Caso Loris Stival, Veronica Panarello accusa il suocero: indagato per omicidio

Caso Loris Stival, Veronica Panarello accusa il suocero: indagato per omicidio

Dopo le accuse di Veronica, Andrea Stival è indagato per l'omicidio di Loris

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    Caso Loris Stival, Veronica Panarello accusa il suocero: indagato per omicidio

    Veronica Panarello ha rilasciato una nuova versione della morte di Andrea Loris Stival, il figlio di 8 anni trovato senza vita il 24 novembre 2014. A ucciderlo, secondo la donna, sarebbe stato il suocero perché i due erano amanti e il bimbo aveva minacciato di raccontare tutto al padre. Ed è per questo che Andrea Stival è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio ini concorso e occultamento di cadavere. Dalla Procura di Ragusa fanno sapere che si tratta di ”un atto dovuto”, viste le nuove dichiarazioni della mamma del piccolo Loris. Dal canto suo il suocero di Veronica si sente tranquillo e si è dichiarato estraneo alla faccenda, promettendo anche una querela per calunnia, dato che ha respinto sia l’accusa di omicidio sia il fatto steso di essere l’amante della nuora. Vediamo di seguito le dichiarazioni controverse rilasciate finora da Veronica.

    Loris lo ha ucciso mio suocero, Andrea Stival. Ho ricordato tutto quando sono andato a trovarlo al cimitero, ma non l’ho detto prima perché avevo paura che uccidesse anche il bimbo più piccolo“. Sono queste le dichiarazioni che la donna, unica accusa dell’omicidio, ha detto a una psicologa del carcere dove è detenuta lo scorso gennaio. La ricostruzione viene definita “l’ennesima follia” da parte del suocero che si dice tranquillo. “La mia posizione è stata vagliata da investigatori e magistratura dettagliatamente“, ha risposto. Molti elementi fanno pensare che si possa trattare di un’accusa infondata. Quando Veronica Panarello ha chiesto di essere sentita dalla Procura di Ragusa, il PM non ha ottenuto alcun elemento a sostegno della tesi: la donna ha detto solo di essere diventata famosa e che ora la conoscono anche a Hollywood. Alla psicologa invece spiegò che il piccolo era stato ucciso perché aveva visto qualcosa che non doveva vedere: secondo la sua ricostruzione, rientrata a casa dopo aver accompagnato il più piccolo a scuola, avrebbe trovato il figlio già morto e il suocero in casa. Le sue parole però al momento non risultano supportate da prove: nessuna telecamera ha infatti ripreso Andrea Stival entrare in casa quel giorno.

    Nel frattempo, la posizione processuale di Veronica Panarello si è aggravata. Lo scorso dicembre, davanti al gup di Ragusa, Andrea Reale, l’accusa ha contestato alla donna anche la premeditazione, oltre alle accuse di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. Secondo il procuratore Carmelo Petralia e il sostituto Marco Rota, sarebbe stata lei a uccidere il figlio, strozzandolo con le fascette da elettricista e gettando il cadavere nel canalone. La difesa è però riuscita a ottenere dal gup il rito abbreviato, condizionato da una perizia psichiatrica. Il legale della donna, l’avvocato Francesco Villardita ha chiesto la perizia per le “anomalie comportamentali” che si celerebbero dietro al gesto di occultare il corpo del figlio. Secondo la loro ricostruzione, Veronica avrebbe trovato il figlio già morto, strozzato dalle fascette, e in preda al panico avrebbe gettato il corpo nel canale dove poi fu ritrovato.

