Delitto del Circeo, si riapre il caso: Andrea Ghira sarà riesumato

Delitto del Circeo, si riapre il caso: Andrea Ghira sarà riesumato

Lo ha disposto la procura di Roma

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    Delitto del Circeo, si riapre il caso: Andrea Ghira sarà riesumato

    A distanza di quarant’anni da quel maledetto 29 settembre 1975, il tragico caso del Circeo viene riaperto. A disporlo è la Procura di Roma, in risposta all’esposto presentato dall’avvocato della famiglia Rosaria Lopez.

    A dare la notizia è stata la trasmissione di Rai3 ‘Chi l’ha visto?’: la Procura di Roma ha ordinato la riesumazione della salma di Andrea Ghira, sepolto sotto il falso nome di Maximo Testa De Andres, nel cimitero di Melilla.

    In Spagna sono già presenti, oltre a Stefano Chiriatti, legale della famiglia Rosaria Lopez, autore dell’esposto, la sua consulente genetica Marina Baldi e i professori Giuseppe Novelli e Giovanni Arcudi, nominati dalla Procura.

    Il delitto del Circeo, come accennato in apertura, è accaduto ormai quarant’anni fa, ma per l’alto grado di efferatezza che lo contraddistinse, è rimasto impresso a fuoco nei ricordi della gente.

    In quel 29 settembre 1975, tre giovani della Roma bene, Giovanni Guido (figlio di un alto funzionario di banca), Angelo Izzo e Andrea Ghira (‘pariolini’ e teppistelli neofascisti) invitarono due ragazze Maria Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, a un party organizzato nella villa di Ghira, al Circeo.

    Lì dentro si svolse tutt’altro che una festa: i tre ragazzi, travolti da una violenza inaudita, torturarono e violentarono senza fine le due povere malcapitate.

    Rosaria Lopez non resse alla sofferenza e morì, mentre Donatella Colasanti sopravvisse soltanto perché ebbe l’arguzia di fingersi morta.

    I corpi di entrambe furono ritrovati a Roma, nel bagagliaio di un’auto, dove erano stati stipati dai tre carnefici.

    Due del gruppo, Izzo e Guido furono arrestati, il giorno dopo il delitto, mentre Ghira riuscì a fuggire in Spagna e si arruolò nella Legione Spagnola. Sarebbe poi morto di overdose nel 1994.

    Soltanto nel 2005 il suo cadavere è stato identificato, grazie all’esame del DNA. Tuttavia i familiari delle vittime non hanno accettato l’esito della perizia, sostenendo che quelle ossa, in realtà, siano di un parente di Ghira.

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