Omicidio Rosboch, Defilippi confessa e tenta il suicidio. La madre lo scarica: ‘Mi fa paura’

Omicidio Rosboch, Defilippi confessa e tenta il suicidio. La madre lo scarica: ‘Mi fa paura’

Gabriele avrebbe tentato il suicidio in carcere

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    Omicidio Rosboch, Defilippi confessa e tenta il suicidio. La madre lo scarica: ‘Mi fa paura’

    Restano tre i fermati per l’omicidio della professoressa di Castellamonte Gloria Rosboch: si tratta del suo ex allievo Gabriele Defilippi della di lui madre Caterina Abbattista, e dell’amante del giovane 21enne, Roberto Obert, di 54 anni. Nel corso di varie interrogazioni da parte degli inquirenti, pare sia emersa la parziale innocenza della madre di Gabriele, al momento ancora accusata di complicità nel delitto, che secondo quanto affermato dal giovane non sapeva niente della truffa e neppure dell’omicidio della Rosboch. Abbattista è stata portata in carcere a Torino e ha rinnegato il figlio con parole pesanti: ”Non lo voglio mai più vedere in casa mia, mi fa paura, mi picchiava”. Nel frattempo, dopo un maldestro tentativo di suicidio da parte del Defilippi, emergono nuove interpretazioni dell’omicidio realizzato per togliere di mezzo la donna che era diventata più pressante nella richiesta di riavere il denaro (187mila euro) che Defilippi le aveva estorto con l’inganno, facendole sognare una vita futura insieme in Costa Azzurra, per poi sparire nel nulla.

    Il mio assistito ha fortissimi disturbi della personalità, già riscontrati nel periodo dell’adolescenza e mai curati. Ha sintomi precisi di una sofferenza psichica già ben connotata”, spiega l’avvocato di Gabriele, Pierfranco Bertolino, che in relazione al tentativo di suicidio effettuato annodando una canotta al termosifone della cella in cui è controllato a vista, ha spiegato che il ragazzo è dimagrito e alterna momenti di cupa depressione a crisi di aggressività. Inoltre gli avrebbe detto in lacrime ”Voglio solo morire…” e ”Avvocato, non ho neanche un paio di jeans, solo questi bianchi… e una maglietta… Non mangio da giorni” per finire con ”Accetto di essere sottoposto alla perizia psichiatrica”, che verrà effettuata dal dottor Enzo Villari, primario di psichiatria dell’ospedale delle Molinette di Torino.

    Gabriele Defilippi ha confessato l’omicidio di Gloria Rosboch, affermando di averla gettata con l’aiuto di Roberto Obert, all’interno dell’acqua presente nel pozzo di Rivara quando era ancora viva: “Gloria era ancora viva e si lamentava quando io e Obert l’abbiamo gettata nell’acqua. Dopo averla uccisa abbiamo raccolto in un sacco tutte le sue cose e siamo andati a gettarle in giro per Torino“. Secondo l’autopsia, però, la donna sarebbe morta per strangolamento e non per annegamento. Il giorno dopo il funerale della prof, Defilippi ha rimpallato la responsabilità dell’omicidio: ”Avrei voluto esserci, non l’ho uccisa io ma il mostro Obert”. I tre restano in carcere vista la ”pericolosità sociale mostrata dagli indagati, non solo per la straordinaria ferocia della condotta, posta in essere con lucida e fredda premeditazione, ma anche per l’indole particolarmente malvagia e antisociale”.

    Si sono concluse nel peggiore dei modi le ricerche di Gloria Rosboch, la professoressa precaria di Castellamonte che era scomparsa lo scorso 13 gennaio dalla casa degli anziani genitori con cui viveva. E’ stato infatti ritrovato il corpo senza vita della donna, all’interno di un pozzo a Rivara, nel Canavese. A far ritrovare il corpo della donna sarebbe stato il complice e amante di Gabriele Defilippi, Roberto Obert, che si sarebbe anche difeso affermando: ”Gabriele l’ha strangolata, io non c’entro”, ma anche lui è stato fermato con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere, che è stato recuperato grazie all’intervento dei sommozzatori dei vigili del fuoco.

    Una personalità molto forte, in grado di convincere le persone a fare ciò che desiderava. Un personaggio complesso“, afferma il procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando, descrivendo Gabriele Defilippi, lo studente che era riuscito a farsi consegnare tutti i risparmi della donna con la promessa di un futuro insieme in Costa Azzurra. I soldi, nei racconto del giovane alla donna, sarebbero serviti a farla diventare socia di una società finanziaria in cui lui lavorava. In effetti tale società era praticamente inesistente. E tuttora il ragazzo risulta indagato presso la procura di Torino con l’accusa di truffa aggravata.

    Lo scorso martedì 16 febbraio Gabriele, che si definiva ‘broker’, era stato interrogato a lungo dai carabinieri, insieme alla madre Caterina Abbattista, la quale aveva incontrato a sua volta la professoressa, per raccontarle che il figlio non aveva più il suo denaro, che il giovane era stato picchiato e che la colpa dell’ammanco dei soldi sarebbe stato un inesistente “capo” che avrebbe sottratto il denaro.

    I fatti che riguardano la truffa risalgono al 2014, ma solo a dicembre di un anno dopo – e un mese prima della scomparsa di Gloria Rosboch – la madre di Gabriele aveva ricevuto una raccomandata con la quale l’avvocato della professoressa comunicava di aver ricevuto mandato per il recupero del denaro sottratto. L’omicidio dunque sarebbe stato organizzato dai due amanti (Gabriele e Roberto) per cercare di nascondere la truffa alla donna. “Sono rimasto molto colpito dalla mancanza di coinvolgimento da parte di entrambi, nel racconto l’omicidio viene spiegato come qualcosa di inevitabile, come a dire ‘è successo, andiamo avanti‘” spiega ancora il procuratore capo di Ivrea. Defilippi però, con tutta quella somma di denaro a disposizione ha commesso dei passi falsi, andando ad esempio al Casinò o comprando due auto a rate, spese incompatibili con il solo stipendio della madre, che aveva anche un altro figlio a carico.

    Il 13 gennaio è la data dell’omicidio di Gloria Rosboch, strangolata con un laccetto dentro l’auto di Roberto Obert, complice ”innamorato” di Gabriele, con il quale aveva diviso il denaro estorto alla Rosboch. Il crimine è avvenuto molto velocemente, subito dopo l’incontro che Defilippi concordò con la donna dopo pranzo da un parcheggio di Castellamonte, mentre ignaro veniva ripreso da una telecamera di sicurezza, che ha filmato anche l’arrivo di Obert e l’ultimo tragico viaggio con la Rosboch già a bordo. Ancora non si sa chi è stato materialmente a stringere un laccio intorno al collo della donna, dato che i due si sono accusati a vicenda e dai risultati dell’autopsia non si ha evidenza. Sullo sfondo resta la madre del 21enne, Caterina Abbattista, che ha accompagnato il figlio all’appuntamento con Obert prima del delitto, ed è anche andata a riprenderlo dopo l’omicidio. A incastrare Gabriele sarebbero state anche le telefonate ricevute dal fratellino dodicenne, che lo cercava insistentemente sul cellulare, a dimostrazione che non era in casa, come aveva dichiarato fornendo l’alibi in un primo momento.

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