Autobus in ritardo? Scatta il rimborso

Autobus in ritardo? Scatta il rimborso

Il piano del Governo: multe più salate per chi non ha il biglietto

    Autobus in ritardo? Scatta il rimborso

    Rimborso se l’autobus fa ritardo e multe più salate per chi non ha il biglietto, aumento dei controllori e sistemi di videosorveglianza. Queste alcune delle novità previste dalla bozza del decreto legge sui servizi pubblici locali (testo unico attuativo della riforma a firma di Marianna Madia, ministro della Semplificazione e della Pubblica Amministrazione).

    Il piano del Governo prevede una tutela maggiore per i cittadini ma anche punizioni più dure per i furbetti. Il diritto al rimborso coinvolge gli autobus cittadini ma prevede dei paletti. Il ritardo minimo dev’essere di trenta minuti e non deve derivare da scioperi, calamità naturali e altri eventi imprevedibili.

    Bisogna capire, però, quali siano gli eventi imprevedibili. Ad esempio, una strada bloccata per traffico rientra in questa categoria? Se così fosse, in alcune città il rimborso sarebbe quasi sempre inapplicabile. Prendiamo come esempio Roma. Per i pendolari, tra scioperi frequenti, traffico infernale nelle ore di punta, strade in tilt appena cade una goccia d’acqua, ottenere il rimborso sarebbe dura. Più facile nei casi di corse cancellate o in ritardo rispetto agli orari di partenza previsti.

    Le tabelle di marcia sono poco chiare e difficilmente rispettate: gli orari esposti sotto la banchina gialla sono spesso vecchi e non più in vigore.

    Le multe per chi non paga il biglietto saranno inoltre più care: dove la legge regionale non si esprime, la multa “è pari a 60 volte il valore del biglietto ordinario e comunque non superiore a 200 euro“.

    L’obiettivo del decreto è quello di prevenire l’evasione aumentando i controllori. Ad esempio, le aziende di Tpl (Trasporto Pubblico Locale) potranno affidarsi a controllori esterni “qualificabili come agenti accertatori”, in “qualità di pubblico ufficiale“. Inoltre i controllori potrebbero essere aiutati da “agenti ed ufficiali aventi qualifica di polizia giudiziaria, secondo un programma di supporto agli agenti accertatori” al “fine di assicurare il più efficace contrasto al fenomeno dell’evasione tariffaria“. In programma anche “le rilevazioni dei sistemi di videosorveglianza presenti a bordo dei veicoli e sulle banchine di fermata“.

    L’altra novità è che ogni titolo di viaggio dovrà essere convalidato su ogni corsa nella fascia oraria di validità. Varrà anche per chi ha l’abbonamento, oggi “strisciato” solo per entrare in metropolitana. Se il decreto entrerà in vigore dovrà essere sempre convalidato, per rappresentare un deterrente a vista per chi non vuole pagare.

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