    Del caso si era tornati a parlare in occasione delle celebrazioni a un anno dalla morte del piccolo, per le quali la mamma aveva fatto recapitare nel luogo dove fu ritrovato senza vita, una lettera. Nella giornata di domenica 29 novembre, 12 mesi esatti dalla morte, tutto il paese di Santa Croce Camerina ha voluto ricordarlo: una targa a scuola, il coro dei bambini che intonavano la canzone a lui dedicata e due lettere, quella del nonno paterno e della mamma Veronica. Il quotidiano Il Tempo ha riportato il testo della lettera della donna. “Sono passati 12 lunghi interminabili mesi e non passa ora, minuto e attimo in cui penso a quando eravamo felici, a come giocavamo insieme, quando correvi e venivi in braccio a me e tutto felice mi riempivi di baci ed io ti abbracciavo forte forte“, scrive. “La tua mancanza si fa ogni giorno più atroce, non vivo più da quel maledetto 29 novembre… la mia vita ha finito di esistere per sempre. Prego la Madonna, lei che è la nostra mamma, la mamma di tutti gli uomini, di darmi la forza di andare avanti in questo mio calvario e prego soprattutto per te, amore mio, di essere sempre vicino a me, a Diego e al tuo papà. Ti amo di un bene infinito: la tua mamma“, conclude.

    La lettera arriva dopo le prime ammissioni della giovane donna.“Quella mattina il bambino non l’ho accompagnato a scuola”, ha detto lo scorso 17 novembre al marito Davide Stival nel corso di un incontro in carcere dove è detenuta con le accuse di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere.

    Proprio dopo queste dichiarazioni, un nuovo sopralluogo è stato deciso dagli inquirenti. Perché Loris Stival sarebbe morto mentre giocava con le fascette elettriche che lo hanno strangolato. Sarebbe questa la nuova versione della Panarello a investigatori e magistrati di Ragusa.

    Dopo avere provato a salvare Loris, strangolatosi con una fascetta a casa, presa dal panico avrebbe preso il corpo del bambino e lo avrebbe adagiato nel canalone di Mulino Vecchio. Per Veronica Panarello la morte del piccolo Loris sarebbe stato quindi stato un ”incidente”, avvenuto dopo che lei era tornata a casa, dopo avere accompagnato il figlio più piccolo a scuola. Un nuovo sopralluogo è stato deciso alla luce delle dichiarazioni rese dalla stessa donna la scorsa settimana quando ammise di non aver portato a scuola suo figlio Loris.

    Solo pochi giorni prima di questa ultima rivelazione, infatti, il quotidiano La Sicilia aveva ricostruito il dialogo della Panarello con il marito, avvenuto venerdì 6 novembre, a quasi un anno di distanza dalla tragedia. Veronica è apparsa confusa e, per la prima volta, ha detto di non aver portato Loris a scuola la mattina del 29 novembre 2014, quando il bimbo venne ucciso. L’ammissione di Veronica rappresenta una svolta nel caso. In precedenza, aveva sempre dichiarato di aver accompagnato il figlio a scuola, ma in tutti video-sorveglianza analizzati dagli inquirenti non si vede l’auto della donna passare davanti all’edificio. Questo, insieme alle altre bugie sulla morte del figlio, hanno convinto gli investigatori che sia lei l’assassina e che sempre lei abbia gettato il cadavere del piccolo in un canale.

    Può essere che hai ragione tu, può essere che io mi ricordi di averlo lasciato a scuola, ma che invece lui sia rientrato a casa. Ma quando sono tornata non c’era più”, ha detto ora. Già il 6 gennaio, sempre parlando con il marito in carcere, Veronica aveva espresso i suoi dubbi: il dialogo venne intercettato ed è finito agli atti. Ora, questa nuova versione, con più dettagli.

    Loris, secondo la donna, sarebbe salito in casa da solo, usando il portachiavi con l’orsacchiotto che, finora, aveva detto di aver lasciato a casa. Lei era rientrata per prendere un passeggino da regalare a un’amica, poi il buio. “Sono confusa, ho tante cose che mi girano per la testa”, dice al marito, ma di una cosa è sicura. “Non l’ho ucciso io. Non avevo nessun motivo per farlo”.

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