Caso Meredith: la verità di Rudy Guede in un’intervista a ‘Storie maledette’

Caso Meredith: la verità di Rudy Guede in un’intervista a ‘Storie maledette’

L'ivoriano rompe il silenzio

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    Caso Meredith: la verità di Rudy Guede in un’intervista a ‘Storie maledette’

    Rudy Guede ha deciso di parlare: l’ivoriano condannato per concorso in omicidio di Meredith Kercher ha rotto il silenzio e ha raccontato tutta la sua verità in un’intervista esclusiva alla trasmissione ‘Storie Maledette’, in onda su Rai 3.

    Rudy Guede è stato condannato con rito abbreviato a 16 anni di reclusione, per aver ucciso e violentato (sentenza del 16 dicembre 2010), insieme ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito (poi entrambi assolti in via definitiva il 27 marzo del 2015), la giovane Meredith Kercher, il primo novembre del 2007.

    Dalla data delle sentenza è rinchiuso nel carcere di Viterbo e solo ora ha deciso di parlare e raccontare la sua verità sulla tragica vicenda.

    E per rendere nota la sua versione dei fatti ha scelto Franca Leosini, per la prima puntata della nuova stagione di ‘Storie Maledette’.

    Nel corso della trasmissione, andata in onda ieri sera, 21 gennaio, su Rai 3, ha parlato dell’omicidio, ma anche della storia giudiziaria di cui è stato, suo malgrado, protagonista.

    Si parte forte, perché Rudy sostiene di essere parzialmente responsabile della morte della ragazza:

    ‘Io non l’ho uccisa, in quella casa c’era Amanda Knox con un uomo’.

    Su questo punto sembra essere così certo da essere pronto a giurare sulla sua stessa vita:

    ‘Io dico al 101% che Amanda c’era. Ho riconosciuto la sua voce, la conoscevo. Dopodiché, per quanto riguarda la seconda persona, io facendo un percorso mentale di quel momento, non posso essere in grado di dire chi fosse all’epoca’.

    Ora Rudy ha deciso di aprire anche un profilo Facebook e il suo primo post recita:

    ‘Da oggi inizio a raccontarvi la mia storia’.

    Subito dopo attacca gli avvocati di Raffaele Sollecito, che avevano diffidato la Rai dal mettere in onda la puntata con Rudy Guede:

    ‘Perché non aspettare che la trasmissione sia finita piuttosto che diffidare la Rai dal mandarla in onda? Laddove ce ne fosse bisogno e se ne riscontrasse l’ipotesi, chi oggi chiede la diffida potrebbe tranquillamente denunciarmi per diffamazione. Ma dovrebbe ascoltare prima quello che anche io ho da dire’.

    Rudy entra poi nel cuore della vicenda e ammette di aver avuto un attimo di intimità con Meredith:

    ‘Poi ci siamo rivestiti e dopo un po’ di tempo avevo bisogno di andare in bagno. Sono andato in quello grande, era il più vicino al salotto e lontano dalla camera di Meredith’.

    E’ proprio mentre si trova lontano da Meredith che lei viene brutalmente assassinata:

    ‘Quando ero in bagno, ho sentito suonare al campanello, ho riconosciuto la voce di Amanda Knox, sono sicuro al 100% che era lei e ho sentito che le due litigavano.

    Sono rimasto in bagno per 10-11 minuti e lo so perché ascoltavo la musica: due brani interi e il terzo fino a metà. Poi ho sentito un urlo più forte del volume della cuffia che avevo nell’orecchio. Era straziante’.

    Poi la confessione più scioccante, l’ammissione di colpa:

    ‘Mi sento di non aver fatto quello che avrebbe fatto anche un bambino di sei anni, ovvero chiamare aiuto, soccorrere Meredith. Lei si chiederà perché sia scappato via, però in quei momenti tante cose ti vengono in testa. La paura ha prevalso su di me e per questo non ho agito nel miglior modo possibile per aiutare Meredith’.

    Sul finire della trasmissione, Rudy trova spazio per le scuse, che rivolge alla famiglia della vittima:

    ‘Chiedo scusa alla famiglia di Meredith per non aver provato a salvare questa ragazza. Se mi devo fare 20 anni per non essere riuscito a soccorrere questa ragazza, mi va bene. Però non posso fare un solo giorno di carcere per l’omicidio di Meredith’.

    Ma il programma non finisce con la richiesta di perdono, subito dopo infatti, Rudy passa nuovamente all’attacco e lancia accuse inequivocabili:

    ‘Al di là di ogni ragionevole dubbio, sono stato condannato in concorso. Penso che anche Raffaele Sollecito e Amanda Knox sappiano come siano andate le cose’.

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