Poliziotta toglie il casco e stringe la mano al lavoratore dell’Ilva

Poliziotta toglie il casco e stringe la mano al lavoratore dell’Ilva

Un gesto che ha stemperato gli animi

da in Cronaca, Manifestazioni, Polizia

    La foto della poliziotta che si toglie il casco e stringe la mano ai lavoratori dell’Ilva di Cornigliano ha fatto il giro del web. Lei è Maria Teresa Canessa, la vicequestore dell’Anticrimine di Genova, che dopo essere diventata ”un caso da social network” per questa sua iniziativa di solidarietà con i lavoratori, ha commentato il suo gesto, che le è valso pure un applauso dei presenti sul Lungomare Canepa, durante la manifestazione di protesta degli operai dell’Ilva.

    La mattinata era iniziata con tensioni e blocchi per lo sciopero generale di tutti i metalmeccanici proclamato dalla Fiom. I lavoratori avevano occupato le strade della città fino al Lungomare Canepa.

    Rosa Villeco Calipari, vicepresidente della Commissione Difesa della Camera nelle fila del Partito Democratico, ha poi commentato: ”Quella poliziotta ha fatto un bel gesto, io le sono grata.

    Togliendosi il casco e stringendo la mano ai manifestanti ha mostrato coraggio e, al tempo stesso, solidarietà con quei lavoratori. Non rinunciando ai compiti che le impone la divisa, a difesa di tutti, quella donna, con il suo gesto distensivo, ci rimanda una immagine di speranza. Brava, un esempio da seguire”.

    Poliziotta stringe mano a operaio

    Prima di questo episodio, però, ci sono stati dei precedenti, come il 9 dicembre 2013, quando a Torino, presso la sede della Regione Piemonte, la polizia impegnata a garantire l’ordine pubblico si toglie il casco tra gli applausi dei manifestanti, mentre in una nota della questura veniva specificato che il gesto non era di ”solidarietà” con i manifestanti, ma semplicemente i poliziotti si erano tolti il casco perché “erano venute meno le esigenze operative che ne avevano imposto l’utilizzo“. Altro episodio simile si verificò il 10 febbraio 2014 durante la protesta dei Forconi a Montecitorio, quando le forze dell’ordine dismisero l’assetto antisommossa per contenere e respingere i manifestanti.

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