Padova, condannato per aver ucciso un ladro: un vescovo attacca il giudice

Padova, condannato per aver ucciso un ladro: un vescovo attacca il giudice

'Un Risarcimento di 1.000 euro per 27 anni, un bel vitalizio'

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    Padova, condannato per aver ucciso un ladro: un vescovo attacca il giudice

    Franco Birolo, il tabaccaio condannato a pagare un maxi risarcimento per aver ucciso un ladro, ha incontrato il favore di Monsignor Adriano Tessarollo, vescovo di Chioggia che lo ha difeso, spendendo parole dure nei confronti del Giudice che ha emesso la sentenza.

    Era il 26 aprile del 2012, quando Franco Birolo uccise con un colpo di pistola (una calibro 9 semiautomatica) il ladro, un 20enne di nazionalità moldava, che si era introdotto nel suo negozio, nella provincia di Padova.

    Il 28 gennaio 2016 è stata emessa la sentenza, che lo condanna da un lato a 2 anni e 8 mesi di reclusione per eccesso colposo di legittima difesa, dall’altro a risarcire la famiglia della vittima con l’esorbitante somma di 325mila euro.

    Monsignor Adriano Tessarollo non ci sta e difende pubblicamente Franco Birolo:

    ‘Mi permetta un’ironia, signora giudice: quello che non era riuscito forse a rubare il ladro da vivo, glielo ha dato il giudice, completando il furto. Un Risarcimento di 1.000 euro per 27 anni, un bel vitalizio’.

    La decisione del giudice Beatrice Bergamasco ha lasciato letteralmente a bocca aperta non solo il condannato, ma anche una buona fetta dell’opinione pubblica.

    Il vescovo ha poi continuato le sue lunghe riflessioni sul caso, in un articolo pubblicato sul settimanale d’informazione della Diocesi, Nuova Scintilla, con queste parole:

    ‘Mi ha colpito la sanzione di 325mila euro: significano 1.000 euro al mese per oltre 27 anni.

    Questa somma potrebbe essere in grado di mettere in ginocchio e destabilizzare la serenità della famiglia del derubato’.

    Il monsignore ha inoltre sottolineato la necessità di avere la propria dimora sicura e protetta:

    ‘Un padre di famiglia, un imprenditore, un lavoratore, che sta a casa sua, lavorando o dormendo, ha diritto di non veder violata la sua casa, compromessa la sua attività, derubati i suoi beni, minacciata la quiete e tranquillità sua e dei suoi familiari’.

    E poi si sofferma sull’importanza dei messaggi che vengono trasmessi ai cittadini, da un lato, e i malviventi, dall’altro:

    ‘Se la legge e chi la rappresenta hanno il compito di educare all’uso proporzionato della forza nella legittima difesa, non bisogna neanche correre il rischio di trasmettere un messaggio del genere: violenti, scassinatori e ladri, continuate tranquillamente la vostra criminale attività, tanto qui siete tutelati per legge, perché nessuno deve farvi del male mentre siete nell’esercizio del vostro lavoro’.

    Le dure parole di Monsignor Adriano Tessarollo hanno scatenato diverse reazioni, anche nel mondo della politica, dove a cogliere l’occasione è stato il senatore della Lega Nord, Roberto Calderoli, che ha dichiarato:

    ‘Parole di buon senso che non posso che condividere totalmente. Spero riescano ad arrivare fino in Parlamento dove sta ammuffendo la proposta di legge della Lega per abolire il reato di eccesso di legittima difesa quando chi si difende viene aggredito in casa propria o nel proprio esercizio commerciale o nella propria impresa’.

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