Da matrimonio religioso a unione civile: la strana storia di Alessandra

Da matrimonio religioso a unione civile: la strana storia di Alessandra

Come la nuova legge sulle unioni civili ci porterà indietro nel tempo

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    Da matrimonio religioso a unione civile: la strana storia di Alessandra

    Nel pieno della discussione sulla legge per le unioni civili delle coppie omosessuali, spunta un caso che ha dell’incredibile. Alessandra Bernaroli, 45 anni, con la nuova riforma rischierebbe di vedere trasformato il suo matrimonio religioso in una semplice unione civile. Ecco come potrebbe accadere.

    Alessandra, un tempo, era un uomo: si era sposato in chiesa con un tradizionale matrimonio religioso e, ovviamente, eterosessuale poi, nel tempo, ha cambiato sesso.

    La natura della sua unione quindi è cambiata drasticamente: si è trovata a essere la protagonista della prima coppia gay sposata con matrimonio religioso.

    Poi però, con il cambio di identità sui documenti, il Comune ha sciolto d’ufficio il suo matrimonio, poiché la legge non contemplava (neppure oggi) l’unione religiosa tra due persone dello stesso sesso.

    Ma Alessandra non si è data per vinta e ha portato avanti la sua causa in Tribunale, dove, dopo mille vicende giudiziarie, ha ottenuto, lo scorso aprile, dalla Corte di Cassazione, il mantenimento in essere del suo matrimonio, finché il Parlamento non avesse discusso in maniera definitiva la legge sulle unioni gay.

    Ed ecco che proprio in questi giorni è in corso l’approvazione del Ddl Cirinnà: con questo decreto l’unione di Alessandra verrebbe inesorabilmente declassata a semplice unione civile.

    A tal proposito, la donna ha dichiarato:

    ‘Una beffa dopo anni di battaglie, visto che questo provvedimento al ribasso rischia di cancellare il mio matrimonio con un colpo di spugna. Una vera discriminazione di Stato che stabilisce l’impossibilità delle coppie omosessuali di avere gli stessi diritti di quelle di eterosessuali’.

    Ancora una volta, non ha intenzione di arrendersi e minaccia persino di voler riassumere ufficialmente il nome di ‘Alessandro’, pur di salvare il suo matrimonio.

    Pensate, è disposta a veder calare nuovamente su di sé l’ombra di un’identità maschile in cui non si è mai rispecchiata, pur di non perdere il legame che sancisce ufficialmente il suo amore.

    ‘Siamo in Europa e questo vale anche per i diritti. Dobbiamo ambire a tutele adeguate come avviene in altri Paesi dove il matrimonio egalitario è un dato acquisito. Ebbene la mia storia poteva essere un punto di partenza perché in Italia il matrimonio tra due persone dello stesso sesso esiste già. Si doveva partire da lì’.

    Una vicenda che avrebbe potuto segnare l’inizio di una nuova era, più civile per tutti, e che invece sta per finire nella maniera più paradossale.

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