Terrorismo in Italia: tutte le minacce dell’Isis

Terrorismo in Italia: tutte le minacce dell’Isis
da in Cronaca, Terrorismo in Italia
Ultimo aggiornamento: Martedì 22/11/2016 16:09

    Il video di minaccia all'Italia dell'Isis con un film voluto da Gheddafi

    L’Italia è uno degli obiettivi dell’Isis. La minaccia del terrorismo di matrice islamica non si è mai allontanata dal nostro Paese, per diversi motivi. Siamo una delle potenze che fanno parte della coalizione anti Daesh, uno degli Stati più impegnati su diversi fronti (anche militarmente) nelle zone calde del Medio Oriente, terra di approdo dei profughi che scappano dall’Isis e porta dell’Europa sul Mar Mediterraneo. Siamo anche un simbolo: Roma e il Vaticano sono luoghi carichi di significato per l’Occidente e per tutta la cristianità. Per questo, la Città Eterna è spesso al centro delle minacce dei jihadisti. L’immagine della bandiera nera che sventola in piazza San Pietro ha fatto il giro del mondo e ha avuto un enorme impatto mediatico. I miliziani dell’auto proclamato califfo Abu Bakr al-Baghdadi usano molto il web per la loro propaganda. Lo dimostra anche l’ultimo video di minaccia rivolto all’Occidente, e in particolare all’Italia, che circola in rete. L’Isis ha costruito il messaggio usando una scena del film “Leone del deserto”, pellicola del 1981 con Anthony Quinn nella parte di Omar al-Mukhtar, condottiero libico che si oppose alle truppe italiane negli anni Venti: mentre scorrono le immagini, una voce fuori campo avvisa che “lo Stato islamico continuerà a espandersi finché la sua bandiera non sventolerà su Costantinopoli e Roma“. Il film, bloccato dalla censura italiana perché lesivo dell’onore dell’esercito italiano, fu finanziato da Muammar Gheddafi, che a suo tempo scacciò gli jihadisti dalla Libia, lanciando un avvertimento alle potenze occidentali. “Ci sarà una jihad di fronte a voi, nel Mediterraneo“, disse al Corriere della Sera nel marzo 2011. Parole che oggi sembrano davvero profetiche. SCORRI LE PAGINE PER LEGGERE TUTTE LE MINACCE DELL’ISIS

    Un video trovato in rete sembra essere attribuibile al movimento qaedista somalo. Si tratta di altre minacce, che dicono esplicitamente che il nostro Paese dovrebbe evitare di scendere in guerra, altrimenti il Mediterraneo “sarà colorato dal sangue dei cittadini italiani”. Questi ultimi potrebbero essere vittime di azioni attribuibili ai lupi solitari. Il video è stato trovato da Rita Katz, esperta che va a caccia di segnali islamisti. Tuttavia non è possibile dire quanto sia attendibile questo filmato. Sembrerebbe in particolare che gli obiettivi sarebbero i centri commerciali in tutto l’Occidente e già si sono messe in moto azioni di sicurezza anche negli Stati Uniti, invitando i cittadini a stare in guardia quando si va a fare shopping.

    Dopo aver conquistato Derna, l’Isis ha preso il controllo di Sirte, che si trova a 450 chilometri a est di Tripoli. Lo Stato Islamico ha diffuso un video, nel quale viene mostrata la decapitazione di 21 egiziani copti in Libia. L’esercito egiziano, attraverso dei raid aerei, in risposta all’uccisione dei copti, ha colpito diversi obiettivi dell’Isis. L’azione militare è stata riferita dalla radio egiziana, che ha preso come punto di riferimento un comunicato dell’esercito. A Sirte un gruppo di militari ha preso il controllo di alcune radio e della tv locale, invitando la popolazione a sottomettersi. Nel frattempo è stata disposta l’evacuazione degli italiani dalla Libia. I nostri connazionali sono arrivati al porto di Augusta, in Sicilia, e hanno riferito che la situazione a Tripoli è molto critica. Sembrerebbe che l’Isis sia già presente da un pezzo. Nello stesso video della decapitazione dei copti, i terroristi hanno affermato: “Prima ci avete visti su una collina della Siria. Oggi siamo a sud di Roma… in Libia”. Inoltre hanno detto: “Avete buttato il corpo di Osama Bin Laden in mare, mischieremo il suo sangue con il vostro”.

    I jihadisti dello Stato Islamico hanno chiaramente minacciato Roma, intesa come simbolo del Cristianesimo. Il portavoce dell’Isis, infatti, ha indicato proprio Roma come meta da conquistare e senza mezzi termini ha dichiarato: “Sguainate le spade e puntate le frecce. Siate fermi e non vi indebolite. O sarà una vittoria, attraverso la quale Allah onererà l’Islam e i musulmani, oppure martirio. Presto con il potere e la forza di Allah, la campagna dei crociati sarà spezzata. E dopo, Allah permettendo, ci incontreremo ad al-Quds e avremo un appuntamento a Roma”. L’appello ai jihadisti in Europa è molto minaccioso, infatti rincara la dose, affermando: “Colpite i crociati nel loro territorio e ovunque”. Il portavoce dell’Isis, attraverso un videomessaggio, si rivolge a tutti i “lupi solitari” che abitano nel vecchio continente e li invita a far sentire il loro operato, facendo riferimento anche agli ultimi attentati, compreso quello terribile che è stato attuato in Francia.

