Ha ucciso la madre: stava per essere rilasciato dopo 10 giorni, torna in carcere

Ha ucciso la madre: stava per essere rilasciato dopo 10 giorni, torna in carcere
da in Cronaca, Cronaca Nera, Omicidi, Violenza sulle donne
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 13/01/2016 15:53

    Uccide la madre mette foto su Fb

    Il Tribunale del Riesame di Perugia aveva appena annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Federico Bigotti, il giovane di 22 anni, arrestato lo scorso 3 gennaio, per aver ucciso la madre, Annamaria Cenciarini, a seguito dell’ennesima lite furibonda. Il motivo? ‘Questioni procedurali’, non meglio definite. Per tali ragioni, dunque, il collegio aveva disposto l’immediata scarcerazione del giovane matricida. Ma la vicenda di Federico Bigotti sembra non conoscere fine: nemmeno due ore fa, al ragazzo è stata notificata una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere. La notifica è arrivata pochi istanti prima che il giovane lasciasse il carcere di Perugia.

    Federico Bigotti, 22 anni, nel casolare di Città di Castello in cui ha sempre vissuto, la mattina del 28 dicembre, dopo l’ennesima lite violenta, ha ucciso sua madre, Anna Maria Cenciarini, un’esile casalinga di 55 anni. Eppure di lei ha detto: ‘Io amavo mia madre…’. Il giovane, accusato oltreché di omicidio, anche di maltrattamenti in famiglia, era da diverso tempo senza lavoro e difficilmente usciva di casa. Le liti con la madre erano molto frequenti soprattutto per il fatto che non voleva saperne di trovare un nuovo impiego. Si era poi fissato con il dimagrimento, negli ultimi tre mesi aveva perso addirittura 30 chili, come si può vedere dalle foto pubblicate su Facebook. La madre aveva tentato più volte di aiutarlo, aveva intuito chiaramente il disagio del figlio, voleva allontanarlo dalle diete folli, salvarlo dall’hashish, che fumava ossessivamente, e anche dalle altre droghe, ma non ce l’ha fatta. Anzi, è stato proprio quel figlio che voleva aiutare, a toglierle brutalmente la vita. Ma il fatto che sconvolge ancora di più è il selfie che Federico si è scattato su Instagram, a sole 24 ore di distanza dall’omicidio della madre, con tanto di hashtag #riposainpacemamma, da lui stesso rimosso poco dopo (nel frattempo la foto aveva collezionato oltre 300 commenti, tra cui numerosi insulti). Non meno spaventoso è il selfie con sorriso glorioso, pubblicato a poche ore dall’arresto, su Facebook. La madre di Federico era una donna fragile, un ex operaia alla Sacofgas di Città di Castello, costretta ad andare in pensione anticipata per via dei gravi problemi alla schiena. La mattina del 28 dicembre, nel corso di una lite furibonda, è stata aggredita dal figlio, colpita ripetutamente al mento, al collo e al petto, anche quando ormai era in stato di agonia. Non ha potuto difendersi ed è tragicamente morta. Il figlio, subito dopo, ha chiamato il padre al lavoro, in lacrime, dicendo che la madre si era suicidata davanti ai suoi occhi. Tesi smentita immediatamente dall’autopsia: come avrebbe potuto colpirsi da sola alle spalle… Il padre Antonio, operaio metalmeccanico in una ditta di Città di Castello, dinanzi all’orrore appena subito, ha confidato all’avvocato Vincenzo Bochicchio: ‘Gli starò vicino. Ho capito troppo tardi che lui aveva bisogno d’aiuto…’.

    Federico Bigotti era da tempo prigioniero della sua stessa casa. Non usciva mai, viveva di deliri di onnipotenza ed era violento. Chi lo conosceva racconta che un giorno voleva diventare un calciatore del Barcellona, un’altra volta voleva fare il modello, un’altra ancora l’attore famoso. L’aggressività poi, l’avevo contraddistinto sin dall’infanzia: era persino stato cacciato da due scuole e dalla squadra di rugby. A 19 anni, aveva anche partecipato allo show ‘Talents Today’ con questa presentazione: ‘Vengo da Città di Castello, in campagna si vive bene, si sta rilassati, io sto in una piccola villettina. Ma ora voglio conoscere un altro mondo dove nessuno c’è mai stato perché è andato sempre dietro alla massa. Mi chiamano come Primo Carnera, l’uomo montagna, perché sono grande e grosso, ma sono anche buono, dolce e sensibile…’.

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