Chiedere l’elemosina: i trucchi di falsi invalidi e indigenti

Come aggirare i parassiti della giungla metropolitana

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    Le città italiane sono sempre più prese d’assalto da falsi mendicanti, invalidi e indigenti, che utilizzano molteplici trucchi per chiedere l’elemosina. In realtà, tecnicamente, l’accattonaggio dei finti bisognosi sarebbe un reato, si chiama ‘abuso della credulità popolare’. Tuttavia nel Bel Paese, la sanzione non viene quasi mai applicata. Sino a oggi, è noto soltanto un caso in cui un cittadino ceco di 30 anni che, a Parma, chiedeva l’elemosina, seduto in carrozzina con un tutore al ginocchio, è stato denunciato e gli è stata inflitta una condanna. Per il resto, le nostre città assumono sempre più l’aspetto di un fatiscente circo degli orrori, in cui i cittadini si districano tra richieste di denaro più o meno insistenti. Scopriamo le tecniche più comunemente utilizzate da chi fa il mendicante per professione.

    Mendicante scalzo

    Sono stati smascherati da attenti fotografi, alcuni mendicanti che si recavano sul ‘posto di lavoro’, ai margini del marciapiedi, regolarmente muniti di scarpe, per poi toglierle per chiedere l’elemosina. L’uomo incriminato è stato avvistato poco prima, in un vicolo, mentre si toglieva scarpe e calze e le affidava a una complice donna, che le conservava in una borsa.

    Mendicante senza braccio

    I mendicanti senza braccio, si trovano spesso ai semafori. Quando scatta il rosso partono all’attacco degli automobilisti fermi in coda. Il Corriere della Sera è riuscito a immortalare uno di questi truffatori, tra via Melchiorre Gioia e viale della Liberazione, a Milano. L’uomo si finge senza braccio, si avvicina alle auto con fare maldestro per impietosire il più possibile i malcapitati, ma poco dopo, è stato beccato mentre sfilava magicamente l’arto inesistente dalla giaccia, per contare i soldi racimolati durante il turno di lavoro.

    Mendicante anchilosato

    In questo caso è stata Striscia la Notizia a smascherare qualche altro finto mendicante, nel cuore di Roma. Tra i turisti si muovono claudicanti, volutamente con corte stampelle per accentuare l’andatura incerta. Si avvicinano alle persone allungando una mano che regge un cappello, nel quale brillano le monetine racimolate nella giornata. C’è chi poi sferra un colpo magistrale: solleva il pantalone e mette bene in evidenza in calzino super aderente sotto, che rende il polpaccio tanto sottile, da farlo sembrare, a uno sguardo veloce, una protesi. In particolare, l’uomo nella foto, fermato dalla Polizia e poi rilasciato, si è allontanato camminando in maniera assolutamente normale e senza alcuna protesi. Un altro, dopo aver zoppicato, appoggiato malamente alla solita stampella corta, se n’è andato dal ‘luogo di lavoro’ passeggiando normalmente con la stampella nascosta tra la tasca posteriore dei jeans e la felpa!

    Mendicante con il cane

    Purtroppo sono ancora molti i mendicanti che utilizzano gli animali, sopratutto cani, per suscitare maggior pietà negli occhi dei passanti. In realtà esercitare la pratica dell’accattonaggio utilizzando animali è vietata per legge. E’ persino capitato che un gruppo di animalisti rubasse un cane a un mendicante per trarlo in salvo.