Anziani che sposano la badante (e perdono tutto) in aumento

Anziani che sposano la badante (e perdono tutto) in aumento

Boom di matrimoni di interesse finalizzati a eredità e cittadinanza

da in Cronaca, Istat, Matrimonio
    Anziani che sposano la badante (e perdono tutto) in aumento

    Ogni anno cinquemila anziani sposano la badante. I dati dell’Istat mostrano un fenomeno in forte crescita in un’Italia dove i vecchi sono sempre più numerosi e soli. Si tratta però quasi sempre di matrimoni di interesse: gli anziani, abbandonati dai familiari, cedono alle avances di truffatrici senza scrupoli in cerca di eredità e cittadinanza.

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    Secondo l’Istat, negli ultimi dieci anni ci sono stati circa 30mila matrimoni tra anziani, tra 65 e 85 anni, e straniere molto più giovani. Quasi sempre badanti provenienti dall’Europa dell’Est o dal Sudamerica. 5mila matrimoni all’anno. Un fenomeno in crescita soprattutto al Centro-Nord: nel 2013 a Milano ci sono stati 428 matrimoni, 23 a Roma.

    Volendo generalizzare, succede questo. Da una parte anziani soli, depressi, che passano più tempo con le giovani e attraenti badanti che con i figli. Dall’altra donne ciniche e spregiudicate, decise a lasciarsi alle spalle la povertà e i paesi d’origine. E così questi vecchietti si lasciano convincere a convolare a nozze, mettendo nelle mani delle signorine patrimonio e cittadinanza. Non sempre ingenuamente, visto che molti salgono sull’altare consapevoli.

    Le conseguenze? Divorzi, patrimoni dilapidati, famiglie spaccate, cause infinite e vite rovinate. Con le badanti che si ritrovano la villa sul mare e una fortuna sul conto bancario. Il fallimento di questi matrimoni avviene nel 75% dei casi: nel 2005 le separazioni sono state 7.536. Ci sono anche casi di matrimoni nati con sincerità e finiti per contrasti di tipo culturale e religioso.

    Gian Ettore Gassani, avvocato matrimonialista, segue tanti casi di anziani “abbandonati che oggi si barcamenano tra lunghi e penosi processi per vedere annullato il loro matrimonio”. In tribunale “è capitato addirittura di dovere chiedere l’intervento di un interprete in tribunale perché i due coniugi non avevano nemmeno una lingua in comune”. Tra i casi più tragicomici quello di un 80enne che aveva sposato una brasiliana di cinquant’anni più giovane.

    Dopo aver celebrato le nozze a Copacabana, si sono trasferiti in Italia. Mentre il signore passava i pomeriggi al bar vantandosi della conquista con gli amici, la moglie andava a letto con il barista. C’è la storia di un 86enne che si è innamorato di una cubana di 24 anni. Nonostante la famiglia lo avesse messo in guardia, ha deciso di sposarla. Dopo otto giorni lei è sparita con l’oro e i risparmi di una vita. E ancora, un nonno fiorentino di 91 anni ha sposato la badante georgiana 37enne dopo che la prima cerimonia era stata sabotata dai parenti di lui prima dello scambio degli anelli. I giudici gli hanno dato ragione in quanto capace di intendere e di volere.

    Ci sono inoltre i casi in cui l’ingenuità non c’entra niente e i matrimoni sono combinati fin dal principio. Come quello tra l’anziana torinese di 87 anni salita sull’altare con un transessuale marocchino, o i due nonni che hanno sposato donne cinesi per la cittadinanza, in cambio di mille euro.

    “Credo che i due milioni di badanti che ci sono in Italia siano una risorsa per il nostro Paese, ma un’inchiesta su questi matrimoni deve essere fatta, perché tra questi angeli custodi si nascondono anche delle vere e proprie truffatrici – avverte Grassani – Naturalmente di tali situazioni vi deve essere la prova. Bisogna valutare caso per caso, perché ci sono matrimoni perfettamente validi rispetto ai quali i parenti nulla possono fare, come viceversa ci sono casi in cui sussiste il reato di circonvenzione d’incapace ovvero il loro congiunto non è in grado di contrarre matrimonio”.

    Da non sottovalutare il problema della solitudine: molti anziani si ammalano di depressione e vedono nelle giovani assistenti l’illusione di un briciolo di felicità. “Preferiscono un angelo biondo come ultimo momento di felicità piuttosto che figli che non si ricordano nemmeno di fargli gli auguri a Natale”, conclude Gassani.

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