Affittopoli Roma: perdita di 100 milioni l’anno per il Comune

Affittopoli Roma: perdita di 100 milioni l’anno per il Comune

Case in centro storico in affitto a soli 10 euro al mese, e lo scandalo si allarga

da in Affitti, Cronaca
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    Affittopoli Roma: perdita di 100 milioni l’anno per il Comune

    Lo scandalo affittopoli è costato al Comune di Roma oltre 100 milioni di euro all’anno. Una casa comunale nel centro storico, a due passi dal Vaticano, affittata a 10 euro al mese. Per abitazioni vicine al Colosseo o a piazza Navona basta qualche euro in più. E nella lista degli edifici low cost finiscono anche sedi di associazioni, partiti, ristoranti, bar, centri sociali e alberghi. Persino i reduci di Garibaldi. Gli accertamenti voluti dal commissario straordinario della capitale Francesco Paolo Tronca sugli immobili comunali ha portato alla luce questa realtà: case di fatto regalate in posti dove in pochi si possono permettere di abitare. Questo perché nessuno al Comune si è mai preoccupato di aggiornare affitti di oltre cinquant’anni fa, né tanto meno si sono posti il problema gli inquilini.

    I controlli disposti da Tronca sono partiti da 574 case del primo Municipio, il centro storico. Il Campidoglio ha diffuso una nota informando che “i canoni contrattualizzati risultano ampiamente inferiori ai valori minimi di mercato“, che “in molti casi trattasi di importi di poche decine di euro al mese“. E ancora “sono in corso ulteriori accertamenti al fine di verificare: se vi siano occupazioni abusive – perché sono frequenti le discrasie fra gli intestatari dei contratti, risalenti nel tempo, e gli attuali occupanti – l`individuazione dei dirigenti che si sono succeduti nella gestione del patrimonio e che hanno stipulato i contratti ovvero hanno omesso l`aggiornamento dei canoni di locazione, le eventuali azioni in corso volte a recuperare la disponibilità dei beni in capo all’amministrazione“.

    Ecco i casi più clamorosi. Un appartamento a Borgo Pio, traversa di via Conciliazione, a due passi da Papa Francesco, costa solo 10,29 euro al mese. Nella stessa zona uno studente per l’affitto può pagare 700 euro un monolocale e 400 euro per un letto in stanza doppia. Per andare dal Vaticano a piazza Venezia si passa per Corso Vittorio Emanuele: qua una casa comunale costa 24,41 euro al mese. Un alloggio ai Fori Imperiali viene affittato per 23,36 euro al mese, mentre uno con vista Colosseo 25,64 euro. In condizioni normali un piccolo appartamento qua costa almeno 1.500 euro al mese.

    “Il lavoro di analisi – avverte il Campidoglio – proseguirà sull’intero patrimonio immobiliare dell`amministrazione di Roma Capitale”. Una recente inchiesta del Corriere della sera ha portato alla luce situazioni analoghe in altri quartieri. Al Corviale, zona popolare, una casa comunale costa 5 centesimi (non euro, centesimi!) al mese. 60 all’anno. Quanto una bottiglietta d’acqua al supermercato. Ci vive un pensionato di 65 anni che da tre generazioni occupa l’appartamento, e da anni non paga nemmeno questi spiccioli perché il Comune stesso ha rinunciato a riscuoterli.

    “La storia risale alla fine degli anni 50. Il nonno di mia moglie ebbe in concessione questo immobile al prezzo di 900 lire, ed è anche l’ultimo importo pagato. Poi il Comune si è totalmente disinteressato del bene e non ha mai provveduto ad aggiornare il canone. Con il passaggio all’euro sono diventati sessanta centesimi”. A pagare gli affitti irrisori, scrive il quotidiano milanese, sono anche associazioni, partiti politici, fondazioni ed enti religiosi. Come l’ambasciata egiziana che per un ufficio in un elegante palazzo di via delle Terme di Traiano, vicino al Colosseo, paga 4,30 euro al mese.

    Il commissario Tronca ha detto che la perdita per le casse comunali è di almeno 100 milioni di euro l’anno. Ma, considerato che questo censimento ha riguardato solo un municipio, la cifra è destinata a schizzare alle stelle. “Questa volta andremo fino in fondo perché lo dobbiamo ai romani – ha detto Tronca. – Io e il mio staff, quando siamo arrivati, siamo rimasti stupiti dal fatto che non ci fosse un censimento completo: francamente è un’anomalia per un’amministrazione e qualche dubbio te lo fa anche nascere”. Pronta la replica dell’ex sindaco Ignazio Marino: “Tronca? Astuto. Il censimento sugli affitti lo avevamo già fatto noi”.

    Non ci sono solo abitazioni nella lista nera di Tronca, ma anche sedi di partiti, associazioni, alberghi e centri sociali. Come un hotel di lusso vicino ai Fori Imperiali che paga appena 9mila euro al mese. O un negozio di ferramenta all’Esquilino, con il misero affitto di 57 euro, roba che in un’ora di lavoro già viene ripagato. O un gruppo religioso che paga meno di 10 euro al mese in via dei Bresciani, tra piazza Navona e Vaticano. E ancora, l’ambasciata della Gran Bretagna paga appena 402 euro l’anno in via XX Settembre, vicino Termini. E ci sono perfino i reduci e veterani dell’associazione nazionale garibaldini che, a Monteverde, pagano al Comune la cifra simbolica di 1.116 euro all’anno.

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