Meningite in Toscana, vaccinazione di massa contro epidemia

Meningite in Toscana, vaccinazione di massa contro epidemia

Ma i vaccini rischiano di non bastare per tutti

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    Meningite in Toscana, vaccinazione di massa contro epidemia

    Per scongiurare il rischio epidemia, al via in Toscana la vaccinazione di massa contro la meningite. Ma i vaccini rischiano di non bastare per tutti. Due le persone morte a gennaio per un’infezione da meningococco di tipo C. Secondo gli esperti c’è il rischio di epidemia: dall’inizio del 2015 i morti sono stati nove, i casi di infezione 50. .

    Per placare il virus in Toscana è partita la vaccinazione di massa gratuita nelle zone più a rischio. Saranno coinvolte circa un milione di persone, anche gli over 45, nelle provincie di Firenze, Empoli, Prato e Pistoia. Nelle altre zone si pagherà un ticket ridotto. La decisione è stata presa dopo l’incontro tra il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, la Regione Toscana, Iss e Aifa. “Vista la grande quantità di vaccini necessaria sarà avviata anche una negoziazione con le aziende per i prezzi”, le parole del presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi.

    I vaccini a disposizione in Italia, però, non bastano. Su La Nazione si scrive che sono quasi a secco i medici di famiglia, mentre la Asl di Firenze ha un’autonomia fino al 18 febbraio. In difficoltà Prato ed Empoli, dove sono stati fatti arrivare d’urgenza 1500 dosi. L’assessore alla Salute della Toscana, Stefania Saccardi, spiega che centomila vaccini sono in arrivo dalla Francia: “L’agenzia italiana del farmaco ha fatto partire una ricerca urgente in tutto il mondo contiamo di trovarli: la stessa agenzia si è offerta di portare avanti le trattative per l’acquisto e contrattare sul prezzo”.

    L’ultima persona deceduta è stata una donna di 65 anni. La pensionata, residente a Monsummano Terme, in provincia di Pistoia, era arrivata all’ospedale di Pesca in piena notte a fine gennaio. I medici hanno spiegato in una nota che “era arrivata con febbre elevata e si è subito aggravata e, successivamente, è deceduta nel reparto di terapia intensiva”. Diagnosi: infezione da meningococco di tipo C. Il 21 gennaio un uomo di 58 anni è morto sempre per meningite C all’ospedale di Pisa. Già due decessi, quindi, nel 2016. Le statistiche dal 2015 ad oggi sono ancora più preoccupanti: otto morti e 37 casi di meningite a causa del meningococco C, prevalentemente del sottotipo St11.

    Domenica sera si è appreso del ricovero di un 23enne nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale fiorentino di Ponte a Niccheri.

    Il ragazzo, di Bagno a Ripoli, si è ammalato gravemente nonostante si sia vaccinato nel 2008. I medici della Asl di Firenze spiegano che “il vaccino antimeningococcico C è molto efficace nel 90-95% dei casi, tuttavia una piccola parte di soggetti potrebbe non rispondere alla vaccinazione. Può accadere che la protezione immunitaria tenda a diminuire nel tempo. Malattie anche lievi, come l’influenza, possono abbassare le difese e facilitare l’ingresso del batterio”.

    L’assessore Saccardi>, aveva fin da subito rinnovato “l’appello a vaccinarsi” e ricorda anche “a chi è stato richiamato in questi mesi tra gli 11 e 20 anni di età che deve vaccinarsi o farsi il richiamo”. Per far fronte alla malattia la Regione ha esteso a tutto il territorio la campagna straordinaria di vaccinazione gratuita per chi ha tra i 20 e i 45 anni. Anche Francesco Menichetti, primario di Malattie Infettive all’ospedale di Cisanello, aveva invitato a vaccinarsi: “Non voglio allarmare nessuno ma la situazione è delicata. Vaccinarsi è utile per noi stessi ma anche per gli altri, con i quali, puntualmente, quotidianamente, veniamo a contatto”. E aveva lanciato l’allarme epidemia: “Non è un’esagerazione parlare di epidemia. Sulla meningite si contano i morti, ecco perché si parla di epidemia. Per questo è necessario ridare vigore alla campagna vaccinale”.

    Una importante testimonianza è arrivata da Cristiano Giannessi, 30enne di Chiesina Uzzanese. Ricoverato il 14 gennaio all’ospedale di Lucca per meningite, ha rischiato di morire. Dopo che è uscito dal coma e le sue condizioni hanno cominciato a migliorare, ha lanciato l’appello su Facebook: “Ci aggiorniamo e ci vediamo presto, un saluto a tutti e ricordate di fare il vaccino!”.

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