    Poco tempo fa Anjem Choudary, leader religioso che vive a Londra, ha dichiarato pubblicamente che le nuove vignette di Charlie Hebdo possono essere considerate a tutti gli effetti un atto di guerra dell’Occidente. E anche l’Italia sarebbe nel mirino dei fondamentalisti. E’ stato lo stesso Choudary a dichiarare che chi offende il Profeta è condannato a morte. Il leader religioso non ha usato mezzi termini e ha riferito che, se l’Italia continua a provocare il mondo islamico, ci saranno delle dure conseguenze. Nello specifico Anjem Choudary è arrivato a dire: “Un giorno conquisteremo Roma. Vivrete tutti sotto la legge islamica”. Poi ha ribadito: “Onorare il Profeta è una questione di vita o di morte. La punizione per questo tipo di offese è la sentenza capitale”. Precedentemente il leader religioso aveva detto che i musulmani non credono nel concetto di libertà di espressione. L’uomo era stato arrestato nei mesi scorsi per aver incitato all’odio nei suoi sermoni. Il 13 gennaio aveva pubblicamente affermato, contro la pubblicazione delle vignette del giornale satirico, che il tutto sarebbe stato un’azione da condannare con la pena capitale.

    Arriva un allarme terrorismo dalla Germania e questa volta riguarda l’Italia. Secondo il giornale Bild, ci sarebbero delle intercettazioni dell’agenzia USA per la sicurezza, che affermerebbero come il Vaticano potrebbe essere il prossimo obiettivo dell’Isis. I servizi di intelligence degli Stati Uniti hanno già avvertito la Santa Sede e gli agenti segreti italiani confermano che proprio quest’ultima potrebbe costituire un obiettivo sensibile dello Stato Islamico, anche se al momento non ci sarebbero segnali, che farebbero pensare ad un attacco imminente. Padre Lombardi del Vaticano ha rassicurato sul fatto che non sia il caso di fare degli allarmismi inutili. Allo stesso tempo comunque ha precisato che da parte del Vaticano c’è un atteggiamento di prudenza e di attenzione. Nella zona intorno a Piazza San Pietro e al Vaticano è stata messa in atto una presenza massiccia delle forze di polizia, specialmente in occasione dell’Angelus di Papa Francesco. L’italia tuttavia sarebbe minacciata anche da altri punti di vista, perché è sempre il Bild che include anche come possibili attacchi il Colosseo, la fontana di Trevi o la torre di Pisa. Tutto si baserebbe su delle prove fornite da un video che sta girando in questi giorni in rete, ma che non è attribuibile direttamente allo Stato Islamico, quanto piuttosto ad un simpatizzante o ad un provocatore. Le misure di sicurezza, quindi, a Roma ci sono e in Vaticano anche, ma padre Lombardi afferma che non ci sono rischi specifici, se non quelli collegati a tutte le altre istituzioni italiane. Da parte del ministro Alfano sono arrivate le prime dichiarazioni. Anch’esse tendono a rassicurare. Alfano avrebbe affermato che non viene sottovalutata nessuna ipotesi, che è vero che si è in possesso di un’informazione relativa al Vaticano, ma che comunque è soltanto un’ombra che aleggia. In ogni caso il governo italiano starebbe facendo di tutto per mettere in campo i più abili esperti di intelligence e gli uomini delle forze dell’ordine. L’obiettivo sarebbe quello di far circolare quante informazioni sia possibile tra la polizia dei vari Paesi. Allo stesso tempo lo scopo è anche quello di proteggere i confini esterni all’Europa, potenziando il sistema delle banche dati. Alfano ha spiegato che l’esecutivo italiano sta cercando di avere l’autorizzazione da parte del Parlamento europeo per avere dalle compagnie aeree la registrazione degli imbarcati sui voli, per trattenere questi dati per alcuni anni. Intanto a Roma al Ghetto e alla scuola ebraica sono stati potenziati i dispositivi di sicurezza, come presso le ambasciate, i monumenti, i luoghi di culto e le redazioni di giornali e tv. Secondo Alfano, in questo momento non esistono Paesi a rischio zero e il titolare della Farnesina, Paolo Gentiloni, ha avvertito che ignorare la minaccia di allarmi che potrebbero coinvolgere l’Italia sarebbe un errore. Niente allarmismi, quindi, ma occhi ben aperti a quello che potrebbe accadere, eventualmente, anche nel nostro Paese.

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