e Martina Levato si erano incontrati una sola volta, l’8 febbraio 2014 alla discoteca Divina, e da quasi sconosciuti avevano vissuto una sera sfrenata di alcol e sesso ”Fu Levato a farmi delle avance. Ci sedemmo sulle scale fuori dalla discoteca a fumare una sigaretta. E poi lei mi ha regalato sesso orale”. Evidentemente questo è bastato a scatenare il desiderio di vendetta nei suoi confronti.

    Antonio Margarito

    Prima di tutti loro, fu la volta di Antonio Margarito, studente dell’Università Cattolica che il 19 maggio 2014 subì un tentativo di evirazione dalla Levato mentre erano appartati in macchina. La giovane lo aveva però denunciato per tentata violenza sessuale e per uno stupro passato, presumibilmente subito durante una vacanza in Puglia nel 2013. In seguito però, tutte le accuse sono poi cadute e la Levato è stata condannata per calunnia.

    1514

    PIÙ POPOLARI